“Strategia, social e giovani: così abbiamo vinto il referendum. Nova 2.0 sarà più grande processo di ascolto mai realizzato"

Pubblichiamo l’intervista integrale a Dario Adamo, responsabile della comunicazione social del M5S e di Giuseppe Conte

1) Il No al referendum ha vinto con il 53,7% e un'affluenza sorprendente del 58,9%. Il M5S ha fatto una campagna forte per il No. Possiamo parlare di una strategia comunicativa chiara ed efficace?


La campagna per il NO al referendum è stato il nostro focus strategico già dagli ultimi mesi del 2025, quando ancora il tema non era al centro del dibattito politico. Abbiamo (per tempo) delineato gli asset principali, strutturato i messaggi e iniziato a impostare i vari format sia per quanto riguarda la comunicazione digitale che per quella offline e gli eventi fisici. Il claim principale, ovvero “Vota NO al referendum salva-casta” è stato il frutto del confronto fra parte politica e comunicazione e ha guidato la nostra narrazione fin dall’inizio. Una scelta che ha funzionato.

 

2) I giovani hanno votato in tantissimi e hanno trainato il No, merito anche di una campagna di comunicazione studiata sulle nuove generazioni?


Nell’ambito degli asset e dei format a cui facevo riferimento prima abbiamo dato massima rilevanza e attenzione al target giovanile. Tanto sui canali del Movimento 5 Stelle, quanto su quelli di Giuseppe Conte, sono tantissimi i reels il cui contenuto è dedicato proprio a loro. Abbiamo da subito strutturato anche un format long-form informativo pensato per Youtube, con protagonista il nostro Roberto Scarpinato, da cui sono scaturiti diversi contenuti per le altre piattaforme, in particolare per tiktok. Inoltre preme sottolineare il ruolo giocato dal nostro network Giovani M5S, la giovanile del Movimento, sia in termini di impegno concreto che di produzione di contenuti digitali. 

 

3) Avete scelto le università per i confronti e i social per la campagna di massa, quindi spazi reali e piazze virtuali, possiamo dire che ha funzionato?


È il mix che cerchiamo sempre e che in questa occasione ha funzionato ancor di più: eventi fisici capaci di trainare il racconto social e viceversa. In quest’ottica gli incontri in università hanno rivestito un ruolo fondamentale e anche a questo abbiamo dedicato tempo e attenzione, sia in termini organizzativi che di copertura mediatica. Alcuni reels dagli incontri in università hanno raggiunto centinaia di migliaia di visualizzazioni.


4) Perché non avete accettato l’invito di PULP?


Non abbiamo avuto un congruo preavviso per valutare un inserimento nel nostro calendario già fitto di eventi e interviste. Detto questo, non mi sembra che coloro che hanno accettato l’invito ne abbiano beneficiato particolarmente

 

5) Nei sondaggi sembrerebbe che il profilo di Giuseppe Conte sia quello maggiormente apprezzato dai più giovani, c’è una strategia dietro?


Dietro c’è la strategia che abbiamo sempre messo in campo: puntare sull’autenticità, lavorare con la massima attenzione ai dettagli, stare sulle varie piattaforme con il registro giusto, calibrando tone of voice e messaggio, per ogni singolo contenuto. Poi l’empatia, che è una caratteristica che attiene alla personalità del Presidente, è un elemento che aiuta senz’altro a coltivare questo rapporto privilegiato con i giovani

 

6) Come si gestisce la comunicazione digital e social di un leader politico e di un movimento?


Dimenticandosi di avere una famiglia o una vita privata (sorride, ndr). Scherzi a parte: è un lavoro estremamente appassionante, di grande responsabilità, oltremodo impegnativo. Ma è un incarico che sono onorato di svolgere, soprattutto perché condivido questo percorso professionale con tanti colleghi e colleghe, professionisti straordinari, con cui è un piacere lavorare giorno dopo giorno. 


7) Ad oggi, qual è lo stato della comunicazione politica in Italia?


Quello che stiamo attraversando è indubbiamente un periodo storico caratterizzato da grandi trasformazioni tecnologiche, basti pensare alla rivoluzione portata dall’intelligenza artificiale. Tuttavia ho la sensazione che la comunicazione politica in Italia faccia fatica a fare un vero salto di qualità, perché troppo legata a ritualità e prassi dei media tradizionali. Basti pensare a quanto il mondo della politica e dei palazzi tenga in scarsa considerazione i new media (come il vostro), strumento fondamentale di informazione per i giovani e non solo, e stia ancora tanto attento a cosa ha scritto questo o quell’altro giornale. 

8) ⁠Conte presenta il suo libro e lancia NOVA 2.0 per costruire il programma progressista, come pensate di costruire la campagna? 


In questi giorni siamo al lavoro proprio su questo: stiamo definendo la strategia comunicativa, cercando di mantenere il giusto equilibrio fra eventi fisici e contenuti digital. Saremo su tutto il territorio italiano: non solo per le presentazioni del libro, ma come di consueto anche per incontrare cittadini e confrontarci sulle problematiche più stringenti. “NOVA - Parola all’Italia” sarà il più grande processo di ascolto partecipativo mai realizzato in Italia per costruire un programma di governo. 100 spazi di confronto (Open Space Technology) in tutto il Paese, aperti a tutte le cittadine e i cittadini, per raccogliere proposte concrete da portare al tavolo della coalizione progressista.


Articolo a cura di Jacopo Gasparetti

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