Perché alcuni di noi non utilizzano l'auto? Scelta etica... o personale?

L'uso dell'auto da parte della Gen Z è diminuito negli anni. L'attenzione alle tematiche ambientali è aumentata. I due fenomeni sono correlati?

L’uso dell’auto è deleterio per l’ambiente, e non è la prima volta che leggiamo una frase di questo tipo. Le conseguenze sono chiare e alla luce del sole, più volte indagate.

Questa pratica, però, sta pian piano svanendo, lasciando il posto ad altri mezzi di trasporto più sostenibili. 

Sono gli adulti del futuro che stanno permettendo questo cambiamento: è la Generazione Z.

 

Impatto delle auto sull’ambiente

 

Quando si parla di inquinamento dovuto al trasporto non ci si riferisce soltanto alle emissioni di gas serra durante la mera circolazione dei veicoli, ma anche a quelle causate dalla produzione e successivo smaltimento degli stessi.

Secondo l’infografica dell’European Environment Agency, le emissioni di CO₂ nell’ambiente sono prevalentemente causate dal trasporto su strada. In particolare, dalle auto.

Si stima, infatti, che il 60,7% delle emissioni sia proprio dovuto alle macchine: ciò lo rende il mezzo di trasporto più inquinante.

Ad oggi, il treno risulta essere la scelta più sostenibile per muoversi: esso permette non solo un’inferiore emissione di gas serra, con il suo 0,4%, ma anche lo spostamento complessivo di tante persone.

Anche l’auto potrebbe diventare sicuramente un mezzo di trasporto più green se trasportasse più persone, ma la stima in Europa si aggira intorno all’1,7 passeggeri per auto, facendola restare in fondo alla classifica dei mezzi più sostenibili.

L’alternativa alle macchine a benzina c’è e sta acquistando sempre più terreno: le auto elettriche in Europa occupano il 16% del mercato globale, mentre in Italia si arrestano al 4%. 

I motivi sono molteplici: nelle Isole non ci sono punti di ricarica veloce e la nostra è un’economia dipendente dall’industria dell’auto termica. Quando viene introdotta una novità, essa ha bisogno di essere regolamentata, di avere una direzione da seguire, ma ancora oggi non c’è un quadro completo in Italia; ragion per cui, come accennato sopra, si finisce ad avere due regioni italiane senza punti di ricarica per le auto elettriche. 

Nel Bel Paese, in sostanza, resta ancora fortemente attivo il mercato delle auto a benzina, con il 46,3% delle automobili presenti sul territorio italiano.

 

Il vento sta cambiando signori…

 

Questa narrativa potrebbe cambiare con la Generazione Z: nel nostro caso, possedere un’automobile non è più uno status symbol.

I fattori che influenzano l’acquisto di una macchina da parte di un ragazzo sono pressoché economico-sociali: tanto per cominciare, il prezzo delle auto è aumentato di circa il 22%, al contrario degli stipendi che sono aumentati del solo 1,8%, un divario netto. L’economia attuale e la situazione lavorativa in Italia non aiutano certo la Gen Z ad investire nel proprio futuro, come è stato accennato in questo articolo. L’ingresso nel mondo del lavoro avviene sempre più tardi, e questo non permette di avere una propria stabilità economica tale da affrontare l’acquisto di un’auto. 

Non dimentichiamoci che, ad oggi, è più difficile avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato, che è una delle clausole che vengono chieste alla sottoscrizione di un contratto d’acquisto.

Anche le spese di mantenimento della macchina possono risultare ingenti per qualcuno: benzina, assicurazione, meccanico… sono fattori da tenere in considerazione quando si decide di acquistare un’auto.

Molti ragazzi vivono in aree urbane che dispongono di diversi servizi di trasporto, come la metropolitana, autobus o tram; perciò, risulta più immediato utilizzarli al posto di una macchina, che comporta cercare un parcheggio, il relativo costo e la benzina per lo spostamento. 

Costruire una famiglia non è più la priorità per noi; quindi, anche l’acquisto di un’auto a uso familiare è rimandato. «Il secondo elemento da considerare è legato al fatto che rispetto al passato le generazioni più giovani vivono più a lungo in famiglia, e quindi possono usufruire più a lungo delle autovetture degli altri membri della famiglia» dice Matteo Colleoni, Delegato della Rettrice per la Sostenibilità e docente presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca, in un articolo del giornale dell’ateneo.

La diminuzione di domanda nel mercato delle automobili è anche dovuta al progressivo calo della popolazione giovanile: con un’incidenza pari al 17,5% della fascia 18-34 sull’intero popolo italiano, il Bel Paese ha visto diminuire i giovani del 23,2% rispetto a vent’anni fa.

 

Alternative green o un sollievo per le tasche?

 

Quando si tratta di spostarsi, la Gen Z adotta diversi metodi, pur non possedendo l’auto. Stanno prendendo sempre più piede le iniziative di car sharing o mezzi di trasporto alternativi, come i monopattini.

