Che significato ha il sesso oggi?

Dalla stigmatizzazione dei sex worker all’iniziativa della star di Only Fans: oggi si celebra la giornata mondiale contro la violenza sui e sulle sex worker. Questo ci dà l’opportunità di riflettere su alcune questioni: quali sono le conseguenze psicologiche e sociali del sesso? Come è vissuto dagli adolescenti?

Il lavoro sessuale è ancora un tabù e i sex workers continuano a essere bersagli di stigmi e discriminazioni. Proprio per questo motivo, il 17 dicembre è stata istituita come Giornata mondiale contro la violenza sui/sulle sex workers (perché no, non è un lavoro svolto da sole donne, anche gli uomini lo fanno). 

L’obiettivo di questa ricorrenza è proprio quello di sensibilizzare contro la discriminazione e contro la violenza che tale categoria subisce. Infatti, le sex workers in particolare vengono stereotipate come ragazze e donne in difficoltà economica, sfruttate o, con più disprezzo, come prostitute. Ma non è sempre così, ci sono persone che decidono di fare questo lavoro semplicemente perché gli piace, perché amano esplorare il mondo della sessualità. 

Non si tratta, però, di un ambiente facile e lo dimostra la discussione che si è creata intorno al caso di Lily Phillips, star di Only Fans che ha sollevato una certa preoccupazione a causa della sua iniziativa, con tanto di rilancio: è stata con 100 uomini in un giorno e ha annunciato che la prossima volta vorrebbe arrivare a 1000

Sex work: il caso di Lily Phillips 

Lily Phillips ha 23 anni, è inglese ed è una sex worker, lavoro che ha scelto di fare di sua spontanea volontà e che ama – come afferma nel documentario dello youtuber Josh Pieters. A suscitare tante domande – e anche preoccupazioni – è stata la sua iniziativa: andare al letto con 100 uomini in un solo giorno. Questi uomini sono stati trovati su internet e sono loro stessi – tutti fan di Phillips – ad essersi candidati per partecipare al progetto. 

Non siamo di certo qui per giudicare le sue scelte, ma le apprensioni per la sua salute – sia mentale che fisica – si sono fatte sentire prima, dopo e durante l’evento. A preoccuparsi è stata anche una sua collega, intervistata dallo stesso Pieters. 

Infatti, una volta che ha concluso il suo lavoro e torna a parlare con Pieters, scoppia a piangere perché – riferisce – è stato più intenso di quello che pensasse: «È stata dura, non so se lo consiglierei». A un certo punto dice di non ricordare i volti degli uomini con cui è stata, fatta eccezione per una decina, e afferma di essersi dissociata. Ed è proprio questa dichiarazione ad aver suscitato tanta preoccupazione e anche tanti interrogativi, nonostante la sua volontà di replicare l’evento con un numero dieci volte maggiore di uomini. 

Sessualizzazione ne abbiamo? Sì, costantemente 

Durante l’intervista dice più volte che le piace il suo lavoro e che si è sempre sentita a suo agio con la sessualità, quindi perché non guadagnarci sopra? «Mi sento empowered dal fatto che guadagno facendo qualcosa che i ragazzi farebbero comunque», cioè sessualizzarla

Importante è anche un’altra sua dichiarazione: dice di sentirsi parte del problema, perché lei fa cose estreme che i suoi fan potrebbero normalizzare, aspettandosi che tutte le ragazze nella vita reale facciano determinate cose. E potrebbe non avere torto: secondo una ricerca portata avanti dallo psicologo Jonathan Haidt, infatti, i ragazzi che usano in modo massiccio la pornografia potrebbero diventarne dipendenti e perdere interesse per le partner reali. 

-    Per approfondire il rapporto tra pornografia e salute mentale leggi questo articolo: Brain rot: come la Gen Z sta dicendo addio alla salute mentale 

Ve la ricordate la Sex Roulette? 

Tutta questa faccenda ci riporta alla mente la challenge della Sex Roulette. Vi ricordate come funzionava? Praticamente le ragazze adolescenti si prestavano a rapporti sessuali non protetti, senza l’uso di preservativi – gli unici in grado di proteggerci dalle malattie sessualmente trasmissibili – o di altri contraccettivi. L’obiettivo era proprio quello di non rimanere incinta: se fosse arrivata la gravidanza avresti perso. 

Ma il sesso non può e non deve diventare una challenge: i rischi per i partecipanti – rigorosamente minorenni – andavano ben oltre la gravidanza e riguardavano anche le malattie sessualmente trasmissibili, per non parlare del fatto che i rapporti sessuali si avevano con degli sconosciuti

Gli stessi pericoli a cui si sarebbe esposta Phillips, seppur abbia affermato di aver controllato le analisi degli uomini con cui è stata. 

Sex work e ninfomania: c’è un collegamento? 

Non necessariamente. Infatti, con ninfomania ci si riferisce a un comportamento compulsivo che non ha nulla a che fare con lo scopo di provare – o provocare – piacere. Come afferma in centro medico Santagostino, si tratta di una vera e propria dipendenza: prevede un aumento della frequenza e dell’intensità dell’attività sessuale, senza però soddisfare a pieno il desiderio, intrappolando la persona che ne soffre in un loop. E questo non è per forza il caso dei sex worker, per cui la sessualità è principalmente un lavoro. 

Tra le manifestazioni della ninfomania troviamo, infatti, la perdita totale di inibizione e la ricerca continua di partner. Il sesso viene fatto fino allo sfinimento, sia che si raggiunga l’orgasmo o meno, anzi, specialmente in questo caso – continua il Santagostino – si avrà un ricambio continuo di partner sessuali, nella convinzione che siano loro a non essere capaci di soddisfarci. 

Il sesso – preso da questo punto di vista – è tutto meno che un piacere. Infatti, c’è un’altra questione che bisogna tenere in considerazione: la penetrazione senza eccitazione fa male. Letteralmente. Si può sperimentare dolore fisico durante e dopo il rapporto, ma anche incorrere in possibili lesioni interne: il lubrificante può aiutare, ma non sempre e non è la stessa cosa. Almeno parlando dal punto di vista femminile. 

Leggi anche: Sessualità: non solo fisica ma anche emotiva e psicologica

Che significato ha il sesso nella società odierna? 

Quanti di voi se lo chiedono? A cosa è stata ridotta la sessualità? Intimità per alcuni, business per altri. Ognuno è libero di decidere cosa rappresenta per la propria persona. Ma se diventa una challenge, allora, il sesso può prendere la forma di un problema – specialmente per i più giovani dato che sono più suggestionabili – e se diventa spettacolarizzazione, performatività, allora è comprensibile che sorgano degli interrogativi riguardo la sua influenza all’interno della società.

Per questo motivo, mi piacerebbe concludere questo discorso ponendovi una domanda: che significato ha per voi la sessualità?

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