Usi le app di incontri per trovare l’amore? Allora sappi che stanno cambiando le regole del dating

La nostra generazione abbandona le dating app per cercare autenticità sociale. Il nuovo motto della Gen Z porta al calo di iscrizioni su Tinder e Hinge, meglio incontri di gruppo.


Dalla vecchia “Meeting” alla più recente “Hinge”, le dating app hanno rivoluzionato il modo di relazionarsi con il prossimo. Con un semplice “swipe” si può scegliere se la persona che appare sullo schermo è meritevole della nostra attenzione, oppure se verrà scartata senza più ritorno. 

Nella nostra società le app di incontri sono diventate la norma negli ultimi dieci anni, nate soprattutto per eliminare l’imbarazzo della “prima mossa”. A quanti di noi queste app hanno fatto comodo in più di un’occasione, semplificando il tutto? Perché avvicinarsi e chiedere il nome ed eventualmente il contatto instagram è così difficile?


Ricerca di autenticità, il nuovo motto della Gen Z


Per chi non sapesse cosa sono le dating app, sono quelle applicazioni come Hinge, Tinder e molte altre che permettono di cercare persone - ovviamente iscritte - intorno a noi, selezionandole in base alla compatibilità data dalle preferenze degli utenti. 

Fermo restando che l’idea di base, alla loro nascita, aveva catturato l’interesse di molti utenti, qualcosa nell’ultimo anno è cambiata. Molti ragazzi della nostra generazione affermano di sentirsi presi in giro e che le conoscenze nate virtualmente non hanno nulla di vero alla base. 

Affermazioni forti, ma che vengono confermate dai report che Tinder ha pubblicato nel The future of dating 2023. Noi ragazzi della Gen Z preferiamo autenticità, inclusività e tecnologia.

Secondo poi quanto riportato da diverse fonti, il valore di mercato della società statunitense Match Group - che possiede Tinder e Hinge - è diminuito dell’80%. 

Di recente abbiamo parlato del nuovo trend che arriva dalla penisola iberica e nasce proprio da questo motto della nostra generazione. Soprannominato “incontrarsi in Mercadona”, la catena di supermercati spagnola, va a promuovere proprio l’abbandono delle app per un incontro “face to face”.


L’influenza delle dating app sta cambiando il nostro modo di relazionarci?

Questo nuovo modo di relazionarci sta davvero rivoluzionando il concetto di amore e frequentazione o sta solo creando superficialità emotiva?

Tra le varie testimonianze con epilogo disastroso per la frequentazione, vi è quello di Jenny Nguyen-Don, rivelato all’emittente CNN.

La ragazza ha raccontato come, dopo un mese di conoscenza sull’app, avesse sentito il bisogno di incontrare il ragazzo con cui messaggiava. Nel momento dell’incontro, però, provando a mandare un messaggio si è ritrovata bloccata su whatsapp e sull’app di incontri. 

C’è chi attribuisce a questi comportamenti un qualcosa di più psicologico. Si pensa che, fin tanto si sta parlando con qualcuno di virtuale, che ha solo un’immagine profilo, ci si sente legittimati a non trattarlo come una persona vera e propria, con sentimenti e pensieri. Si sfrutta così l’occasione per un passatempo momentaneo senza davvero la voglia di creare un legame stabile e duraturo.


Non siamo solo dati di compatibilità e scelte sullo schermo


Uno dei motivi, secondo il professore Benson Zhou, docente di New York University di Shangai, è l’alienazione della figura umana a meri dati di un algoritmo. 

Ci siamo mai chiesti, usando queste app, chi sceglie le persone da mostrarci? Se è solo un fattore di “vicinanza geografica” o c’è molto altro?

Senza ombra di dubbio, all’iscrizione ci vengono chiesti dati personali e preferenze (non solo sessuali) e questo porta inevitabilmente ad un “declattering” basato sulla compatibilità.

«Gli esseri umani sono astratti» ha esordito Benson Zhou. «La persona si riflette attraverso numeri e dati».

Secondo Zhou, quindi, la persona si riduce a poche foto e a risposte “simpatiche e preconfezionate” per attirare l’attenzione dell’utente, che colpito, inizia un gioco di seduzione incentrato unicamente sul passare il tempo. 

