Finalmente la politica pensa anche ai giovani: cos’è la Valutazione di Impatto Generazionale
Approvata alla Camera la norma che introduce la Valutazione di Impatto Generazionale: le nuove leggi dovranno essere a prova di futuro.
Il 29 Ottobre è stata approvata alla Camera - e in via definitiva - la norma che introduce la Valutazione di Impatto Generazionale (Vig) delle nuove leggi. Secondo l’AsviS si tratta di un traguardo storico che ha le potenzialità di migliorare il processo legislativo, mettendo la sostenibilità al centro.
Questa, infatti, non riguarda solamente l’impatto ambientale ma anche sociale ed economico, tanto che - già dal 1987 - il Rapporto Brundtland definisce lo sviluppo sostenibile come uno sviluppo in grado di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle prossime generazioni di fare lo stesso.
Con l’approvazione della Vig diventa un imperativo.
Valutazione di Impatto Generazionale: di cosa si tratta

Il Disegno di legge - già approvato in Senato nel mese di Maggio- ha ora l’ok della Camera: la Valutazione di Impatto Generazionale adesso è un obbligo. Le leggi che verranno redatte, d’ora in poi, dovranno tenere conto dell’impatto sociale e ambientale sulle prossime generazioni, rendendo l’equità intergenerazionale una realtà.
La nuova norma, inoltre, strizza l’occhio ad alcuni traguardi relativi all’Obiettivo di Sostenibilità n° 16 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. In particolare, possiamo chiamare in causa i punti 16.6 e 16.7 che riguardano, rispettivamente, lo sviluppo di istituzioni efficaci e un processo decisionale responsabile e rappresentativo a tutti i livelli.
Cosa prevede la nuova norma
Come leggiamo nel Ddl pubblicato sul sito della Camera dei Deputati, l’introduzione della Vig prevede non solo un’attenzione rivolta verso i giovani e le generazioni future ma anche l'istituzione di un Osservatorio nazionale per l’impatto generazionale delle leggi. La sua funzione è quella di monitorare, analizzare, studiare e proporre degli strumenti per l’attuazione di tale valutazione.
La Vig è quindi un’analisi preventiva con il fine di tutelare e garantire una certa equità generazionale, con particolare attenzione ai giovani e al futuro, e viene effettuata nell’ambito dell’Analisi di impatto della regolamentazione (Air) già in vigore. Questa aveva già la funzione di valutare gli effetti delle leggi sui cittadini, sulle imprese e sulla pubblica amministrazione.
I decreti-legge sono esclusi dalla Valutazione di Impatto Generazionale.
La Valutazione di Impatto Generazione calmerà l’astio intergenerazionale?

“Ci state rubando il futuro” è lo slogan per eccellenza delle proteste climatiche, urlato in faccia ai leader mondiali da Greta Thunberg sul palco della COP 24, ormai sette anni fa. Nel corso di questo periodo la questione ecologica ha posto l’accento sugli effetti delle decisioni passate che hanno portato la nostra generazione sull’orlo di un’instabilità climatica, sociale ed economica.
In un mondo in cui dobbiamo giostrarsi tra ansia climatica, incertezza economica e prospettive poco nitide, questa norma potrebbe rappresentare un segnale positivo per un cambio di rotta verso una governance sostenibile in tutte le dimensioni - sociale, economica e ambientale - e anticipante.
Prendere decisioni nel presente immaginando scenari futuri
Una governance anticipante punta proprio a prevedere quali effetti le scelte del presente avranno sul lungo periodo. Questo si dovrebbe tradurre in una miglior gestione dei rischi - reali e potenziali - e in investimento su ricerca e innovazione. Una governance anticipante è una governance sostenibile e riprende le fila del Patto sul futuro adottato nel 2024 dagli Stati Membri dell’ONU, Italia compresa e della Dichiarazione sulle generazioni future, adottata nel corso dello stesso summit.
Il primo contiene 56 azioni da attuare nel corso dei prossimi anni e copre diversi ambiti: dalla pace alla crisi climatica, dai diritti umani alla parità di genere e dalla trasformazione della governance alla nuove generazioni. La Dichiarazione sulle future generazioni, invece, punta al benessere dei giovani e contiene 10 principi guida, anche questi riguardanti le diverse tematiche appena descritte.
Un futuro sostenibile è possibile, non è un’utopia, e lo possiamo raggiungere lasciandoci alle spalle visioni miopi e adottando e norme strumenti che ci costringono a guardare un po’ più in là del nostro naso.
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