Principessa Mononoke: un cult ambientalista
La sensibilizzazione verso il tema può passare attraverso vie differenti e oggi ha deciso di intraprendere quella dell’animazione: non importa che sia un film di 28 anni fa, Principessa Mononoke rimane un cult per la cultura ambientalista.
È l’11 Dicembre 1997 quando viene adottato - da parte di 37 paesi - il Protocollo di Kyoto, che in quegli anni ha rappresentato uno step importante per la lotta alla crisi climatica. Questo prevedeva degli obiettivi vincolanti e quantificati per limitare i gas serra, sei in particolare: CO2, metano, protossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoro di zolfo.
Nello stesso anno e nello stesso paese, qualche mese prima - precisamente il 12 Luglio 1997 - usciva nelle sale giapponesi un film di animazione destinato a diventare un importante punto di riferimento per la cultura ambientalista: Principessa Mononoke, nato dal genio di Hayao Miyazaki.
Principessa Mononoke: il messaggio non è fraintendibile
«Guardate: è ciò che si era conficcato nel corpo di quella bestia, frantumandogli le ossa, lacerandogli le viscere e arrecato atroce sofferenza. Se non per questo una bestia diventerebbe mai un dio maligno?»
Miyazaki ce lo dice subito, chiaro e tondo: gli animali non umani non attaccano senza un motivo. E infatti - sia nel film che nella realtà - siamo noi a scagliarci contro di loro, in modo diretto ma anche indiretto. Ciò che si era conficcato nel corpo del cinghiale - della bestia - era quella che viene definita una “pietra da lancio degli umani”, un’analogia che ci riporta facilmente ai proiettili e alla caccia.
Il modo indiretto riguarda, invece, la deforestazione e la distruzione dei loro habitat, altra questione affrontata in Principessa Mononoke. Ma colpendo loro e la loro casa colpiamo anche noi stessi: tutto ci ritorna, il karma fa il suo corso, che sia istantaneo o meno. Il messaggio che Principessa Mononoke vuole mandare è chiaro fin dall’inizio del film.
Salviamo le foreste per salvare noi stessi: cominciamo con l’Amazzonia
«Gli umani si stanno radunando. I loro fuochi a breve raggiungeranno questo posto».
Il bosco di Principessa Mononoke si trasforma - nella nostra realtà - nella foresta Amazzonica. Ma perché preoccuparci di un luogo che si trova a più di 9.000 Km di distanza - in linea d’aria - dal nostro paese? Perché il nostro benessere - così come quello di tutto il mondo - dipende proprio da lei.
Si tratta, infatti, di un ecosistema importantissimo per l’equilibrio climatico del nostro Pianeta, in quanto è in grado di immagazzinare decine di miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Ma la sua importanza non si ferma qui. Come spiega il WWF, sopra le chiome degli alberi sono presenti quelli che definisce come “fiumi volanti”, i quali rimettono in circolo l’umidità della foresta dando vita al 45% delle sue precipitazioni e dei 400 miliardi di alberi presenti.
Da cosa la dobbiamo salvare?
Negli ultimi 50 anni - continua il WWF - la deforestazione della foresta Amazzonica ha coinvolto il 17% della sua superficie, che è stata convertita in pascoli e coltivazioni di soia (no, non quella destinata ai vegani, clicca qui per approfondire), caffè, olio di palma, cacao. A questo, si aggiungono gli incendi boschivi - i fuochi descritti da Miyazaki si fanno quindi letterali - che nel 2024 hanno raggiunto un numero pari a 50.000.
Se si dovesse raggiungere la soglia del 20-25% non sarà più in grado di sopravvivere. In questo modo raggiungerebbe un punto di non ritorno, rilasciando più carbonio di quanto ne immagazzina, incidendo sul clima globale.
Principessa Mononoke ci invita a ricucire il rapporto con il mondo naturale
Fonte: Anime Click
Principessa Mononoke pone un importante quesito, centrale nel nostro contesto ecologico:
«Non c’è via per il bosco e gli umani di vivere senza disputare?»
Questo dipende da noi: dobbiamo ritrovare un punto di contatto con l’alterità non umana. Il corpo del Dio Bestia si fa oscuro mentre tenta di raggiungere la testa che gli è stata tagliata, portando con sé una morte e una distruzione che inghiottiscono tutto ciò che trovano sul loro passaggio.
Solo quando la testa si ricongiungerà al corpo a cui appartiene, allora, tornerà la pace. Solo quando riusciremo a riconnetterci con l’ambiente, con i processi ecologici da cui noi stessi dipendiamo, allora, la Terra ritroverà il suo equilibrio.
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Fonte immagine cover: Anime Click
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