Cosa ci dice una persona attraverso lo schermo, nella nostra mente, resta soltanto un ammasso di semplici parole e le sfumature che rendono unici un ragazzo o una ragazza si perdono ad ogni invio.


Generazioni con sempre meno pregiudizi, dalle dating app allo sdoganamento di cliché


Però tra quelli che considerano le app di incontri solo un passatempo per divertirsi, c’è chi le considera delle vere e proprie opportunità. È il caso di Brian, uno studente di medicina di 25 anni che, su un’app di incontri, ha conosciuto una donna con la quale ha subito creato una connessione. La donna si è rivelata essere 10 anni più grande di lui e con due figli dalla passata relazione. 

Per Brian questo non è sembrato un problema, affermando di non precludersi nessuna conoscenza, soprattutto quando alla base nasce un feeling così profondo. Hanno infatti discusso di come la famiglia - ma anche la società - avrebbe preso la notizia. Perché, infatti, sarebbe così normale una relazione in cui è l’uomo quello più grande ma non viceversa?

Tralasciando questo pregiudizio sociale dell’età nelle relazioni - ultimamento abbastanza sdoganato anche nel cinema, prendiamo in esempio il recente prodotto Amazon, The idea of you - quello che ci lascia questa testimonianza è la consapevolezza che, conoscendosi dal vivo, non avrebbero mai stretto un legame. L’app, per Brian, è stato un aiuto a prendere quel coraggio a conoscere una donna più grande che, probabilmente, “al bar” o “ad una festa”, non avrebbe avuto. 

Emma Hathborn, esperta relazionale di seeking.com, ritiene che le app e i social stanno rivoluzionando il modo di vedere le connessioni umane. 

«Piattaforme come Tiktok mostrano quotidianamente diverse forme di relazione e a cui forse non eravamo esposti in precedenza nella nostra cerchia sociale», ha commentato Emma. «Sfidando così le norme a cui siamo abituati e promuovendo accettazione». 


Ma quindi è un problema delle dating app o nostra?


Ricollegandoci al precedente discorso sull’uso errato delle app, questa domanda sorge spontanea. La risposta, però, potrebbe essere più complicata di quel che sembra. Se gli incontri generati da una conoscenza virtuale sono sempre stati superficiali, per lo meno inizialmente, cosa cambia tra le app di incontri e un normale social come Instagram? L’intenzione di chi usa queste app è la base su cui si regge l’intera differenza. 

Su Instagram, lasciando da parte la percentuale di persone che la usano come se fosse una di queste app, è un social dove si può condividere la propria quotidianità e stringere amicizie anche durature. Su Hinge, Tinder, Grindr, e altre, la maggior parte degli utenti preferisce una qualcosa di fisico e basta. Questo, probabilmente, avallato dall’idea del gioco, insomma di quel “vivere 4 the plot” che anima la nostra vita. Aggiungiamoci, per di più, l’idea inconscia che è difficile creare vere frequentazioni online, il minestrone è fatto. 

È proprio su CNN che leggiamo la spiegazione di Zhou: «Anche se si riscontra una corrispondenza con una vasta gamma di persone, la probabilità che tutte siano compatibili è davvero minima».

Ma la colpa potrebbe non essere solo di chi le usa. Nonostante lo scopo delle app sia quello di trovare e creare “match” con l’augurio diventino qualcosa in più, è anche vero che guadagnano nell’avere molti utenti, per cui potrebbero allungare e rendere difficile la ricerca.

C’è di vero anche la voglia della nostra generazione di prediligere legami di amicizia e più genuini piuttosto che legami amorosi, considerati troppo impegnativi e dispendiosi. Accentuati dall’incertezza economica e lavorativa che affrontiamo nella nostra quotidianità.


Dalle app per incontri al cambiamento delle regole del dating, il nostro futuro match dipende solo da noi


In conclusione, possiamo ammettere che il calo dell’attenzione della nostra generazione verso le dating app, ha portato ad un ritorno a modi meno tecnologici di conoscenza.

Dopo la pandemia da Covid-19, la solitudine forzata ci ha portato alla voglia di connessioni più autentiche e significative, prediligendo così incontri - soprattutto in amicizia - “in real life”.

Si preferiscono incontri di gruppo e ritrovi tra amici, in semplicità e senza impegno, dove cercare legami duraturi senza cercare rapporti amorosi, ma senza rifiutarli qualora dovesse presentarsi l’occasione.


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