Il mito del lavoro sicuro sta distruggendo generazioni
Oggi approfondiamo il ruolo delle credenze limitanti legate al mondo del lavoro con la Dott.ssa Eleonora Geda, counselor filosofica di Peopleize.
Perché la scelta universitaria genera così tanta ansia
Sin dalla scelta universitaria, siamo inondati di opinioni - spesso non richieste - che pesano come macigni: ci fanno dubitare di tutto ciò che amiamo, ci pongono in uno stato di terrore verso ciò che ci aspetterà nel mondo del lavoro, portandoci così a deviare il nostro percorso verso una strada battuta e ribattuta continuamente, verso un conformismo di massa che - alla luce delle “richieste” della società - propende verso uno specifico genere di discipline. In tutto questo a pagare è l’umano, con tutta la sua profondità e diversità, che viene messo a tacere spesso per seguire giudizi in realtà infondati e irrealistici.
E se vi dicessimo che molte scelte - anche nel lavoro - vengono (o non vengono!) fatte proprio a causa di credenze limitanti di cui ci siamo convinti?
Oggi ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Eleonora Geda, Counselor filosofica che in Peopleize, azienda di orientamento e valorizzazione nel mondo del lavoro, aiuta coloro in cerca di un cambiamento lavorativo o di una svolta per la propria carriera a superare quelle convinzioni che ci tengono incatenati a posizioni per nulla affini a noi.
Il mito del posto fisso e la paura di sbagliare
Nxwss: Capita sempre più spesso di rinunciare a delle scelte universitarie o lavorative fatte per passione per seguire percorsi finalizzati a "stabilità" e "guadagno", convincendosi anche della cosa. Perché accade?
Eleonora: Sin da quando siamo piccoli ci viene insegnato che la sicurezza è tutto. Cosa non si farebbe per un bel posto fisso a tempo indeterminato? Sembra il sogno di tutt*, quando invece è soltanto una delle opzioni che abbiamo a disposizione. Di certo non è nè la sola nè l'unica, specie se non fa per noi o se ci sentiamo schiacciati. Eppure sono tante, troppe le scelte scolastiche o professionali che vengono etichettate come intrinsecamente fallimentari: vuoi studiare lettere, storia, filosofia? Preparati a essere disoccupato a vita (me lo sono sentito ripetere per anni ma - spoiler alert - non è vero). Sono sempre più convinta che i laureati in materie umanistiche rappresentino una risorsa preziosa in molti contesti diversi. E ribadisco: esistono delle alternative stimolanti e arricchenti alla vita da dipendente, se sentiamo che non ci corrisponde. Proviamo ad avere il coraggio di andare controcorrente e di piacere all'unica persona del cui giudizio dovrebbe realmente importarci: noi stessi.
Le conseguenze di seguire una strada che non è la tua
Nxwss: Che conseguenze porta da un punto di vista esistenziale?
Eleonora: Perseguire percorsi "cool" secondo i canoni sociali maggioritari - in quanto apparentemente sicuri, prestigiosi, apprezzati e riconosciuti socialmente - e tuttavia disallineati da noi stessi è un'operazione non priva di conseguenze deleterie. Non soltanto perché iniziamo a stare male, sotto il profilo psicofisico, ma perché ci corrodono dall'interno. Ci prosciugano, ci inaridiscono, ci spengono, ci fanno dubitare di noi stessi, delle nostre capacità. Quel che è peggio è che ci portano a mettere in discussione la sensatezza della vita in toto. Prima di comprendere quale fosse la mia autentica vocazione professionale ero inserita in un contesto aziendale "sicuro", che tuttavia non mi consentiva di mettere a frutto il mio talento. Quella situazione di stagnazione esistenziale mi ha convinta a rimettermi in gioco e a incamminarmi verso la mia piena realizzazione, umana e professionale. Sono felicissima di aver avuto il coraggio di investire in me stessa e in quello che, per molti, non era altro che un sogno difficilmente realizzabile (e che invece si sta realizzando alla grande).
