Involuntary celibate: la “nuova” frontiera dell’odio e della misoginia

Con l’aiuto di un’esperta proviamo a fare luce su un fenomeno in crescita e alquanto controverso: l'involuntary celibate.

Incel è il nome con cui si definiscono tutte quelle persone che non riescono a trovare un partner. O almeno, è ciò che significava in origine. Era il 1997 quando una giovane donna canadese decise di aprire un blog per raggruppare tutti quegli uomini e donne che, nonostante la propria volontà, riscontravano difficoltà nel trovare il vero amore: gli involuntary celibate

Ma se trent’anni fa questa parola poteva rappresentare una semplice persona in cerca dell’anima gemella, oggi il significato ha assunto risvolti ben più nefasti.

Gli Incel oggi

Ben presto il blog venne infatti preso d’assalto da numerosi maschi eterosessuali che con grande odio dominano ancora le sempre più numerose community di Incel. Ad oggi, questi gruppi hanno assunto sempre di più le forme di una “setta”, esportando la propria cultura deviata in tutti i punti di internet[1].

Incel: in cosa credono?

A caratterizzare gli Incel sono innanzitutto gli insulti misogini e la violenza con cui da una parte reclamano il proprio diritto ad avere una compagna, e dall’altro inveiscono contro una società che a parer loro li ha usurpati della possibilità di intrattenere rapporti con l’altro sesso. In questo senso, a essere presi di mira sono non soltanto la liberazione sessuale, che avrebbe dato troppo potere relazionale alle donne, ma anche tutti quegli uomini che aderiscono a questo genere di dinamiche.

Dalla misoginia…

Nel fenomeno Incel può essere quindi rintracciata una duplice linea d’odio

In primo luogo, buona parte degli attacchi e violenze viene perpetrato nei confronti delle cosiddette “stacey”, ovvero donne attraenti che basano la propria scelta del partner sulla teoria LMS, ovvero Look (aspetto fisico), Money (disponibilità economica) e Status (posizione sociale)[2]. Con questa visione gli Incel operano un processo di autocommiserazione, puntando il dito verso una società ingiusta che li penalizza solo perché non conformi ai canoni prestabiliti. 

…alla misantropia

Ma se l’odio verso le donne risulta quasi intuitivo, data la natura prevalentemente maschile ed eterosessuale degli Incel, meno scontato è invece il profondo astio che essi nutrono verso gli uomini. Sono denominati “chad” tutti quegli uomini attraenti che vengono scelti dalle donne “stacey” e che operano, secondo la visione Incel, un monopolio degli incontri sessuali. Ed è proprio qui che nasce una prospettiva sostanzialmente complottistica, in cui gli Incel si dichiarano vittime di una cerchia limitata di uomini che li estromettono dalla corsa alla riproduzione in quanto geneticamente “inferiori”[3].

Incel e “redpill”

Il movimento Incel ha reclamato nel corso degli anni una propria parte del web, chiamata “manosphere”, in cui tentano di persuadere quanti più uomini possibili delle loro fantomatiche verità. Un processo che prende il nome di “redpill[4], chiaro riferimento al film The Matrix (1999), brutalmente strumentalizzato dalla community Incel. Ma non è finita qui.

La svolta reazionaria

Ciò che di più grave e sbagliato c’è nella cultura degli Incel è una sempre maggiore svolta violenta, che sta abbandonando gli spazi online e mietendo decine di morti negli anni. Se fino a pochi decenni fa gli Incel potevano essere considerati gruppi estremisti di lupi solitari, soltanto negli ultimi dieci anni sono stati più di sessanta gli omicidi rivendicati dalla comunità Incel, tale da richiamare l’attenzione delle autorità[5].

(fonte)

Il massacro di Isla Vista e l’attentato di Toronto

Tra i casi più eclatanti di violenza perpetrata dagli Incel rientra quello di Elliot Rodger, ventiduenne, che nel 2014 uccise sei studenti dell’Università della California e ferendone altre 14, per poi togliersi la vita. Il giorno prima Rodger aveva inviato a numerose persone un proprio “manifesto”, con contenuti altamente misogini e xenofobi.

Quattro anni più tardi fu Alek Minassian ad uccidere 11 persone con un furgone noleggiato nelle strade di Toronto. Arrestato la sera stessa dell’attentato, Minassian si autodefinì Incel e disse di essersi ispirato ai fatti di Isla Vista.

