Sanremo, il Festival e quella casa che sinceramente poteva costarci il triplo

Sanremo diventa una bolla parallela dove anche il monolocale più anonimo acquisisce improvvisamente lo status di suite presidenziale. Affitti moltiplicati, disponibilità azzerata, richieste surreali. Ma ci è andata bene.

Durante la settimana del Festival di Sanremo, trovare una casa non è semplicemente difficile: è spesso economicamente proibitivo. I prezzi smettono di avere senso.

La città ligure, come accade ogni anno, si trasforma in un epicentro mediatico e commerciale dove la domanda supera di gran lunga l’offerta e gli affitti raggiungono cifre che poco hanno a che fare con il valore reale degli immobili. Sanremo diventa una bolla parallela dove anche il monolocale più anonimo acquisisce improvvisamente lo status di suite presidenziale. Affitti moltiplicati, disponibilità azzerata, richieste surreali. È una dinamica nota, quasi prevista, che segue le regole più classiche del mercato.

È il gioco del mercato, certo. Domanda altissima, offerta limitata.

Ma Lara ha deciso di investire sui giovani

Nel pieno della settimana più redditizia dell’anno per il settore immobiliare locale, quando molti proprietari scelgono legittimamente di massimizzare i guadagni, Lara, ascoltando la storia della nostra redazione, ha deciso di affittare il suo appartamento applicando un maxi sconto, rendendo accessibile uno spazio che, per posizione e caratteristiche, avrebbe potuto essere facilmente proposto a un prezzo molto più alto.

L’appartamento, affacciato sul mare e a soli 10 minuti in macchina dall'Ariston, si è rivelato fin dal primo momento molto più di un semplice alloggio temporaneo. Spazioso, luminoso e funzionale, disponeva di sei posti letto reali distribuiti tra una camera matrimoniale, un letto a castello e un divano letto confortevole, oltre a due bagni che, considerando il numero degli occupanti e i ritmi intensi delle giornate sanremesi, si sono dimostrati un elemento decisivo per garantire equilibrio e organizzazione durante l’intera permanenza.

Eravamo in sei, impegnati a vivere il Festival non da spettatori ma da addetti ai lavori, tra eventi, produzioni editoriali, incontri e scadenze quotidiane. In questo contesto, la casa è diventata rapidamente un vero quartier generale operativo. La cucina si è trasformata in uno spazio di confronto continuo, mentre il grande balcone vista mare è diventato il luogo simbolo delle nostre serate, spesso concluse a notte fonda tra partite a carte e brainstorming improvvisati sulle attività del giorno successivo.

Sanremo impone ritmi accelerati e giornate imprevedibili, e avere un luogo capace di offrire comfort, funzionalità e respiro rappresenta un valore che va oltre la semplice ospitalità. Proprio questo ha reso evidente la portata della scelta compiuta dalla proprietaria: rinunciare a un guadagno immediato per favorire un’esperienza sostenibile a chi il Festival lo vive lavorando.

In un contesto in cui l’aumento dei prezzi durante grandi eventi è ormai considerato inevitabile, gesti di questo tipo introducono una narrazione diversa, dimostrando come anche all’interno delle logiche di mercato possano esistere decisioni guidate da attenzione e sensibilità verso chi attraversa la città per costruire opportunità professionali.

Alla fine della settimana restano i ricordi di un Festival intenso, le notti brevi e il lavoro condiviso, ma anche la consapevolezza che, dietro un’esperienza riuscita, possono esserci scelte individuali capaci di fare la differenza. E in una Sanremo abituata a correre veloce, sapere che qualcuno ha deciso di non approfittare del momento rappresenta, semplicemente, una buona notizia.


Che altro dire? Grazie Lara per averci dato la possibilità di passare la settimana di Sanremo in una casa più che dignitosa senza piangere guardando il portafoglio.

Lara e il padre


Per maggiori informazioni sulla Casa a Sanremo contattare direttamente la proprietaria.

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