Come scritto sopra, le auto hanno un costo non indifferente, perciò, se la città in cui si risiede ne dispone, è più immediato e comodo utilizzare altri metodi per andare dal punto A al punto B. Un monopattino o una bicicletta abbandonati dietro l’angolo, che possono essere sbloccati tramite una semplice applicazione, sono indubbiamente più efficienti rispetto all’utilizzo di un’auto in centro.

Monopattini, biciclette, autobus, metro e tram costituiscono una strada a doppio senso: da una parte, fanno tirare un sospiro di sollievo all’ambiente, dall’altra incidono molto meno sulle tasche di un ragazzo. Certo, gli abbonamenti ai mezzi di trasporto sono costosi e il pagamento in un’unica rata può mettere in difficoltà, ma se li si paragona ai costi di mantenimento di un’auto nella maggior parte dei casi risulteranno più convenienti.

 

Una nuova narrazione

 

Come si legge nella ricerca condotta dal corso di Pedagogia e formazione per la transizione ecologica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Alta Scuola per l’Ambiente e Silea spa, il campione di 230 giovani interrogato ha confermato che, sui social media, la sostenibilità è un argomento molto presente. Ciò che manca, che spezza questa continuità tra la consapevolezza e il cambiamento, è l’agire: sono pochi i ragazzi che si sentono in dovere di fare qualcosa. Risultano sicuramente molto più informati delle generazioni precedenti, però non così tanto coinvolti. Si aggiunge il fatto che hanno una scarsa conoscenza della situazione ambientale del proprio territorio e delle istituzioni che se ne occupano.

Ipsos, società di ricerche di mercato e consulenza, attraverso i risultati raccolti è riuscita ad interpretare la nostra visione in merito all’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità: questa analisi serve per capire se, la scelta di non guidare un’automobile, sia dettata dall’attenzione all’ambiente o da cause più sociali. 

Secondo i dati, il 75% dei giovani italiani ha paura di un disastro ambientale, ma dimostra di nuovo una scarsa attenzione ad altre problematiche legate all’ambiente. Spreco d’acqua, di energie o raccolta differenziata sono alcune delle cause di danneggiamento dell’ambiente a cui la Gen Z sembra fare poco caso.

Questo potrebbe essere conseguenza del nuovo stato mentale della Gen Z: dopo la pandemia, il 41% risulta più riflessivo ma anche sfiduciato, il che potrebbe portare ad avere timore nell’agire, convinti di non avere possibilità. Delle conseguenze del COVID-19 sui giovani ne abbiamo parlato qui.

 

Due piccioni con una fava

 

Resta da chiedersi se questa scelta sia dettata da un forte senso civico o, più semplicemente, da motivi economico-sociali.

C’è una variabile da tenere in considerazione in questo discorso: le persone agiscono in base alle proprie necessità. Un ragazzo che abita in un paese di campagna, in un contesto famigliare di ceto medio, è molto più probabile scelga l’uso dell’automobile, poiché i mezzi alternativi potrebbero essere più scarsi. Dipende, poi, dal tragitto che una persona deve fare: per spostamenti brevi, una bicicletta o andare a piedi è sicuramente più immediato rispetto alla macchina.

In città, la situazione è capovolta: trovare posteggio non è semplice, e ciò comporta anche un costo, oltre che il rischio di trovare traffico; i mezzi di trasporto alternativi sono più veloci e meno ingombranti, nel senso lato della parola.  

Per capire meglio la scelta di utilizzare i mezzi pubblici, abbiamo chiesto a Martina, neolaureata in Scienze Umane per l’Ambiente, che si è servita soltanto di mezzi di trasporto della città per raggiungere la propria facoltà: «All’inizio per comodità. Poi quando ho cambiato zona non avevo più la macchina e quindi non ho avuto molta scelta». Di nuovo, si evince che l’uso dell’autobus o del treno invece dell’auto sia una scelta etica tanto quanto personale.

Decidere di utilizzare o meno mezzi sostenibili non si riduce a una mera decisione ecologica, perché tutti abbiamo dei bisogni che richiedono, per loro natura, determinati comportamenti.

Ma non si può nemmeno dire che tutto ciò venga fatto con il solo intento di evitare l’inquinamento.

Sicuramente i social media, che ancora una volta risultano una teca di vetro attraverso cui si può accedere a tutto, hanno aumentato la conoscenza delle problematiche ambientali e, per come la GenZ è cresciuta, non le lascerà passare in sordina. L’attenzione verso il green c’è e sta aumentando sempre più.

 

Come in ogni situazione qui non è tutto bianco e nero, ma esistono sfumature. Questa, la si potrebbe interpretare in una chiave di lettura differente: i motivi economico-sociali che spingono gli individui a optare per soluzioni più green, alleggerendo la vita del singolo, indirettamente portano dei risvolti positivi anche per l’ambiente. 



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