È arrivato il momento di parlare di buoni propositi: intervista a Chiara Croce
Siamo arrivati alla fine di questo 2024 e - come tradizione vuole - è quasi tempo di fare la lista dei buoni propositi per l’anno prossimo. Ne parliamo con la Dott.ssa Chiara Croce.
Anno nuovo vita nuova: anche il 2024 è giunto alla sua fine. La conclusione dell’anno ci vede impegnati in bilanci e valutazioni, ma – soprattutto – ci vede stilare la lista dei buoni propositi per il 2025. Quali obiettivi decideremo di mettere in elenco? Quelli che ogni anno inseriamo e, puntualmente, molti di noi rimandano? Mettere nero su bianco le nostre intenzioni è un rituale irrinunciabile, eppure non sempre riusciamo a trasformarli in abitudini a lungo termine. Ma perché? È mancanza di determinazione o c’è altro?
Lo abbiamo chiesto a Chiara Croce – dottoressa in psicologia ed esperta di manifestazione – e insieme a lei oggi scopriamo come rispettare al meglio questa lista e portare pienamente a termine i nostri obiettivi.
Manifestare i buoni propositi: ne parliamo con la Dott.ssa Croce
Il 2024 sta finendo e con l’avvicinarsi dell’anno nuovo molti di noi inizieranno a tirare giù una lista di buoni propositi per l’anno nuovo. Molti di noi, però, non riescono a rimanere sul sentiero che vorrebbero percorrere: secondo lei questo ha a che fare solamente con la forza di volontà o ci sono altri motivi – probabilmente inconsci – che ci impediscono di raggiungere i nostri obiettivi?
«Questo succede quando gli obiettivi che ci poniamo non sono obiettivi motivati da cose che ci entusiasmano e che ci rendono felici, in altre parole motivati dall’amore, ma sono obiettivi motivati da quello che io ho battezzato l’io merda, che è quella voce cattiva e giudicante che ci dice che dobbiamo sempre migliorare e che non andiamo bene come siamo. La logica dell’io merda è la logica della paura e del non essere mai abbastanza. Gli Obiettivi tipici da io merda li riconosci perché sono sempre preceduti da un devo o dovrei. Anziché da un Voglio. Dovrei iscrivermi in palestra, dovrei dimagrire, dovrei alzarmi alle sei al mattino per andare a correre devo riuscire a essere più calmo, eccetera. Tutte cose che in realtà non abbiamo voglia di fare oppure che sono irraggiungibili per un essere umano normale, ma che il nostro Io merda ci dice che dobbiamo assolutamente fare se vogliamo essere felici. In realtà non è assolutamente vero. Siamo felici quando facciamo quello che vogliamo e che ci fa stare bene. E fare quello che vogliamo che ci fa stare bene non è difficile da perseguire. Quindi, se non riesci a perseguire i tuoi obiettivi, il problema non sei tu, ma gli obiettivi».
Quindi - secondo lei - la chiave per mantenere la motivazione è proprio questa? Individuare e impostare i giusti obiettivi?
«Sì, esatto! E i giusti obiettivi non sono “giusti” secondo la logica o secondo quello che gli altri vorrebbero da noi. Bisogna guardarsi dentro e imparare ad ascoltare il cuore per capire quello che vogliamo veramente. Quello che ci rende felici e che ci entusiasma e non quello che ci renderebbe ammirati, accettati o più cool. Quelli sono gli unici obiettivi che vale la pena davvero di perseguire, perché ci portano sulla nostra vera strada: la strada del cuore. Quando siamo lì, non c’è ostacolo che tenga, la procrastinazione se ogni tanto appare dura poco e andiamo avanti costi quel che costi, senza doverci forzare con i sensi di colpa. Il vero successo è essere felici, non diventare ricchi o famosi o arrivare più in alto degli altri. Queste semmai sono conseguenze piacevoli del vero successo ma non devono mai essere l’obiettivo primario, perché non portano la felicità se non l’abbiamo già. .E la felicità viene solo e sempre dall’essere se stessi e fare quello che si ama.»
Sui social parla di manifestazione. Che cos'è? E quanto ha a che fare con gli obiettivi che ci poniamo?
«La manifestazione è la concretizzazione nella realtà dei nostri pensieri e credenze più profonde. Per chi come me crede nella legge di attrazione e nella manifestazione tutta la nostra realtà non è un altro che uno specchio di quello che pensiamo e crediamo a livello inconscio. Per questo, per manifestare consapevolmente ciò che desideriamo, dobbiamo fare in modo di allineare i nostri pensieri, le nostre credenze e le nostre emozioni con ciò che vogliamo. Tornando agli obiettivi è molto più semplice manifestare gli obiettivi del cuore, perché sono in allineamento col nostro vero essere».
Una volta individuati questi obiettivi, quanto è importante creare delle abitudini? E - soprattutto - come ci si può riuscire procrastinando il meno possibile?
«Il problema della procrastinazione quando fai quello che ami non esiste. E rispetto al creare delle abitudini, io credo che non ci siano regole fisse e che ognuno debba ascoltarsi e capire come funziona. Ci sono persone che rendono meglio sotto pressione e fanno tutto all’ultimo momento e altri che invece hanno bisogno di fare le cose con calma. L’importante è conoscersi e rispettare la propria natura e i propri ritmi, compresa la necessità di ricaricarsi e riposare che nella società odierna viene demonizzata ma invece è fondamentale. I periodi di inattività e riposo sono importanti tanto quanto quelli di attività perché da lì nascono le idee, arrivano le intuizioni e traiamo l’energia per ripartire. Tutto è ciclico: il giorno e la notte, le stagioni… fermarsi non è procrastinare o non essere efficienti, anzi è proprio il contrario: chi non si ferma mai non può dare il meglio e in più vive male, anzi malissimo!»
Quindi, se dovesse dare dei consigli per impostare gli obiettivi per il nuovo anno, quali sarebbero? Quali step consiglia di seguire per farlo al meglio?
«Ho creato una guida in PDF gratuita con un sacco di domande che aiutano proprio a chiarire che aspetto ha la vita che sogni. Disponibile per chi effettua la preiscrizione al percorso Manifesta in 21 giorni che inizia il primo gennaio ideato per accompagnare la manifestazione dei tuoi desideri in 21 giorni. Parola d’ordine: segui il cuore e fai ciò che ami e l’universo ti darà tutto ciò che desideri».
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