Hai difficoltà a concentrarti? Potrebbe essere colpa dello smog

Lo smog non fa male solo ai nostri polmoni, impatta anche sul nostro cervello: uno studio di Nature afferma che l’esposizione all’inquinamento da particolato influisce sulle nostre capacità cognitive.

L’inquinamento non è un problema solo per l’ambiente ma anche per la nostra salute, soprattutto se parliamo di particolato, monossido di carbonio e biossido di azoto. Secondo l’OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità - quasi la totalità della popolazione globale - con una percentuale del 99% - respirerebbe aria inquinata oltre i limiti indicati dalle linee guida.

Questo porta con sé delle conseguenze importanti relativamente al nostro benessere fisico: l’inquinamento atmosferico è, infatti, un fattore di rischio per alcune malattie, quali ischemie, cancro, cardiopatie e asma. 

E il particolato è proprio l’inquinante che più impatta sulla nostra salute, tanto che nel 2015 più di 4 milioni di persone sono morte a causa sua. Inoltre, è stato scoperto che ha un impatto anche sulle nostre capacità cognitive. Vediamo cosa è emerso dallo studio.

Smog e inquinamento: il particolato riduce le nostre capacità cognitive

Sulla rivista scientifica Nature è stato pubblicato uno studio che mostra che l’esposizione all’inquinamento atmosferico può ridurre le nostre capacità cognitive fino a 4 ore dopo l’inalazione. Se il modo in cui ciò avviene non è ancora del tutto chiaro, sappiamo che l’impatto si ha sull’attenzione selettiva e sulla discriminazione emotiva.

L’analisi è stata effettuata su 26 partecipanti, di entrambi i sessi e con un'età media di 27.7 anni. Sono state escluse tutte quelle persone con problemi neurologici, psichiatrici, infiammatori e respiratori, così come non hanno potuto partecipare coloro con ansia, depressione o disturbi psicologici.

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Cosa dice lo studio: vediamo i risultati

I partecipanti sono stati sottoposti a 4 sessioni - due con esposizione ad aria pulita e due con esposizione ad aria inquinata - composte da: quattro test cognitivi, un periodo di esposizione all’aria di un’ora, una pausa di quattro ore e infine di nuovo i test cognitivi. Inoltre, in metà delle sessioni avevano una clip nasale per il nuoto per limitare l’inalazione.

I test cognitivi che sono stati sottoposti ai partecipanti erano volti a valutare l'attenzione selettiva, il riconoscimento dell'espressione delle emozioni, la memoria di lavoro e la vigilanza psicomotoria. Mentre gli ultimi due punti non sono stati influenzati dall’inquinamento, l’attenzione selettiva e la discriminazione emotiva hanno subito un calo a seguito dell’esposizione al particolato, ottenuta tramite l’accensione di una candela.

Smog e inquinamento in ambiente urbano: la soluzione sono gli alberi

Il particolato - come lo descrive L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) - è un composto di diverse sostanze solide e liquide che si forma dalla reazione in atmosfera degli inquinanti. Può avere diverse dimensioni: il PM 10 ha una grandezza inferiore ai 10 micrometri, mentre il PM 2,5 ha un diametro inferiore ai 2,5 micrometri, tanto che si parla anche di particelle fini.

Tali dimensioni ridotte gli permettono di entrare nei nostri polmoni interferendo con la nostra salute. Come facciamo, quindi, a proteggerci e a contrastare il problema? Potremmo certamente indossare una mascherina ma potremmo anche piantare alberi, alleati fondamentali contro l’inquinamento.

In che modo gli alberi ci aiutano a contrastare l’inquinamento atmosferico?

Oltre ad essere fondamentali per assorbire l’anidride carbonica, migliorare il clima e contrastare le isole di calore e il rischio idrogeologico, gli alberi forniscono un altro importante servizio ecosistemico: riducono l’inquinamento atmosferico.

Non solo gli alberi, ma le piante in generale - afferma la LIPU - hanno la capacità di abbattere il particolato modificando i flussi d’aria e fermandolo con le foglie: più la copertura del fogliame sarà estesa, maggiore sarà la capacità di filtrarlo e farlo cadere a terra. Per questo motivo è importante proteggere e incrementare gli spazi verdi, a maggior ragione se parliamo di ambienti urbani.

Le problematiche ambientali rappresentano un rischio anche per la nostra salute. E proprio per questo motivo, se vogliamo proteggere noi stessi dobbiamo proteggere la natura.

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