Nxwss: Quali sono i conflitti esistenziali interni che interessano chi è posto dinanzi a questo dilemma?
Eleonora: Credo che si viva una situazione caratterizzata da spinte opposte: da un lato la sicurezza economica ed esistenziale, la comodità, l'approvazione sociale, l'essere "a posto/sistemato" e dall'altra il rischio, la creatività, la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo e - ultimo ma non di certo per importanza - il desiderio di stare bene, a 360 gradi. A volte il conflitto può diventare soverchiante. Ma di solito è proprio in questa fase che ci attiviamo per buttare il cuore al di là dell'ostacolo.
Nxwss: E quando ci si trova nel mondo del lavoro sentendosi insoddisfatti?
Eleonora: Vorrei rassicurare tutt* coloro che vivono questa condizione: è molto più frequente di quanto si pensi, anche se il tuo lavoro magari è ben retribuito e super invidiato dagli amici, dai conoscenti, dai vicini di casa, insomma da chiunque. Il che ingenera un ulteriore dubbio: come mai sto così male se, sulla carta, "dovrei" essere realizzato e felice? Per quanto sia doloroso, comprendere che non stiamo fiorendo come ci spetterebbe è una potente consapevolezza che ci permette di attivarci per realizzare una vita realmente degna di essere vissuta.
Come scegliere università e lavoro senza farsi condizionare
Nxwss: Come applichi il Counseling filosofico all'ambito lavorativo?
Eleonora: Lo applico andando a chiarificare cos'è, per ciascuno di noi, il lavoro. Come lo si vive, cosa ci si aspetta, che tipo di rilevanza esistenziale ha e come si inserisce nella nostra visione del mondo - anche se non ne siamo pienamente consapevoli, tutti noi ne abbiamo una, che può essere più o meno coerente, armonica e funzionale alla nostra crescita. Il mio intervento in Peopleize consiste nel fornire una sorta di "mappa esistenziale" grazie a cui chiarire chi siamo e in cosa consiste il nostro progetto esistenziale, dando contemporaneamente degli strumenti concreti per realizzare i nostri obiettivi.
Nxwss: E se qualcuno avesse bisogno del tuo aiuto?
Eleonora: Facile! Basta compilare questo form → clicca qui. Serve a conoscere i tuoi obiettivi e se il metodo Peopleize è adatto alle tue esigenze, ma non garantisce l’accesso automatico ai percorsi (niente false promesse o percorsi standardizzati!). In caso di allineamento sarò pronta ad accompagnarti nel percorso di raggiungimento del tuo lavoro dei sogni!
Nxwss: Un messaggio per chi sta leggendo?
Eleonora: Investite in voi stessi, sempre. Anche se tutt* vi dicono che è difficile, che ci si mette troppi anni, che il mercato è saturo, che quella che avete in mente non è una grande idea. Puntate su voi stessi e non smettete di credere nella vostra visione fintanto che non sarà la realtà che vivrete ogni giorno.
- Leggi anche: Le lauree inutili non esistono. Giorgia Campus, founder di Peopleize, e il futuro che non ti raccontano a 20 anni
FAQ
È sbagliato scegliere una facoltà umanistica?
No. Le lauree umanistiche sviluppano capacità trasversali sempre più richieste: comunicazione, pensiero critico, problem solving.
Come superare la paura di sbagliare università?
Conoscendo meglio se stessi e distinguendo le proprie passioni dai condizionamenti esterni. Il supporto di counselor e percorsi di orientamento può aiutare.
Cosa fare se mi sento intrappolato in un lavoro sicuro ma che odio?
Prendere consapevolezza è il primo passo. Poi si può valutare un percorso graduale di cambiamento, affiancando formazione, consulenza e piccoli esperimenti professionali.
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