Estremismi in comune

Arrivati a questo punto, è possibile denotare diversi parallelismi tra estremismo Incel ed estremismo politico. Secondo quanto riportato dal Directorate-General for Migration and Home Affairs nel 2021[5], gli Incel si sovrapporrebbero molto spesso a movimenti eversivi di estrema destra, e ciò non stupisce. Abbiamo visto come il considerarsi estromessi dalla società perché “geneticamente inferiori” sia un punto cardine dell’ideologia Incel. Alla luce degli stretti legami con nuclei di estrema destra possiamo facilmente spiegare l’origine di queste idee. Il fenomeno Incel è forse un caso più unico che raro di autoapplicazione dell’ideologia razzista e nazifascista ai fini autocommiserativi, complottistici e reazionari.

Un profilo psicologico degli Incel

Soltanto recentemente sono state delineate le caratteristiche psicologiche degli Incel. Sembrerebbe infatti che a differenziare questo gruppo dagli altri siano sintomi depressivi, ansiosi e una profonda insoddisfazione e frustrazione, oltre che isolamento sociale[6]. Inoltre, la violenza mostrata sarebbe frutto della cosiddetta “rabbia della disperazione”, conseguenza dell’alienazione sociale vissuta proprio da questo gruppo[7]. Infine, a spiccare sono i pensieri paranoidi di queste comunità, con un senso costante di risentimento, persecuzione e ipervigilanza[8].

La prospettiva sociologica

Ma come inquadrare il fenomeno Incel da una prospettiva più ampia? Per rispondere ci siamo messi in contatto con la Dottoressa Alessia Ciniglio, sociologa.

Le possibili cause degli involuntary celibate

Per comprendere meglio un fenomeno, è fondamentale risalire alle motivazioni che lo hanno portato alla formazione. Nel caso specifico degli Incel, la Dr.ssa Ciniglio ci ha spiegato che

Dal punto di vista sociologico è possibile rintracciare alcune cause del fenomeno “Incel”. Partendo dalla nozione di socievolezza, la quale designa l'insieme di relazioni che ogni singolo individuo intrattiene con gli altri e le conseguenti forme che le stesse assumono. Potremmo dire, riprendendo Simmel (1908), che la socievolezza è la forma più semplice e più pura di azione reciproca: ciò non avviene quando si parla del fenomeno “Incel”. Tale movimento risulta strettamente collegato alla misoginia, ovvero il cosiddetto sentimento e conseguente atteggiamento di repulsione verso le donne. Dunque, alla base di tale sottocultura vi sono motivazioni ideologiche: il celibato involontario è una ripresa del concetto di supremazia maschile per la quale donne e uomini negli anni si sono battuti. 

In particolare, è possibile affermare che quello dei celibi involontari sia il frutto della nostra epoca digitale occidentale. Difatti, è proprio su internet che questi gruppi sono nati e si sono espansi. A confermarlo è la stessa Dr.ssa Ciniglio.

Tale fenomeno può essere definito a tutti gli effetti figlio della nostra epoca in quanto sono numerose le comunità online di Incel. Dunque, tali community non fanno altro che rafforzare l’ideologia misogina: avvicinano utenti che condividono interessi e affinità, sono luoghi digitali in cui gli utenti vengono rappresentati e respirano quella libertà che permette loro di esprimere pensieri e vissuti con altri utenti percepiti come simili. Altro ruolo importante è assunto dai forum online, ritenuti spazi digitali in cui gli utenti si sentono accettati, capiti e hanno la possibilità di trovare persone con pensieri simili condividendo il profondo senso di angoscia e inutilità quotidiana.

Aggiungendo che

il legame tra cultura occidentale e celibato involontario è ben evidente dalle motivazioni alla base dei comportamenti assunti dai componenti della comunità degli Incel. Dietro questi uomini, solitamente giovanissimi, si celano storie di bullismo, di discriminazione, di pressione sociale e di isolamento. Dunque, alla base dei loro comportamenti spesso vi sono ideologie conservatrici ed estremiste, che caratterizzano la cultura occidentale.

Da dove deriva la violenza?

Risalendo al profilo psicologico degli Incel, di cui si è discusso in precedenza, è possibile delineare un fattore scatenante della forte violenza che caratterizza questi gruppi. Una violenza che tuttavia non è sempre praticata nella realtà, come ci spiega la Dottoressa Ciniglio.

