Non sogni più? Manco noi, ed è colpa della società

La progressiva perdita dell'attività onirica nella società odierna è dovuta a vari fattori. E no, non solo il telefono

Dormire è fondamentale per l’essere umano: permette di riposare il corpo e “ricaricare le batterie”. Piace a tutti, o almeno, piaceva a tutti. Perché vari studi condotti hanno dimostrato come la società attuale dorma molto poco e abbia, di conseguenza, perso l’attività onirica.

Non sogniamo più. Nel vero senso della parola.

 

Una società sveglia

 

Non solo la mancanza dell’attività onirica, ma anche la qualità e la quantità di sonno sono un problema di oggi. È verità universale che il corpo umano necessita tra le 7 e le 8 ore di sonno per riprendersi completamente dalla giornata trascorsa.

Uno studio riportato sulla rivista Scientific Reports, condotto da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, l’Università Bocconi e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, in collaborazione con l’Istituto Doxa, ha dimostrato come quasi 1 italiano su 3 dorme un numero insufficiente di ore.

Sono vari i fattori che possono influenzare la qualità e quantità del sonno. Trattando questo argomento da un punto di vista sociologico, verranno esclusi ovviamente i problemi di salute di cui alcuni individui possono soffrire, come l’insonnia.

 

Qualità del sonno

 

I risultati dello studio di Scientific Reports dimostrano come, ad esempio, un basso reddito causi un’insoddisfazione maggiore nel sonno. La spiegazione potrebbe risiedere in un maggiore stress derivato dall’incertezza di sbarcare il lunario.

Un altro motivo che altera la qualità del sonno è il fumo: è stato provato che chi fuma ritiene il proprio sonno più insoddisfacente rispetto a chi non fuma o ha addirittura smesso.

La società frettolosa in cui ci si trova, soprattutto per quanto riguarda il lavoro, è un altro fattore che mette a rischio un buon riposo: restare svegli fino a tardi per portare a termine dei compiti assegnati o materiale arretrato dal lavoro influirà negativamente sulla persona, aggiungendo un tassello di stress in più alla pila già alta, sul sonno perché ci si addormenterà più tardi e sul lavoro stesso, poiché il mancato riposo non permetterà al cervello di svolgere le sue funzioni al 100%. Se non subito, queste conseguenze potrebbero vedersi più avanti. Per approfondire l'argomento, vedi qui.

In aggiunta, persino la quantità di ore dormire è collegata allo stile di vita delle persone: una persona più sedentaria potrebbe trovare più faticoso addormentarsi, rispetto a chi svolge lavori più dinamici o per più ore al giorno.


Alterazione dei sogni 


La fase REM, quel momento di sonno profondo in cui il cervello è più attivo che mai nella creazione di sogni, ora sembra venga proprio saltata: si sogna di meno e ciò non è un bene. Si traduce in irritabilità e nervosismo, che si manifestano il giorno seguente. L’alcol è il primo nemico del sonno: benché faccia dormire più profondamente, in realtà, una volta metabolizzato dal corpo, causa un’impennata di adrenalina nell’individuo, che va a interrompere la fase dei sogni.

Il lockdown ha inciso molto sui sogni degli italiani: in questa analisi, l’Associazione Italiana di Medicina del Sonno ha messo a confronto due periodi ben precisi, il lockdown e il post, dove le misure restrittive erano più contenute. I dati dimostrano come l’attività onirica fosse più frequente durante il periodo di isolamento, caratterizzata però da sogni più negativi. Quando le misure si sono fatte meno stringenti, gli italiani hanno smesso di sognare come prima, e quella poca attività onirica non riguardava più solo sogni a carattere negativo.

L’isolamento, la noia e non poter uscire dalle stesse quattro mura, hanno portato cambiamenti nella vita degli individui, i quali, inevitabilmente, hanno influenzato la qualità del sonno. 

 

Come i media influenzano il sonno

 

In merito agli approfondimenti sul sonno, si può trovare il libro "Igiene del sonno e salute psicofisica. Passato, presente e prospettive future", scritto dal Dott. Raffaele Manni e dal Dott. Riccardo Cremascoli. Facendo un tuffo nel passato, l’introduzione della luce artificiale ha cambiato radicalmente i ritmi di vita degli individui: «L’esposizione alla luce nelle ore prossime all’orario di coricarsi inibisce la secrezione della melatonina e attiva i circuiti neuronali della veglia, inducendo un ritardo nell’addormentamento e influendo negativamente anche sulla stabilità del sonno che segue nelle ore notturne.», ci dice il Dott. Cremascoli. Poco prima di dormire, infatti, si utilizza un abat jour per ridurre gradualmente l’intensità della luce. 

L’uso dei cellulari o computer prima di dormire può significativamente alterare la qualità del sonno, facendo restare le persone in uno stato attivo di veglia. Nel libro si legge: «Evitare, nelle ore prima di coricarsi, di impegnarsi in attività che risultano particolarmente coinvolgenti sul piano mentale e/o emotivo e che comportino esposizione alla luce, in particolare luce ricca di frequenze blu.»

Il libro sopraccitato analizza anche alcune false credenze che i mass media continuano a diffondere sul sonno. La lettura di questo tipo di informazioni da parte delle persone può, in maniera graduale, alterare le abitudini, portando come conseguenza un ritmo del sonno sbagliato.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il tipo di contenuti che si guardano, per chi usa il cellulare, prima di dormire. Alcuni utilizzano i video ASMR (caratterizzati da suoni rilassanti) per conciliare il sonno, e sono sempre più numerosi i creator che su TikTok portano questo genere di intrattenimento. C’è anche chi è abituato a guardare una serie tv prima di dormire, e tutte quelle più adrenaliniche non fanno altro che aumentare l’eccitazione nell’individuo, allontanandolo sempre di più dallo stato di rilassamento che dovrebbe avere poco prima di addormentarsi.

 

Il sonno sui social

 

La credenza secondo cui noi Gen Z dormiamo meno ore rispetto agli altri o amiamo fare le ore piccole non è da prendere come oro colato. Resta un dibattito ancora aperto, poiché risale a poco tempo fa l’hashtag, spopolato su TikTok, delle Early night, ossia un trend che mostra come la nostra generazione ami andare a letto presto per sentirsi più riposata al mattino.

Sicuramente dipende dalle abitudini di ogni individuo, ma non sono mancati commenti che la descrivevano come una «generazione di pigri». Sono ancora da indagare le motivazioni dietro a questa scelta, non è da escludere che questo comportamento venga messo in atto solo perché costituisce una tendenza.

 

La fase REM con i suoi sogni è un momento del sonno molto importante che stimola anche la memoria delle persone. Stile di vita personale, abitudini della società ma anche condizione sociale, sono tutti fattori che influiscono, seppur in maniera indiretta, sulla qualità del sonno. È importante ricaricare le batterie e una cattiva dormita può tradursi in comportamenti negativi legati a una mancanza di riposo.

Inoltre, prendersi una pausa, staccare da lavoro, giochi, cellulari e quant’altro aiuta l’organismo a rilassarsi e a prepararsi per un ottimo riposo.

È bellissimo dormire, perché privarsene?

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