No, noi della Gen Z non ci siamo lasciati il patriarcato alle spalle: la conferma arriva dall’Ipsos
“Il patriarcato non esiste più” ma sono soprattutto gli uomini della Gen Z a pensare che le mogli dovrebbero obbedire ai mariti: a rivelarlo una ricerca condotta da Ipsos.
Nati tra il 1997 e il 2012, noi della Gen Z ci distinguiamo dalle altre per essere immersi nel digitale, nel mondo online e nei social media. Ma la cosa che più ci distingue da Millennials, Boomer e generazioni addietro, è che per noi le battaglie sociali sono essenziali: dalla salute mentale alla parità di genere. Almeno in teoria.
Uno studio condotto da Ipsos in occasione della Giornata Internazionale della Donna mostra quanto, in realtà, la nostra generazione si basi su costrutti patriarcali: uomo forte e ricco e donna obbediente e madre.
La Gen Z abbraccia il patriarcato: un uomo su tre è più tradizionalista di suo nonno

Le donne devono obbedire al marito e il marito deve avere l’ultima parola sulle decisioni importanti. No, a sostenerlo non sono i Boomer ma la Gen Z: più del 30% degli uomini appartenenti alla nostra generazione abbraccia idee patriarcali. Questo è quanto ci riporta un sondaggio condotto da Ipsos - una delle principali società globali di ricerca di mercato - insieme al King’s College di Londra.
Lo studio ha coinvolto 23 mila persone appartenenti a 29 paesi diversi - tra cui Gran Bretagna, India, Australia, Stati Uniti, e Brasile - e ci riporta una significativa differenza generazionale in termini di ruoli di genere. Ma i risultati non sono quelli che ci aspetteremmo.
La spaccatura di pensiero non è solo generazionale, ma anche di genere
Il 31% degli uomini della Generazione Z pensa che una moglie debba obbedire al marito e il 33% afferma che il marito dovrebbe avere l'ultima parola sulle decisioni importanti: risultati che evidenziano come la nostra generazione risulti molto più tradizionalista addirittura dei Baby Boomer (dei nostri nonni, per capirci).
A questi, infatti, sono state proposte le stesse affermazioni, ma a concordare sul fatto che le mogli debbano essere obbedienti - in questo caso - è solo il 13%, mentre il 17% crede ai mariti spetti l’ultima parola.
Il sondaggio non indica solamente un inaspettato legame tra la Gen Z e il tradizionalismo, ma anche una significativa spaccatura tra i generi: la percentuale di donne che concorda con tali affermazioni scende al 18% nella nostra generazione e al 6% nei Baby Boomer.
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Agli uomini della Gen Z non piacciono le donne indipendenti

Indipendenza e autosufficienza? Per il 24% degli uomini della Gen Z non dovrebbero essere cose per donne. Iniziativa sessuale? Per il 22% degli intervistati una “vera donna” non dovrebbe prenderla. La cura dei figli e della casa? Ovviamente roba da donne, non è da veri uomini, così come non lo è mostrare affetto ai propri amici: i veri uomini hanno soldi e muscoli.
Quello che a una prima lettura potrebbe sembrare un elenco di luoghi comuni e falsi miti, altro non è che lo specchio della nostra società, il modo in cui la nostra generazione la vive: saltando dai ruoli di genere al machismo, il patriarcato è tutt’altro che morto.
Il patriarcato è contro tutti, non solo contro le donne
Un altro dato importante che è emerso dal sondaggio di Ipsos è che il 59% degli uomini della Generazione Z pensa che gli si chieda troppo per sostenere l’uguaglianza tra i generi. Risulta significativo in quanto si pone in un sondaggio - e quindi in un contesto - in cui emergono posizioni fortemente patriarcali. E il patriarcato, è sempre bene ricordarlo, non danneggia solo le donne.
Prendere questa consapevolezza è fondamentale per costruire una società in cui non solo tutte e tutti abbiano e vedano applicati gli stessi diritti, ma anche per costruire una società in cui la sensibilità maschile non sia più un tabù, in cui la vulnerabilità - che sia economica o emotiva - sia accettata e accolta in tutti i generi.
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