Noni nel medagliere, primi per polemica: ciao Parigi 2024

Gli ori italiani, la cerimonia "non troppo cristiana" e le accuse a Imane Khelif: cosa ci ricorderemo di Parigi 2024

Con la vittoria statunitense dell’ultima medaglia disponibile ieri, 11 agosto, si sono chiusi i Giochi di Parigi. Ma se del medagliere complessivo ve ne abbiamo già parlato qui, sulla spedizione azzurra abbiamo ancora molto da dire. In attesa di Milano-Cortina 2026, dunque, ripercorriamo i risultati degli ultimi 3 giorni di Olimpiadi.

L’ultima parte del nostro cammino si apre il 9 agosto con il bronzo di Sofia Raffaeli nell'all-around di ginnastica ritmica, già prima nelle qualificazioni; a farle da eco, poi, è Antonino Pizzolato, con un’altra terza piazza, stavolta nel sollevamento pesi

Ad aggiungere un altro oro nel nostro medagliere ci penserà poi la coppia del ciclismo su pista, composta da Vittoria Guazzini e Chiara Consonni, nella specialità madison. Chiude la giornata l’atletica leggera, con il bronzo nel salto triplo per Andy Diaz Hernandez e l’argento per Nadia Battocletti nella 10.000 metri, che può finalmente trionfare dopo il bronzo sfiorato - e per poche ore conquistato - nella 5.000 metri. 

Degno di menzione, inoltre, è anche il terzo posto di Simone Alessio. L’ex campione del mondo di taekwondo parte da assoluto favorito, ma si lascia beffare nel finale del terzo round dall’iraniano Barkhordari; ripescato, andrà a medaglia battendo l’americano Nickolas. Quarta, nel frattempo, la formazione - medaglia d’oro in carica - della staffetta 4x100, che con Tortu, Jacobs, Patta e Melluzzo sfiora il podio fino all’ultima frazione.

È la volta del 10 agosto: il penultimo giorno di gare non vede medaglie italiane fino al bronzo di Giorgio Malan nel pentathlon moderno. A questo inaspettato piazzamento seguirà poco dopo l’argento nel madison maschile di Elia Viviani e Simone Consonni, rimasti in testa per la maggior parte della gara e superati solo nel finale dal tandem portoghese, favorito anche dalla sfortunata caduta del bergamasco a meno di 25 giri dalla fine.

Nell’ultimo giorno di gare, con gli occhi del mondo puntati sullo scontro al vertice fra Cina e Stati Uniti, Julio Velasco e il suo dream team ci fanno sognare: con il primo oro nella storia dell’Italvolley chiudiamo i Giochi di Parigi registrando almeno una medaglia per ogni giorno di Olimpiade.

16 giorni di successo che si sommano agli altri 16 di Tokyo 2020 e agli ultimi 4 di Rio, per un totale di 36 giornate di gara consecutive a medaglia in attesa di Los Angeles 2028.

Ma non è tutto: l’oro della pallavolo femminile permette alla spedizione italiana di raggiungere le 40 medaglie, eguagliando così il numero di quelle conquistate in Giappone tre anni fa; dalla parte del presente, però, i due ori in più, che un po’ ci fanno dimenticare la sfortuna di Gimbo Tamberi e degli altri nostri atleti. Per gli Azzurri è nona piazza nel medagliere (12 primi posti, 13 argenti e 15 bronzi), ma settima guardando il numero totale di podi.

I Giochi si sono poi conclusi con la cerimonia di chiusura, dove Gregorio Paltrinieri e Rossella Fiamingo hanno sfilato come portabandiera italiani in uno Stade de France gremito dalla folla.

Fra una giornata di festa e la successiva, quel che rimarrà nella storia tricolore sono di certo alcuni trionfi fra i più insperati, a partire dal doppio femminile Errani-Paolini e arrivando al madison, passando per l’oro - a sorpresa - di Alice D’Amato, vincitrice proprio nella specialità che meno le piace: la trave. Menzione d’onore anche per Gregorio Paltrinieri, simbolo del movimento del nuoto italiano nel XXI secolo: il carpigiano è il primo nella storia a vincere 4 medaglie in 3 Olimpiadi diverse.

Primato agrodolce, infine, per quanto riguarda i quarti posti, posizione che gli Azzurri hanno raggiunto 25 volte: più di ogni altra nazione in gara.


Ma, ori a parte, cosa ricorderemo di queste Olimpiadi? 

La cerimonia di apertura “troppo poco cristiana”, la Senna che «non sa di coca-cola» e i biologi da Twitter contro Imane Khelif. Le Olimpiadi di Parigi ci hanno fatto discutere, ma non solo per le gare e per gli atleti.

Da professionisti del salto sul divano, ad attirare l’attenzione del popolo dei social spesso non è stata tanto la competizione sportiva, quanto la possibilità di avere un “divertissement” contro la noia estiva.

Il fenomeno è iniziato con le Olimpiadi stesse. È il 26 luglio quando si tiene la cerimonia di apertura, con protagonisti artisti drag, ballerini e “l’uomo blu seminudo”. Un «capolavoro di storia e di sorpresa, di kitsch e di sport» secondo il New York Times, e un insulto a «miliardi di Cristiani nel mondo» secondo Matteo Salvini.

Lo stralcio delle vesti è però durato poco. Qualche giorno dopo è arrivata la questione Senna, fiume nelle cui acque qualche atleta - nello specifico il belga Jolien Vermeylen - avrebbe visto e sentito cose a cui «non dovremmo pensare troppo».

La vicenda ruotava attorno ai livelli di batteri presenti nel corso d’acqua parigino, dove si sarebbero poi svolte le gare di fondo del nuoto e parte delle gare di triathlon. Anche a causa della pioggia, diversi allenamenti erano stati cancellati per la mancata balneabilità, dovuta al superamento dei livelli di batteri consentiti. Tuttavia, alla fine, le gare si sono effettivamente svolte, tra le proteste - e il vomito - di diversi atleti.

Secondo il quotidiano belga De Standaard, a far sentire male gli atleti sarebbe stata l’Escherichia coli. Nessun Paese ha confermato - né smentito - tale tesi, che ha però avuto l’effetto di innalzare il livello dei controlli.

Infine, specialmente nel cosiddetto “Belpaese”, abbiamo passato giorni a discutere del sesso della pugile algerina Imane Khelif. Dapprima dai salotti social, poi da alcuni autorevoli giornali, Khelif è stata accusata di essere una persona transessuale per il suo aspetto considerato poco femminile.

L’accusa ha poi trovato largo spazio tra i conservatori di tutto il mondo, nonostante la mancanza di prove in questa direzione. In realtà, come sottolineato dal portavoce del Comitato Olimpico Internazionale, Mark Adams, Khalif è «nata donna, è stata registrata come donna, ha vissuto la sua vita da donna, ha praticato il pugilato come donna, ha un passaporto femminile».

Alla fine, e dopo il dietrofront di molti tra chi urlava alla “lobby Lgbt”, Khalif ha conquistato la medaglia d’oro sconfiggendo in finale la pugile cinese Yang Liu.

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