Tali community se da un lato rappresentano un porto sicuro per gli Incel dall’altro sono un vero e proprio campo minato. La svolta violenta rappresenta per le community online un modo, probabilmente da loro ritenuto l’unico, per esprimere i propri sentimenti. Tuttavia, bisogna sottolineare che non tutti gli Incel praticano violenza fisica nella realtà; nonostante ciò, celebrano la violenza contro le donne, incoraggiando ed esaltando coloro che la commettono come veri e propri eroi: tali individui hanno trasformato il fenomeno in una reale manifestazione di odio e di violenza. Dato l’isolamento tipico delle persone che compongono questi gruppi e l’impermeabilità che li caratterizza, è necessario contrastare le narrazioni misogine e violente, favorendo l’educazione all’uguaglianza di genere e al consumo dei media per contrastare la diffusione di violenza: intervenire risulta tuttavia estremamente arduo.

Un fenomeno da non sottovalutare

Quello degli Incel è un movimento molto complesso e altamente preoccupante. Al di là di quello che potrebbero sembrare, queste community hanno infatti dimostrato negli anni la loro capacità di passare dal teorico al pratico, e l’attenzione degli ultimi anni da parte delle istituzioni, che hanno voluto capirci di più, è un segnale eloquente. Per quanto gli Incel non siano comparabili a gruppi violenti ben più pericolosi, è importante non declassarli a semplici lupi solitari forti solo online. Le idee promulgate sono infatti gravi, altamente deleterie e in rapida diffusione. È questo ciò che deve preoccupare.

Bibliografia

[1] Preston, K., Halpin, M., & Maguire, F. (2021). The black pill: New technology and the male supremacy of involuntarily celibate men. Men and masculinities, 24(5), 823-841 in Maria Cristina Verrocchio; Giulia Cosi, Manuale di Psicologia Clinica, Padova: Piccin-Nuova Libraria, 2023, p. 437.

[2] O’Malley, R. L., Holt, K., & Holt, T. J. (2022). An exploration of the involuntary celibate (incel) subculture online. Journal of interpersonal violence, 37(7-8), NP4981-NP5008 in Maria Cristina Verrocchio; Giulia Cosi, Manuale di Psicologia Clinica, Padova: Piccin-Nuova Libraria, 2023, p. 437.

[3] Sugiura, L. (2021), "The Emergence and Development of the Manosphere", The Incel Rebellion: The Rise of the Manosphere and the Virtual War Against Women, Emerald Publishing Limited, Leeds, pp. 15-36. https://doi.org/10.1108/978-1-83982-254-420211004

[4] Sparks, B., Zidenberg, A. M., & Olver, M. E. (2022). Involuntary Celibacy: A Review of Incel Ideology and Experiences with Dating, Rejection, and Associated Mental Health and Emotional Sequelae. Current psychiatry reports, 24(12), 731–740. https://doi.org/10.1007/s11920-022-01382-9 in Maria Cristina Verrocchio; Giulia Cosi, Manuale di Psicologia Clinica, Padova: Piccin-Nuova Libraria, 2023, p. 437.

[6] Costello, W., Rolon, V., Thomas, A. G., & Schmitt, D. (2022). Levels of well-being among men who are incel (involuntarily celibate). Evolutionary Psychological Science, 8(4), 375-390 in Maria Cristina Verrocchio; Giulia Cosi, Manuale di Psicologia Clinica, Padova: Piccin-Nuova Libraria, 2023, p. 437.

[7] Fontanesi, L., Cosi, G., Di Crosta, A., Verrocchio, M. C., Jannini, E. A., & Ciocca, G. (2022). Involuntary Celibate (Incel): validation of the Incel Trait Scale (ITS) in the Italian male population. Journal of Psychopathology in Maria Cristina Verrocchio; Giulia Cosi, Manuale di Psicologia Clinica, Padova: Piccin-Nuova Libraria, 2023, p. 438.

[8] Ciocca, G., Martinelli, J., Limoncin, E., Sansone, A., Jannini, E. A., & Fontanesi, L. (2022). Psychopathology of incel (involuntary celibate): The predictive role of depression, paranoia, and fearful attachment style. The Journal of Sexual Medicine, 19(11), S112-S113 in Maria Cristina Verrocchio; Giulia Cosi, Manuale di Psicologia Clinica, Padova: Piccin-Nuova Libraria, 2023, p. 438.

Sitografia

[5] Incels: A First Scan of the Phenomenon (in the EU) and its Relevance and Challenges for P/CVE, October 2021 in Maria Cristina Verrocchio; Giulia Cosi, Manuale di Psicologia Clinica, Padova: Piccin-Nuova Libraria, 2023, p. 437.

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