Runner’s high: l’esercizio fisico che fa sballare!
Correre è una sana droga che genera dipendenza ma anche euforia. Il respiro si fa irregolare, il cuore batte, il polso pulsa fino alla gola. Respira, è la fattanza del corridore!
Mens sana in corpore sano: l’attività fisica apporta dei benefici all’organismo. Correre è infatti una droga sana che genera dipendenza ma soprattutto euforia. Volto al benessere fisico e mentale, il movimento agevola tanto il sistema fisiologico quanto l’umore.
Come reagisce, il nostro corpo a una corsa più o meno lunga? Qual è la conseguenza dello sforzo?
Lo sballo, letteralmente. Sì, parliamo del runner’s high.
Recentemente si è superata l’erronea convinzione che l’euforia post-corsa fosse diretta conseguenza delle endorfine prodotte durante l’atto. In realtà l’attività del cervello rallenta, entrando nella fase di “veglia rilassata”.
Alcuni atleti che hanno provato questa sensazione l’hanno descritta come uno stato che oscilla tra l’eccitazione e la pace interiore. Correndo si avverte lo sforzo, e anche la fatica, ma è a quel punto che bisogna - per così dire - spingere senza fermarsi.
Dalle testimonianze di cui sopra, il cuore batte talmente forte che la fatica si annulla, per diventare altro. Il sangue pulsa a tal punto da sentirsi inarrestabili.
La scienza ha individuato come responsabili di questa sensazione gli endocannabinoidi.
Endocannabinoidi: cosa sono e come agiscono nel corpo
Gli endocannabinoidi sono molecole bioattive di natura lipidica, che svolgono una funzione neuromodulatoria. Questo rende possibile la plasticità sinaptica cerebrale a cui si connettono diversi processi, dai cognitivi ai motori. Con l’espressione “plasticità sinaptica” si intende la capacità neuronale di adattamento e risposta a nuove informazioni o stimolazioni. A questa funzione si aggiunge anche la capacità neuroprotettiva. Gli endocannabinoidi sono prodotti a partire dagli acidi grassi, agiscono localmente soprattutto in ambito fisiologico.
Nel 1992 arriva la svolta definitiva: un team di ricercatori americani scopre l’endocannabinoide come neurotrasmettitore che condivide con il THC i recettori del cervello a cui si lega (Recettori CB1).
Da qui, nel campo della ricerca, si avvia la così soprannominata “Decade del Cervello”, di cui le neuroscienze furono tra le discipline protagoniste.
Non solo spossatezza: dopo l’esercizio fisico c’è chi si sente carico e forte!
Tra coloro che svolgono un'attività fisica, sia questa intensa o meno, la stanchezza prende il sopravvento. Si è affaticati, assetati, anche doloranti.
C’è tuttavia chi, allenato o no, avverte una sensazione piacevole. Rilassamento ed euforia sono tra i - per così dire - postumi più diffusi.
Studi clinici e su cavie hanno concluso che gli endocannabinoidi vengono prodotti come conseguenza di uno stimolo, quindi non spontaneamente. Essi sono responsabili del rilascio di un acido, detto GABA, che riduce il dolore in qualità di inibitore di noradrenalina.
La produzione di endocannabinoidi richiede uno sforzo fisico di almeno venti minuti, e i benefici si possono avvertire fino alla mezz’ora successiva all’esercizio.
Maggiore è la frequenza all’allenamento, maggiore è la possibilità di sperimentare sul proprio corpo e sul proprio umore questa sensazione.
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