Il mondo a portata di mano: la teoria dei sei gradi di separazione
Da sempre i detti popolari affondano le loro radici nella vita quotidiana, celando dietro di sé una base di realtà. Quante volte, incontrando una persona che si conosce in un…
Da sempre i detti popolari affondano le loro radici nella vita quotidiana, celando dietro di sé una base di realtà. Quante volte, incontrando una persona che si conosce in un posto totalmente inaspettato, si sente dire “Quanto è piccolo il mondo!”.
Ecco, la teoria dei Sei gradi di separazione potrebbe spiegare questo fenomeno.
Sei gradi di separazione: storia della teoria sociologica
La teoria ipotizza che ognuno di noi sia potenzialmente collegato a chiunque altro nel mondo con non più di 5 persone intermediarie (6 comprendendo il soggetto).
La prima apparizione di questo pensiero risale al 1929, dal racconto di fantasia “Chains” dello scrittore ungherese Frigyes Karinthy.
Vari sono stati i quesiti matematici basati su questa teoria, ma non hanno mai ottenuto un numero esatto di passaggi da un utente all’altro. Questo perché era più importante trovare delle regole di funzionamento, pratiche che potessero confermare o smentire questa teoria.
La prima prova a sostegno di tutto ciò la si deve allo psicologo Stanley Milgram: selezionò 100 persone del Nebraska a cui fornì l’indirizzo di una persona nel Massachusetts da raggiungere; ognuno di loro doveva spedire il pacco a una persona da loro conosciuta che ritenevano potesse risalire al destinatario, e così via fino a raggiungerlo. In media, il numero di passaggi fu tra 5 e 7.

Dimostrazioni
Il fatto che basterebbero solo 6 potenziali persone per essere collegati a chiunque appare un’ipotesi quasi fuori dalla concezione umana, se si pensa che il mondo conta circa 8 miliardi di persone. Diversi studi presentati qui di seguito, sembrano dimostrare il contrario.
Per essere più precisi, si tratta di un insieme di teorie formulate nel corso degli anni da sociologi e matematici, che sono riusciti a dimostrare che esista un numero esiguo di passaggi per connettere più elementi tra loro, non per forza 6.
L’esperimento basato sui collegamenti tra attori dimostra proprio quanto detto: lo scopo è collegare qualsiasi attore a Kevin Bacon. I passaggi risultano non più di 3.
Il Modello Watts-Strogatz è stato ideato dal matematico Steven Henry Strogatz e dal sociologo Duncan James Watts ed è un generatore di grafici casuali basati sulle proprietà del “piccolo mondo”, quindi con percorsi brevi e un coefficiente di clustering elevato (il grado in cui i nodi tendono a raggrupparsi insieme).
La scienza dietro i gradi di separazione
Questa teoria potrebbe essere paragonata a un’insalata, poiché sociologia, matematica e scienza si sono unite per cercare una spiegazione ragionevole. La sociologia ha utilizzato i suoi punti di forza per venirne a capo, le reti sociali, la matematica le ha dato un aiuto con il Modello Watts-Strogatz, e infine la scienza le ha messe d’accordo: l’Effetto piccolo mondo si verifica quando due persone sono collegate da più di un percorso nella rete sociale.
I legami deboli come risposta
Disquisire su quanti passaggi servano per collegare tra loro le persone non porta a molto; infatti, è risultato più utile capire il meccanismo dietro questa teoria.
La questione che sembra mettere un po’ di ordine in questo bailamme è incentrata sul paradosso legami forti-deboli.
I legami forti, in sostanza, riguardano la nostra sfera di affetti più intima, quindi famigliari, amici stretti.
Quelli che possono alimentare la teoria dei Sei gradi di separazione sono invece i legami deboli, conoscenze con persone di primo acchito lontane che però ci garantiscono una rete sociale più ampia, proprio perché non si instaura una cerchia intima e chiusa.
A conferma di ciò, Watts ha condotto un esperimento nel 2003 in cui 60.000 persone dovevano raggiungere via mail una persona in una lista di 18. Chi ha raggiunto più velocemente la persona scelta è stato chi è passato tramite conoscenze con cui aveva legami deboli.

I Sei gradi di separazione sui social
L’avvento dei social ha reso attuale questa teoria. Su Instagram o qualsiasi altro social network, ci si può collegare con le persone in pochi passaggi. Ne è un esempio la sezione “suggeriti” che appare spesso nella home dell’applicazione: si tratta di una serie di account, proposti dall’applicazione, che “potresti conoscere” perché vi sono dei follower condivisi.
È altrettanto vero che sui social è più semplice avere “tante conoscenze”, che si palesano in follower, che possono costituire tutte dei potenziali legami deboli con cui creare una rete sociale.
Nonostante successivi studi abbiano dimostrato che i gradi di separazione non siano necessariamente 6, la teoria ha ormai preso piede nella cultura di massa, in particolare grazie alla pellicola di Fred Schepisi “6 gradi di separazione”.
Molto spesso si tendono a sottovalutare “vecchie” teorie perché all’apparenza troppo distanti dalla società odierna. È interessante osservare, invece, come tutto si ripete, in chiave moderna certo.
Alla fine, il detto “Com’è piccolo il mondo!” un fondo di verità scientifica ce l’ha.
Di Alessia Agosta
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