Aiuto psicologico: ne abbiamo bisogno, soprattutto a livello pubblico

I dati più recenti rilasciati dall’ENPAP mostrano una richiesta in netto aumento della richiesta di aiuto psicologico. Perché? Cosa si può fare?

Per decenni la figura dello psicologo ha fatto parte di un complesso fenomeno di credenze sociali che - come risultato - hanno portato spesso ad un tabù nei confronti dell’assistenza psicologica. Difatti, frequentare una seduta psicologica era per molti motivo di vergogna, a causa di una sostanziale paura di essere giudicati come “malati” o “problematici”. Le cose sono però cambiate.

Aiuto psicologico: un cambio di prospettiva

Uno dei meriti che può essere attribuito senza dubbio alle nuove generazioni è quello di aver rivalutato completamente il tenore della vita quotidiana. Mantenere un’alimentazione sana (in alcuni casi con la promozione di diete vegane o vegetariane), sviluppare uno stile di vita lontano dallo stress e incentrato sul proprio benessere fisico e mentale sono tematiche che fino a qualche anno fa riguardavano una piccola minoranza di persone. Oggi - invece - esse sono diventate le colonne portanti del modo in cui i giovani approcciano alla vita, influenzando così anche gli adulti. E tutto ciò è vero se si parla di benessere psicologico.

Cos’è cambiato?

È innegabile il ruolo determinante che la pandemia da Covid-19 ha avuto nella vita di molte persone, impreparate psicologicamente ad affrontare una situazione che - tra controlli, isolamenti e pressioni - ha destabilizzato il loro equilibrio psichico. Ciò ha spinto molti a ricercare attivamente un sostegno psicologico. D’altronde, questo è confermato anche dai dati. Secondo il World mental health report 2022 dell’OMS, nel primo anno di pandemia si è registrato un aumento del 25% di disturbi depressivi e disturbi d’ansia. Nel caso specifico italiano, è invece un report ISTAT dello stesso anno a riportare che ben il 10,5% dei giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni dichiarava una forte insoddisfazione per la propria vita, con un incremento del 3% rispetto al periodo pre-pandemico. Inevitabilmente, la situazione ha acceso i riflettori su una generale arretratezza del Sistema Sanitario Nazionale, spingendo le istituzioni a muoversi per affrontare il bisogno di assistenza psicologica della popolazione.

Dal bonus psicologo…

I primi segnali di una vera e propria esigenza sociale si sono avvertiti fin da subito, quando nel 2022 l’approvazione del Decreto Milleproroghe ha implementato il cosiddetto “bonus psicologo”, una manovra di 10 milioni di euro complessivi distribuiti per ogni cittadino sulla base del proprio ISEE. Risultato? Quasi centomila domande in sole ventiquattro ore, sfiorando quota 400.000 richieste alla chiusura della finestra di invio delle domande, portando alla sua riconferma negli anni, compresa l’ultima legge di Bilancio 2025.

… ad oggi

Nonostante sia un provvedimento ampiamente criticato, anche a causa del debole aiuto reale che è in grado di offrire, il bonus psicologo ha rappresentato - dalla sua approvazione - un primo passo fondamentale per la costituzione di un sistema nazionale pubblico di aiuto psicologico. Nonostante la pandemia sia ormai lontana, il boom di richieste registrato per il bonus riflette una tendenza in salita ancora oggi. Secondo i più recenti dati dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli psicologi (ENPAP), la percentuale di persone che hanno intrapreso un percorso di sostegno psicologico si attesta al 39%, il 10% in più rispetto al 2020. Ma non è tutto: un altro 20% vorrebbe accedere al servizio di assistenza psicologica, ma non può[1]

Photo by Alex Green 

Un aiuto psicologico per pochi

I motivi legati all’impossibilità di accesso a percorsi di aiuto psicologico sono - come prevedibile - di natura economica e politica. Partiamo innanzitutto con alcuni dati. Secondo quanto stabilito dal Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP), una seduta di consulenza o sostegno psicologico individuale può costare da un minimo di 35 euro ad un massimo di 115 euro, con una media assestata tra i 50 e i 60 euro[2]

Una mancanza politica e sociale

Il problema - tuttavia - non è legato a questo. Volendo compiere un paragone, il costo di una seduta psicologica risulta pressoché sovrapponibile a quello di una visita medica specialistica presso uno studio privato. Ma se a livello medico è già presente da decenni la figura di un medico di medicina generale convenzionato con il SSN (e che tra poco ne diventerà diretto dipendente), lo stesso non si può dire della figura professionale dello psicologo, che - nonostante una forte richiesta e necessità - ad oggi non può ancora ricoprire un ruolo di assistenza primaria capillare e pubblica, accessibile dunque a tutti. Ciò non è soltanto grave dal punto di vista del welfare, ma anche riguardo ad una generale lentezza del SSN nel rispondere efficacemente alle necessità di benessere e salute delle comunità, oltre che ad una difficoltà rispetto allo stare al passo con le evidenze scientifiche.

Una svolta imminente

Questo articolo non vuole però dipingere tutto di nero, né unicamente criticare un sistema spesso lasciato indietro e che affronta quotidianamente numerose difficoltà di diversa natura.

Difatti, la situazione in merito a quanto esposto sta cambiando, e sono stati già mossi passi importanti per delineare in maniera definitiva un nuovo sistema di assistenza sanitaria pubblica, fisica e psicologica. Il CNOP si è infatti espresso di recente riguardo costanti contatti con il Ministero della Salute, per quella che sarà una legge che implementerà la figura dello psicologo di base nel SSN, e che dovrebbe essere approvata nel corso di quest’anno. Secondo quanto si prospetta, i cittadini italiani potranno beneficiare del servizio di assistenza psicologica di base dal 2026, in concomitanza con l’apertura delle nuove case di comunità, con cui il Ministero ha riorganizzato e ridefinito i sistemi di cura primaria[3]

Alla luce di ciò, ci auguriamo che la riforma possa finalmente rafforzare uno degli organi più importanti del nostro Paese che - nonostante le numerose mancanze e difficoltà - prova costantemente a migliorarsi e aggiornarsi.

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