La caccia riguarda anche noi: ecco perché
Se non vi eravate mai interessati del tema della caccia, questo è il momento giusto per iniziare. Ecco perché.
Da mesi ormai si discute del Ddl 1552 Malan. Se non sapete di cosa si tratta, non ci sorprende: da un'indagine realizzata da Ipsos emerge che sei persone su dieci non erano proprio a conoscenza della sua esistenza e che una persona su tre l’aveva solo sentita nominare. Oggi siamo qui proprio per colmare questa lacuna.
Si tratta di un Disegno di legge volto a modificare la Legge 157/1992 volta a regolare l’attività venatoria e a proteggere la fauna selvatica. In pratica, servirebbe a dare più margine di azione ai cacciatori, tanto che le associazioni ambientaliste e animaliste parlano di una vera e propria liberalizzazione della caccia e la definiscono come un duro colpo alla natura, già alle prese con diversi problemi.
Di seguito approfondiamo la questione e cerchiamo di capire perché si tratta di una questione che riguarda anche noi, non solo gli animali.
Ddl caccia: perché ha destato preoccupazioni in più di 50 associazioni

Il provvedimento - che giace, al momento, in Senato - ha messo in allerta decine e decine di associazioni ambientaliste, animaliste, naturalistiche ma anche escursionistiche che già durante l’estate avevano lanciato un appello alla maggioranza per la tutela della biodiversità. Il Disegno di legge, infatti, risulterebbe - secondo le stesse - in contrasto contrasto con la protezione della natura e della fauna selvatica.
A preoccupare, in questo senso, sono:
- l’estensione del periodo venatorio oltre la prima decade di febbraio, periodo di migrazione pre-riproduttiva degli uccelli, una fase per loro piuttosto delicata;
- la reintroduzione dei richiami vivi: uccelli selvatici catturati e rinchiusi in gabbiette con il fine di attirare i loro conspecifici.
Altre misure previste dal Ddl 1552 riguardano la possibilità di cacciare tutto l’anno all’interno di aziende agri-turistico-venatorie, l’eliminazione di un limite massimo per gli appostamenti fissi e, tra le altre cose, la possibilità delle regioni di discostarsi dal parere scientifico dell’Ispra.
Ok, ora sappiamo cosa ne pensano le associazioni, ma il resto degli italiani?
Per avere un’opinione in merito al Disegno di legge, ne dovremmo quanto meno sentir parlare prima e secondo un’indagine di Ipsos questo risulta essere meno ovvio di quanto si pensi: sei persone su dieci non erano a conoscenza di questo Ddl e una persona su tre l’aveva solamente sentito nominare.
Gli intervistatori hanno quindi fornito informazioni dettagliate in merito a questo e alla legge in vigore, confermando l’attenzione che gli italiani hanno per il tema: il 61% si è schierato dalla parte della legge attuale, mentre solo il 14% si trova d’accordo con le modifiche proposte. Il restante 25% si dichiara incerto.
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Noi italiani siamo contro la caccia: ce lo conferma proprio l’Ipsos

Anche allargando il discorso al tema della caccia più in generale, non solo le associazioni ad essere contro, ma anche la maggior parte dei nostri connazionali: secondo la ricerca effettuata da Ipsos, infatti, l’attività venatoria desterebbe più preoccupazioni che consensi.
Il primo pensiero, infatti, va alla nostra incolumità: l’85% degli intervistati non si sente tranquillo a passeggiare in boschi e sentieri durante la stagione venatoria. La questione etica arriva subito dopo, con il 78% che considera la caccia eticamente inaccettabile, l’81% pensa reca disturbo agli animali e il 69% crede che mette a rischio la biodiversità.
La caccia, quindi, non è accettata in nessun caso? Un’eccezione c’è e riguarda la gestione delle specie invasive e dei danni agricoli. Ma anche in questo caso, il dissenso è forte, con il 35% contro e il 56% favorevole.
Ma quindi, perché tutto questo riguarda anche noi?
Proteggere la natura significa proteggere noi stessi. Mai come nel periodo storico che stiamo vivendo - o forse sarebbe più giusto dire “subendo” - questa frase si fa vera, un mantra da ripetere giorno per giorno. E proteggere la natura significa salvaguardare anche tutte le altre specie, perché ognuna di esse ha un proprio ruolo nel mantenimento degli equilibri ecosistemici. è un po’ come giocare a Jenga: ogni volta che togliamo un tassello la torre trema, diventa sempre più instabile e infine crolla.
Il tema della caccia è una di quelle questioni che spesso rimangono relegate alla sola sfera etica e personale, ma è intrecciata ad altre questioni, politiche e conservazionistiche in primis. Per questo motivo, se anche voi che state leggendo vi ritrovate nella maggioranza e volete far sentire la vostra voce, potete cliccare qui e firmare la petizione lanciata dalla Lipu. In caso contrario, liberissimi di procedere oltre.
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