Quando i reality si rivelano pericolosi e disastrosi

Da decenni quello del reality è tra i generi televisivi più amati, eppure talvolta essi si sono rivelati un vero e proprio disastro, oltre che pericolosi per i concorrenti.

Tutti hanno visto, almeno una volta nella vita, anche solo un piccolo spezzone di reality show, il genere televisivo nato negli Stati Uniti ed esportato in tutto il mondo. Negli anni sono stati creati reality di ogni tipo, e in Italia gli esempi che vengono alla mente sono numerosi. Tuttavia, alcuni di questi hanno preso una piega decisamente negativa, tanto da obbligare i produttori ad interrompere immediatamente le registrazioni.

Il caso di Eden: Paradise Lost

La serie inglese Eden: Paradise Lost trasmessa in Inghilterra da Channel 4 ne è un esempio. Quello che doveva essere un reality incentrato sulle storie dei singoli si è rivelato, in realtà, un flop non solo televisivo ma anche organizzativo. Ventitré persone erano state scelte per passare un anno in una zona sperduta della Scozia, in cui, isolati dalla società, erano chiamati a sopravvivere. Oltre a problemi di "ordine pubblico" (persone estranee al programma raggiungevano i concorrenti dando loro alcol e cibo), i partecipanti del reality, negli ultimi mesi, avevano iniziato a mostrare comportamenti alquanto aggressivi, come discriminazione, bullismo ed aggressioni verbali e, in alcuni casi, fisiche, il tutto in un contesto di scarsità di cibo. Peccato però che, a loro insaputa, la messa in onda del programma era stata interrotta già da tempo (Eden era stata fermata al quarto episodio sui nove previsti) a causa dei bassi ascolti.

Un episodio non isolato

Prima di dare spazio a giudizi negativi nei confronti dei produttori britannici di Eden, sappiate che, negli anni, sono stati molteplici gli episodi di reality giunti al limite del legale. Troviamo, per esempio, Kid Nation, andato in onda su CBS nel 2007. Considerato il reality più controverso della storia, in esso vennero raggruppati quaranta bambini tra gli 8 e i 15 anni, tenuti lontani da scuola e famiglie per ben sei settimane. Ciò che fece discutere fu, tuttavia, il trattamento a cui furono sottoposti i bambini: senza alcuna supervisione, i quaranta partecipanti vennero chiamati a gestirsi in completa autonomia, oltre ad essere privati dei comfort di casa. Una privazione che si tramutò ben presto in vera e propria crudeltà: la doccia fu ammessa una sola volta ogni tre giorni, i bambini furono costretti a dormire sul pavimento e fu garantito loro un solo pasto, spesso poco nutriente.

Ma non c'è mai fine al peggio quando si parla di Kid Nation. Oltre ad un clima ostile alimentato dalla produzione, che cercò di mettere i partecipanti l'uno contro l'altro per rendere più "avvincente" il tutto, a far discutere fu il ricovero di ben quattro bambini a causa dell'involontaria ingestione di candeggina, usata per lavare i bicchieri dai quali bevvero. Inutile dire che, seppur programmata, non ci fu mai una seconda stagione.

© 2007 CBS Photo Archive via Getty Images (fonte)

Reality mortali

E se pensavate che con Kid Nation si fosse toccato il fondo, Adventure Line Productions vi sorprenderà: la casa di produzione francese è stata coinvolta, prima nel 2013 e poi nel 2015, nella morte di un totale di ben 17 persone. Se nel 2015 sono state 15 (otto partecipanti, due piloti e cinque membri della crew) le persone a morire in un incidente in elicottero per il reality Dropped, nel 2013 le responsabilità della casa francese sembrano essere più dirette. Difatti, a perdere la vita quell'anno fu Gérald Babin, ragazzo venticinquenne colpito da arresto cardiaco durante una delle sfide della versione francese di Survivor. Una pioggia di accuse cadde su Adventure Line Productions, accusata di negligenza nell'offerta delle cure per il ragazzo che, secondo queste voci, poteva essere salvato. Il tutto, però, non fece altro che portare ad un'ulteriore scomparsa, quella del medico Thierry Costa, appartenente allo staff della serie e che aveva cercato di salvare la vita di Babin. Costa, infatti, soltanto una settimana dopo i fatti decise di togliersi la vita a causa del forte peso provocato dalle accuse che gli erano state rivolte.

Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Mi piace: 0

Commenti: 0

Phone Mockup

Collaborare con i giovani non è solo figo, è ESSENZIALE

Curioso di saperne di più?
Phone Mockup