No, fare la differenziata non è inutile

Se pensavamo che la gestione dei rifiuti in Italia non fosse un granché, forse, dovremmo ricrederci.

Vi è mai capitato di sentire qualcuno dire che fare la differenziata è inutile perché tanto poi mischiano tutto insieme? La prossima volta che ve lo dicono potete rispondere che secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) non solo non è inutile, ma siamo anche piuttosto bravi a farlo.

L’Italia si posiziona, infatti, sopra l’obiettivo europeo di riciclo e vede diminuire drasticamente i rifiuti che finiscono in discarica. Una buona notizia per l’ambiente e un segnale positivo per una transizione verso un’economia circolare e a minimo impatto ambientale.

Fare la raccolta differenziata è il primo passo per promuovere un’economia circolare

Dal Rapporto Rifiuti Urbani di Ispra emerge che la produzione complessiva dei rifiuti urbani in Europa è diminuita del 3,4% rispetto al 2021, un calo che ha riguardato anche la quantità di quelli trattati: al 2022 la cifra si aggira attorno alle 224 milioni di tonnellate, vale a dire il 4,4% in meno rispetto all’anno precedente. Questo dato sembra trovarsi in linea con la riduzione della produzione dei rifiuti.

Buone notizie che riguardano anche il contesto italiano: se è vero che al 2023 la produzione di rifiuti urbani è aumentata dell 0,7% rispetto al 2022 - attestandosi intorno alle 29,3 milioni di tonnellate - bisogna anche dire che li differenziamo piuttosto bene e che continuiamo a farlo sempre meglio. La raccolta differenziata in Italia si attesta, infatti, al 66,6%, salendo di 1,4 punti.

E questa è una buona notizia in vista della transizione verso un’economia circolare, volta a ridurre i rifiuti al minimo e a limitare l’impatto ambientale.

Riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo: le 4R dell’economia circolare

Il modello di produzione lineare - che si basa su estrazione, produzione, utilizzo e il cui prodotto finisce il suo viaggio nella spazzatura - non è più praticabile. E da un bel po’. Il nostro Pianeta ci sta dicendo chiaramente che non riesce più a sostenere i ritmi con cui consumiamo le risorse e che dobbiamo imparare a utilizzarle in maniera intelligente.

Ed è proprio per questo motivo che l’obiettivo dovrebbe essere quello di raggiungere un modello di produzione circolare, che punta ad estendere il ciclo di vita dei prodotti e a reintegrare i materiali di cui sono composti tramite il riciclo. In questo modo è possibile ridurre l’impatto ambientale al minimo.

Fare la raccolta differenziata è tutt'altro che inutile

I materiali, però, possono essere riciclati solamente se prima vengono differenziati. E qui entriamo in gioco noi. Se ogni tanto vi capita di sentire qualcuno dire che fare la differenziata è inutile perché poi mischiano tutto insieme, potete dirgli che l’Italia se la cava piuttosto bene: il 66,6% delle 29,3 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti sono stati differenziati e il 50,8% è stato riciclato, superando il target del 50% che l'Unione Europea si era prefissata al 2020. Il settore in cui siamo più bravi è il compostaggio, dove ci superano solo i Paesi Bassi.

Se vi state chiedendo dove finiscono tutti gli altri rifiuti, il report di Ispra risponde anche a questo: il 5% viene esportato, il 19% incenerito e il 15,8% finisce in discarica, ma non prima di aver subito un trattamento preliminare per ridurne l’impatto ambientale. Un dato, quest’ultimo, importantissimo che negli ultimi dieci anni la quantità di rifiuti che finiscono in discarica è diminuita del 50,6%.

Cresce la coscienza ambientale in tutta Italia

L’aumento della raccolta differenziata riguarda tutto il Paese attestandosi al 73,4% al Nord, al 62,3% al Centro e al 58,9% al Sud, aumentando rispettivamente di 1,6, 0,9 e 1,4 punti rispetto al 2022.

Quasi il 71% dei comuni italiani ha conseguito una percentuale di differenziata superiore al 65%, un dato che ci fa ben sperare in vista dell’obiettivo UE al 2030: l’ambizione è quella di arrivare al 60% di rifiuti riciclati, percentuale che aumenta di cinque punti proiettandoci al 2035.

  • Per un approfondimento su rifiuti plastici e tessili clicca qui.

Differenziamo e cerchiamo di farlo bene

In conclusione di questo articolo, abbiamo capito che differenziare non solo non è inutile, ma che è anche importante per conseguire obiettivi legati alla sostenibilità ambientale e per promuovere un’economia circolare, basata sulla valorizzazione del prodotto e dei suoi materiali dall’inizio al dopo vita.

Se, però, dovessimo riscontrare delle difficoltà - e magari a volte siamo in dubbio su dove buttare il nostro rifiuto - possiamo sempre fare affidamento sulle indicazioni del comune o - in alternativa - scaricare Junker, un’applicazione che ci aiuta a capire in maniera più immediata dove gettare il prodotto, semplicemente scansionandone il codice a barre.

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