Passi avanti sul fronte crisi climatica: Roma approva la strategia di adattamento
Roma approva la Strategia di adattamento climatico e si prepara ad affrontare la crisi climatica.
Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, ce lo conferma Copernicus, il servizio di monitoraggio del clima dell’Unione Europea. Il 2024 è stato anche l’anno in cui è stata superata la soglia di 1,5 C° - indicata dagli Accordi di Parigi - oltre la quale si andrebbe incontro al punto di non ritorno.
Gli eventi estremi che si sono verificati negli ultimi anni - e che continuano a intensificarsi sempre di più - hanno chiarito che le nostre città non sono preparate a resistere all’emergenza ecologica. Ma le cose stanno cambiando e la presa di coscienza ci arriva dalla capitale: Roma ha approvato la prima Strategia di adattamento climatico.
Adattamento climatico: proteggere Roma dalla crisi ecologica
Roma si prepara ad affrontare la crisi climatica tramite l’approvazione della Strategia di adattamento climatico. Presentata a gennaio 2024, si pone l’obiettivo di preparare la città agli impatti climatici intensi da qui al 2050, individuando le priorità, gli obiettivi e le misure da intraprendere.
Per quanto riguarda le priorità, sono quattro quelle principali che andranno affrontate: la maggiore intensità e frequenza di piogge intense e alluvioni; la sicurezza degli approvvigionamenti idrici a fronte di lunghi periodi di siccità; l’adattamento dei quartieri alle temperature sempre più alte; gli impatti sul litorale costiero in termini di erosione, piogge e trombe d’aria sempre più violenti, inseriti in un contesto di innalzamento del livello del mare.
Quali sono gli obiettivi della strategia e quali misure prevede
A fronte delle quattro priorità individuate, seguono gli obiettivi che la strategia si pone, primo fra tutti mettere in sicurezza le persone tramite sistemi di allerta e prevenzione e rinforzando i sistemi della protezione civile. Viene anche citato il modello della città spugna: al fine di ridurre il rischio idraulico si vogliono aumentare le aree in cui l’acqua può essere assorbita dal terreno durante le piogge intense.
Di conseguenza, la strategia prevede la piantumazione di alberi, in quanto l’asfalto non solo crea un terreno impermeabile - e quindi più soggetto ad alluvioni - ma incide anche sulla creazione delle isole di calore, aree in cui le temperatura sono più alte e che rappresentano un problema per la salute dei cittadini.
Tra le misure di adattamento troviamo invece prevenzione, monitoraggio e resilienza. Si prevedono azioni di informazione e sensibilizzazione della popolazione ma anche l’impiego della protezione civile, centrale nelle attività di soccorso.
Dalla città al mare: i piani per il litorale romano

La Strategia di adattamento climatico pensa anche alla periferia marittima, dal momento che il litorale ha visto aumentare nel corso degli anni la sua erosione, fenomeno che va aggiunto all’innalzamento del livello del mare.
E qui, la testimonianza, si fa personale. Ero l’ottobre del 2023 quando una bomba d’acqua si è abbattuta sul territorio di Ostia ponente: l’acqua aveva raggiunto un’altezza tale da coprire le ruote delle macchine. Il garage del mio condominio era sommerso, tanto che l’acqua aveva raggiunto le scale che portavano al piano terra e i contatori: la luce era saltata, eravamo al buio.
Credo sia stato il mio primo faccia a faccia con la realtà nuda e cruda della crisi climatica: non siamo al sicuro, dobbiamo trovare delle strategie di sopravvivenza, specialmente se si tratta di alluvioni. «Il fuoco lo fermi, l’acqua no» diceva mio nonno.
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Adattamento climatico: norme dall’Europa
Il tema delle alluvioni, ultimamente, è particolarmente sentito: il caso di Valencia ci ha aperto gli occhi, a noi e alla politica. Il Ministero del Lavoro spagnolo, infatti, ha approvato il congedo climatico retribuito.
Questo prevede che nel caso in cui non fosse possibile raggiungere il luogo di lavoro in sicurezza a causa di un evento estremo - e non se non è possibile applicare lo smart working - allora si può usufruire di un permesso retribuito fino a quattro giorni. Nel caso l’evento dovesse avere una durata maggiore, l’azienda può decidere di allungare questo periodo a proprie spese.
Il clima cambia e noi dobbiamo seguirlo
La crisi climatica è realtà e ci mette davanti a nuove sfide, alla ricerca costante di nuovi mezzi di adattamento e mitigazione. Norme e strategie come quelle appena descritte sono la prova evidente di come l’emergenza ambientale stia modificando radicalmente le nostre vite.
La loro introduzione pone l’accento anche su un’altra questione: la crisi climatica è una questione politica. L’ambiente, il nostro rapporto con la natura, si fa politico. E questo dovrebbe farci comprendere la portata del cambiamento in atto.
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