Ecco perché non dovresti avere paura del lupo
Tra miti e disinformazione la figura del lupo in Italia non gode di una buona reputazione. Conosciamo meglio questa specie insieme a Gianluca Damiani, naturalista e fotografo.
Era la notte tra l’11 e il 12 agosto quando un lupo veniva ucciso in Alta Val Venosta, in Alto Adige, legalmente. Non si è trattato, infatti, di un atto di bracconaggio, ma del primo abbattimento autorizzato in 50 anni: l’individuo - un maschio di circa 45 chili - è stato anche il primo ad essere ucciso dopo la decisione del Parlamento Europeo di approvare la modifica dello status di protezione della specie da “strettamente protetta” a “protetta”.
Ne consegue che gli Stati hanno ora più flessibilità nella gestione delle popolazioni dei lupi al fine di gestire la coesistenza con l’essere umano in modo migliore e “ridurre al minimo l'impatto della crescente popolazione di lupi in Europa” - come leggiamo nel comunicato stampa del Parlamento Europeo.
Ma di quale portata è questo impatto? Il lupo è davvero un pericolo per l’essere umano e per le sue attività? Oppure una convivenza è possibile? La coesistenza con la fauna selvatica tende ad essere problematica nel nostro paese, soprattutto quando si parla di predatori: tra paura e disinformazione, il richiamo alle soluzioni estreme si fa forte. Spesso, però, non sono necessarie.
Con questo articolo cerchiamo di sfatare qualche mito sul lupo e lo facciamo insieme al naturalista e fotografo Gianluca Damiani.
Il lupo non è una specie da temere, ma da conoscere

Foto di Gianluca Damiani
L’immagine del lupo cattivo ci accompagna fin dalla nostra infanzia ma la verità è che possiamo tirare un sospiro di sollievo: non ha nessun interesse nel mangiare noi o nostra nonna. Secondo uno studio sullo stato del lupo in Europa pubblicato sulla rivista Plos, infatti, gli attacchi del lupo verso l’essere umano sono estremamente rari e quelli che spesso gli sono stati attribuiti - in Italia e in Grecia - sono stati in realtà opera di cani domestici.
«Il lupo è un carnivoro, ha denti aguzzi, un corpo agile e veloce e istinto predatorio. Parlando di attacchi all’uomo e agli animali domestici, dobbiamo quindi ammettere un potenziale pericolo: il lupo è potenzialmente pericoloso. Tuttavia, bisogna considerare il rischio».
Ci spiega anche Gianluca Damiani, ideatore del progetto Storie di lupi «Il rischio di venire attaccati da un lupo in Italia è praticamente nullo» - ribadisce - «Ad oggi, conosciamo solo sei casi di attacchi di lupo all’uomo in Italia, tutti avvenuti nel corso degli ultimi cinque anni, dopo oltre un secolo senza testimonianze. Almeno cinque dei sei attacchi sono imputabili a lupi confidenti e condizionati dal cibo degli umani: i lupi protagonisti degli attacchi avevano perso la paura dell’uomo, e si avvicinavano deliberatamente alle aree antropizzate in cerca di cibo. Inoltre, nessuno degli attacchi è risultato fatale per le vittime (in tre casi persino bambini), e le lesioni riportate erano per lo più superficiali».
Quali sono i rischi per l’allevamento?
Centrale nel dibattito sul lupo è la predazione del bestiame ma anche in questo caso i numeri sono a suo favore: la stessa ricerca sottolinea che - da un punto di vista demografico - la possibilità che una pecora o una capra, ad esempio, possano essere predate è dello 0,02%. Non può quindi essere considerato come il problema principale della zootecnia, che può attuare misure preventive.
Per questo motivo, ci spiega Damiani «Il caso del lupo abbattuto in Trentino rivela una scelta facile: eliminare il problema alla radice, senza sforzarsi troppo e senza rispettare le basi che normalmente sono dietro a questo genere di interventi. L’individuo target dell’abbattimento non era stato precedentemente riconosciuto – e quindi siamo di fronte ad un colpo di fucile nel buio, senza certezze – e l’allevamento zootecnico “bersagliato” dagli attacchi dei lupi, che sono la causa di questo abbattimento, non adottava tutte le norme di prevenzione necessarie: non aveva cani da guardiania».
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Una convivenza con il lupo è possibile?

Foto di Gianluca Damiani
«La convivenza con la fauna selvatica non è solo “possibile”, ma è inevitabile» afferma «In Italia vivono circa 60 milioni di persone e quasi 1300 specie di vertebrati. Nel nostro paese, la densità abitativa è di 200 abitanti per km 2 , tra le più alte in Europa. Eppure, la natura resiste intorno a noi, persino all’interno delle grandi città. A pochi passi dalle nostre vite indaffarate, vivono centinaia di organismi in un equilibrio precario. Loro sono lì e noi, spesso, nemmeno ce ne accorgiamo. Tra questi ci sono anche i lupi».
Ovviamente non sottovaluta le difficoltà che possono emergere nella coesistenza con un predatore: «I lupi sono animali speciali sotto molti punti di vista. In un certo senso, rompono alcune regole poste da noi umani: sono animali sociali, in grado di cooperare per vivere e di comunicare efficacemente; sono elusivi, schivi e diffidenti, e passano facilmente inosservati; sono carnivori predatori, opportunisti e abili nella caccia; e infine, sono protagonisti della più grande storia di co-evoluzione deliberata a fianco dell’uomo: il cane domestico».
Ricordiamo che il suo ruolo nell’ecosistema è importantissimo
Il lupo è una specie chiave, vale a dire che svolge un ruolo fondamentale nell’ecosistema e che la sua assenza potrebbe avere delle ripercussioni importanti sullo stesso. Come, per esempio, il sovrappopolamento degli ungulati - cervi, daini, caprioli e cinghiali.
Non solo la presenza del lupo aiuta a mantenere le loro popolazioni entro numero sostenibile per l’ecosistema, ma avendo la tendenza a predare gli esemplari più giovani, malati o deboli, contribuiscono anche a mantenerle in buona salute e ad evitare la diffusione di malattie come la Peste Suina Africana.
Inoltre si tratta dell’unico predatore - in Italia e nel resto d’Europa - del cinghiale, che secondo il WWF conta circa 2 milioni di individui solo nel nostro Paese.
Buone abitudini per convivere con la fauna selvatica
Concludiamo questo articolo portando l’attenzione su alcune buone pratiche che possiamo seguire al fine di convivere pacificamente con la fauna selvatica, predatori compresi. Per quanto riguarda il lupo, in particolare, Gianluca Damiani ci ricorda che - in ambienti antropizzati - è bene tenere i nostri animali domestici dentro casa durante la notte, mentre per evitare predazioni di bestiame è possibile adottare misure quali recinti elettrificati, dissuasori e cani da guardiania.
Teniamo sempre in mente che con la fauna selvatica non possiamo comportarci come facciamo con i nostri pet: non possiamo avvicinarla pretendendo che ci siano zero rischi. Si tratta di animali non abituati al contatto con l’essere umano, che potrebbero spaventarsi e sentirsi minacciati dai nostri gesti e di conseguenza potrebbero provare a difendersi.
Ricordiamo poi che non dobbiamo dargli da mangiare, altrimenti rischiamo di far diventare l’animale in questione confidente: si abitua alla presenza umana e non ci teme più. E non è una cosa positiva né per l’animale - che potrebbe incorrere in intossicazione alimentare o imbattersi in persone in cattiva fede - né per noi, che potremmo rimanere vittime di incidenti o morsi involontari, magari causati dal tentativo di prendere il cibo dalle nostre mani.
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