Perché i notiziari smettono di trattare le notizie?

Le notizie vengono sostituite da altre.

Immersi nella routine alienante che spesso caratterizza le giornate, non ci si accorge di come tutto cambi. Intorno a noi nulla resta inalterato. Piano piano, come richiede il corso della vita, tanti piccoli fattori creano una catena di causa-effetto che cambia quotidianamente la realtà che ci circonda.

Perché, dall’essere inondati di notizie riguardati un fatto, si passa a non sentirne più parlare?


I notiziari come ripetitori di notizie


Che sia online, in televisione, o in radio, da sempre i notiziari riportano le principali notizie dal mondo. Quando accade qualcosa di elevata importanza, la novella fa il giro di tutti i telegiornali e dei principali siti di informazione, occupandone le prime pagine anche per molto tempo.

trascorso un periodo, l’opinione pubblica potrebbe percepire questa proposta di notizie come ridonante, facendo risultare i notiziari come dei ripetitori (nel vero senso della parola) di notizie.

Perché accade? È corretto affermare che si parla solo di ciò che fa notizia? Non del tutto.

L’infodemia delle notizie


È accaduto per il COVID-19, la Guerra russo-ucraina e ora, molto probabilmente, accadrà per il Conflitto Israelo-Palestinese.

Inizialmente appare come la notizia di punta, un fatto talmente importante da richiedere l’attenzione di tutti. Poi, piano piano, se ne parla sempre di meno, fino a che finisce nel dimenticatoio mondiale. Ci sono svariate spiegazioni a questo fenomeno.

Prima di tutto, di telegiornali durante la giornata ce ne sono a bizzeffe. Ora che il giornalismo è anche online, basta aprire qualsiasi social per venire a conoscenza di almeno un fatto accaduto nella giornata. Le notizie vengono lette, ascoltate e apprese da tutta la popolazione, che si creerà un’idea di quanto accaduto.

I TG vengono spesso tenuti anche come “sottofondo” mentre si svolgono altre faccende. È inevitabile, di conseguenza, che gli ascoltatori si sentano sopraffatti dalla stessa notizia riportata da più mezzi. Inoltre, la loro conoscenza della situazione geopolitica mondiale potrebbe influenzare l’interpretazione attribuita agli eventi di carattere estero.

Questo può portare l’opinione pubblica a dissociarsi da quanto appreso e non trattare più l’argomento come qualcosa di “grave” o “scottante”, ma come qualcosa di già sentito.


I notiziari


Da una parte il ricevitore (la popolazione), dall’altra il trasmettitore (i notiziari).

Se è vero che l’opinione pubblica cambia la propria considerazione di un avvenimento in base al corso naturale degli eventi, lo è altrettanto affermare che i notiziari giocano un ruolo fondamentale in questa partita.

I TG sono canali televisivi con degli introiti che devono essere rispettati. È certamente nel loro interesse riportare notizie che facciano scalpore, che meritino l’attenzione del pubblico. Fatta questa banale premessa, bisogna considerare che sono prettamente brevi; quindi, devono condensare in poco tempo la maggior parte dei fatti mondiali. La maggior parte.

Allo scoppio della pandemia, è stato naturale trattare principalmente della malattia, perché di grande impatto. La guerra tra Ucraina e Russia è stata lentamente “soppiantata” dal conflitto tra Israele e Palestina, perché una novità, un nuovo evento che va scandagliato.

Inoltre, le notizie che a prima vista appaiono "lontane", che non toccano direttamente lo Stato italiano, potrebbero risultare poco attraenti e quindi, spesso, non vengono riportate.

Nonostante tutti i fatti, nel breve o lungo periodo, possano influenzare anche altri stati, talvolta si decide di ometterle per far spazio ad altri fatti avvenuti o più leggeri, come accade verso la fine dei telegiornali. Infatti, gli ultimi minuti sono di solito dedicati a categorie come lo sport o la cultura. Allentare la tensione provocata dalle notizie precedenti è lo scopo degli ultimi contenuti dei TG. 

Ciò viene fatto per evitare di sovraccaricare di stimoli gli spettatori, in modo che il livello di “saturazione” arrivi più tardi, ritardando il momento in cui la notizia verrà sostituita da un’altra con carattere d’urgenza.


In bilico...


Da queste considerazioni si può trarre come conclusione che la trattazione di una notizia dipenda dall'incastro tra tutte le variabili elencate sopra.

È altresì vero che le notizie di guerre o fatti particolarmente sconvolgenti meritino tutta l’attenzione mondiale, perché smuovere l’opinione pubblica significa mobilitare un esercito di persone che possono fare la differenza e portare i governi a prestare più attenzione alla tematica considerata.

La sostituzione di una notizia con un’altra non avviene, in sostanza, perché “non più interessante”. È chiaro che i notiziari non possano dedicare i primi titoli alla stessa notizia ogni giorno poiché succede sempre qualcos’altro.

Dedicare un piccolo specchietto ogni qualvolta si può potrebbe aiutare a mantenere viva l’attenzione sulle questioni più spinose.


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