Oggi parliamo di ex: rimanere amici è davvero possibile?
Quando le relazioni finiscono, a volte, chiedere di rimanere amici può essere un modo per rendere meno dolorosa la separazione. Rimanere amici dei propri ex non è però impossibile, ma ci sono alcune questioni da valutare. Nell’articolo ne analizziamo alcune.
A volte può capitare che le relazioni finiscano: perché non c’è più amore, magari non sono più sane o - più semplicemente - si perde la complicità. I motivi possono essere molteplici e strettamente legati alla vita della coppia. Altre volte, però, capita anche che non si riesca o che risulti difficile allontanarsi dall’altra persona, e anche in questo caso le cause possono essere varie, spaziando dalla difficoltà a voltare pagina al condividere il gruppo di amici, per fare due esempi. Ci sono anche situazioni in cui è necessario rimanere in contatto: pensiamo alle coppie separate o a chi condivide il luogo di lavoro.
Ed ecco che la domanda non tarda ad arrivare: l’amicizia tra ex è possibile? È possibile riportare un rapporto allo stadio precedente dopo essere entrati in intimità - fisica ma soprattutto emotiva - e aver condiviso una parte di vita insieme? E farlo senza rendere strane le cose? In questo articolo cerchiamo di lasciare da parte le opinioni personali e di capire cosa ci dice la psicologia a riguardo.
Ex: amici sì o amici no?
Dipende. Non si può dare una risposta universale a questa domanda, dato che molto dipende dalle persone, dalle dinamiche, dal tipo di relazione che si era instaurata e dal come è finita. Infatti può capitare che la rottura non avvenga in maniera pacifica e consensuale da entrambe le parti, e in questo caso risulterebbe complicato instaurare un rapporto di amicizia.
Ma in altri casi non è qualcosa di impossibile, naturalmente rispettando alcune condizioni. Come suggerisce State of Mind - giornale online specializzato in psicologia, psichiatria e neuroscienze - bisogna prima di tutto chiedersi perché si vuole rimanere amici con l’altra persona: proviamo un affetto sincero verso di essa, abbiamo solo paura di rimanere soli o speriamo ancora in una riconciliazione? Dopodiché è fondamentale definire i limiti e le caratteristiche di tale amicizia: quanto vedersi, in che contesti e con quale contatto fisico sono solo alcuni esempi di questioni da valutare durante tale processo di trasformazione.
Non dimentichiamoci, però, che ogni cosa ha il suo tempo: non possiamo aspettarci di costruire un rapporto sincero di amicizia subito dopo la rottura. È bene prendersi qualche momento per riflettere sulle questioni appena elencate, perché il processo di separazione potrebbe essere più doloroso del previsto.
- Ti potrebbe interessare anche: Usi le app di incontri per trovare l’amore? Allora sappi che stanno cambiando le regole del dating
Cosa ci dice la psicologia sulla rottura?
Come ci spiega la Dottoressa Giorgia Bartolotta - psicologa - la fine di una storia d’amore si può equiparare a un lutto:
«Kubler-Ross ha individuato cinque fasi che si attraversano in seguito alla perdita di qualcuno di importante. Queste fasi si possono riscontrare anche dopo la conclusione di una storia d’amore. Esse sono: la negazione, la rabbia, la negoziazione, la depressione e, infine, l’accettazione. Con la fine di una storia ci si scontra con la consapevolezza che quell’identità di coppia che si era costruita ora non esiste più. Bisogna prendere atto che non si è persa solo la persona con cui si è intrapreso un percorso di vita ma anche la relazione che intercorreva tra le due, relazione che si fondava su un insieme di abitudini quotidiane».
«Il confronto con la fine spesso spaventa» - continua la Dott.ssa Bartolotta - «A volte capita che l’investimento rivolto verso il partner da termini affettivi si tramuti in forte rabbia e conflittualità, che è dimostrazione di una incapacità di elaborazione del lutto. A differenza del vero e proprio lutto, con la fine di una storia, non si perde fisicamente l’altro ma, anzi, l’altro esiste restando, però, inaccessibile a causa della distanza emozionale oltre che quella fisica».
Cosa significa concludere una storia d’amore
«La coppia, nel corso del tempo, aveva costruito una sua organizzazione ma con la separazione»- spiega la Dott.ssa Bartolotta - «l'individuo si confronta con l’esperienza di dover imparare a contare su altri e nuovi punti di forza e a contenere e regolare in modo differente le proprie emozioni. Dovrà, quindi, costruire un nuovo equilibrio ed attingere unicamente alle sue risorse. Il periodo del lutto serve proprio per riadattarsi alle nuove circostanze e la durata di questo lasso di tempo varia da individuo a individuo».
Conclude affermando che «la separazione dall’altro può essere vissuta in modi completamente differenti. Essa può essere letta come esperienza di tristezza, di malinconia ma anche come una liberazione - in alcune circostanze - ed occasione di riscoperta di sé e delle proprie risorse».
Le fasi dell’amore: come si decide se rompere o rimanere insieme
L’amore ha le sue fasi e può arrivare alla fine oppure durare nel tempo. Gli step principali secondo Guidapsicologi - altro spazio online dedicato al mondo della psicologia - sarebbero tre. Scopriamo qual è quello decisivo per la scelta di rimanere insieme o meno.
Tutto parte con la fase dell’innamoramento, caratterizzata dall’infatuazione: l’attrazione, fisica ed emotiva, è al massimo e il partner viene idealizzato; non lo vediamo per ciò che è realmente, ma per come vorremmo che fosse. Durante questo primo periodo, infatti, si tenderebbe a non notare i difetti dell’altra persona.
A un certo punto, però, dovremo scontrarci con la realtà: è proprio questa la seconda fase, quella in cui si decide anche se continuare la relazione o meno. Chiamata anche fase della disillusione, è il momento in cui ci rendiamo conto che il nostro partner non è esattamente come lo avevamo immaginato e in cui ci scontriamo anche con caratteristiche sgradevoli dell’altra persona. è la fase in cui si inizia a litigare, a volte a soffrire, e a questo punto si valuterà se concludere la relazione oppure portarla avanti, entrando nella terza fase.
Se si superano le difficoltà, infatti, è possibile un riavvicinamento: si accetta che l’altro non è come lo avevamo idealizzato, lo si accoglie con tutti i suoi difetti, ma si decide che vale la pena portare avanti la relazione.
- Leggi anche: Mal d’amore: chi non ha mai provato i sintomi?
Rimanere amici degli ex è possibile: dipende tutto da noi
Le separazioni non sono mai semplici, ma a volte sono necessarie per andare avanti e per ritrovare il nostro benessere psicologico, a cui è bene dare sempre la priorità. A volte lasciare andare è l’unica scelta possibile.
La consapevolezza rimane - come in molti casi - l’elemento principale su cui fare affidamento quando si parla di relazioni interpersonali: la chiave possiamo dire che si trova nell’essere onesti con sé stessi e con gli altri su cosa si vuole.
Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.
Mi piace: 0
Commenti: 0
