Il bruco che colleziona ossa: sì, esiste davvero

Alle Hawaii è stata scoperta una nuova specie e - spoiler - è già classificata come in pericolo di estinzione: stiamo parlando del bruco collezionista di ossa. Nell’articolo vi spieghiamo perché si chiama così.

La natura non smette mai di sorprenderci e stupirci: questa volta una scoperta a metà tra il macabro e il bizzarro ci viene dal mondo degli insetti. Una specie di falena hawaiana appartenente agli “Hyposmocoma” assume degli atteggiamenti particolari quando è ancora un bruco: colleziona resti di altri artropodi come decorazioni per la sua casa mobile.

Lo studio pubblicato su Science che andiamo ad analizzare ci spiega come e perché, ma ci mette anche in guardia: nonostante si tratti di una specie scoperta solo di recente, potrebbe già trovarsi in pericolo di estinzione.

Conosciamo un pochino meglio il nostro piccolo collezionista di ossa.

È stata scoperta una nuova specie un po’ strana: il bruco “collezionista di ossa”

Fonte: Corriere

Vive nelle ragnatele e si nutre di artropodi: non è un ragno ma un bruco. Alle Hawaii è stata scoperta una specie di lepidottero - appartenente al genere “Hyposmocoma”, un genere di falene endemiche delle Hawaii - che nel suo stadio di bruco ha delle abitudini un po’ strane.

Intanto è carnivoro, cosa piuttosto rara: i bruchi predatori - leggiamo nello studio pubblicato sulla rivista scientifica Science - rappresentano meno dello 0,13% delle 200.000 specie di farfalle e falene. E se già questo è alquanto insolito, non è questa la sua abitudine più particolare.

Se già l’alimentazione e il vivere con i ragni è piuttosto strano, ciò che lo rende davvero curioso è un’altra cosa, un po’ macabra: usa i resti degli artropodi predati dai ragni per decorare il loro bozzolo

Ma perché lo fa? Non è solo una questione di estetica

I bruchi sembrano essere anche piuttosto esigenti nella scelta delle parti del corpo: queste - spiegano i ricercatori - vengono misurate in maniera accurata prima di essere aggiunte alla collezione e nel caso ci fossero delle parti troppo grandi, verranno masticate e modellate in dimensioni adatte

Insomma, tutto questo impegno che ci mettono fa sorgere una domanda: perché? Qual è lo scopo di tale travestimento? In natura, ogni comportamento ha una funzionalità ben precisa e in questo caso - leggiamo nello studio - potrebbe trattarsi di una strategia di mimetizzazione.

Tra i resti utilizzati sono state trovate parti di formiche, mosche, punteruoli ma anche pelli di ragni. E dato che vivono nelle ragnatele ma non sono mai stati trovati predati da essi, è stata avanzata l’ipotesi che si tratti proprio di un metodo per mimetizzarsi agli occhi dei padroni di casa.

Nuova specie ma già in pericolo di estinzione

I dati filogenomici sembrano suggerire origini piuttosto antiche: circa 6 milioni di anni fa. E dopo ricerche durate diversi anni, è stata scoperta quest’unica specie, la cui presenza è riscontrabile solamente nell’arco di 15 km² di un'unica catena montuosa sull'isola di Oʻahu. Sembrerebbe, quindi, essere una linea evolutiva unica al mondo.

Probabilmente esistevano altre linee evolutive di questo insetto, scomparse ancora prima di essere scoperte, ma ora rimane solo il “collezionista di ossa”. E anche lui potrebbe essere in pericolo: i numeri della sua popolazione potrebbero non essere stabili - spiegano i ricercatori - e potrebbero essere influenzati dai fattori che già portano al declino degli insetti hawaiani: formiche e vespe parassite, specie aliene e cause antropiche.

Proteggiamo la biodiversità dalla sesta estinzione di massa

Secono la IUCN - International Union for Conservation of Nature - sono più di 47 mila le specie minacciate di estinzione, equivalenti al 28% di tutte quelle che sono state valutate. 

Gli insetti - e simili - sono forse gli animali di cui ci interessiamo di meno: li evitiamo, spesso e volentieri ci disgustano, li uccidiamo senza sensi di colpa. Ma anche loro sono fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio ecosistemico

Dal lavoro degli impollinatori, per esempio, dipende gran parte delle piante di cui ci nutriamo, piante che non potrebbero crescere se a loro volta i vermi non mantenessero il terreno fertile attraverso le loro feci. Non esistono specie inutili o insignificanti e ogni individuo ha il diritto di essere protetto, specialmente in un contesto ecologico precario.

Fonte immagine cover: National Geographic

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