Micro-cheating: è solo un like o un vero e proprio tradimento?

Per il 78% di voi un like non è un tradimento perché «sarebbe come privare della libertà basilare».


La tua dolce metà mette like a una foto, manda dei nudes e intrattiene delle chat spinte con un’altra persona. No, aspetta, non stiamo accusando nessuno. Ma se dovesse succedere, lo considereresti un tradimento?

Esploriamo il mondo del micro-cheating e come ha cambiato il concetto stesso di tradimento.

Per l’occasione abbiamo fatto una chiacchierata con Paolo Antonelli, psicoterapeuta comportamentale, sessuologo clinico e docente presso l'Università di Firenze. Che si sta occupando, nello specifico, di dipendenze affettive.


Tradimento e monogamia: perché sono strettamente collegati?

Sul Dizionario De Mauro alla voce tradimento si legge:

«Il tradire; il venire meno alla fiducia di qcn., a un dovere, a un obbligo morale o a un impegno assunto».

Seguendo questa definizione quindi si può tradire anche un amico o un familiare, voltargli le spalle nel momento del bisogno. 

In senso ampio quindi è il venir meno ad un patto - anche implicito- che si instaura nel momento in cui una persona entra nella nostra sfera relazionale più intima.

Il significato che associamo al tradimento in una relazione romantica nasce quindi nella monogamia, nel momento in cui si rompe il carattere di esclusività che la caratterizza.

«Se si capisce infatti che il rapporto di coppia non è soddisfacente, non risponde ai nostri bisogni, possiamo sempre fare altre scelte».

La monogamia secondo Christopher Opie, un antropologo evoluzionista, sarebbe entrata nella vita dell'uomo non più di mille anni fa principalmente per garantire la paternità ai figli, tutelare la fertilità e proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili. Necessità e cultura sono quindi alla base della monogamia.


Micro-cheating: può essere considerato un vero e proprio tradimento?


A coniare il termine micro-cheating è stata la psicologa australiana Melanie Schilling. È lei stessa a darci una definizione: “serie di azioni apparentemente di importanza irrisoria che indicano che una persona è focalizzata emotivamente o fisicamente su qualcosa che è al di fuori della relazione con il partner". Insomma una serie di micro- tradimenti. Ma in pratica cosa rientra in questo fenomeno? Sexting, conversazioni online di un certo tipο, ma anche un like “tattico” o una visita assidua a un profilo nello specifico.

Ma anche in questo caso, il fenomeno ha più sfumature. Alla luce di ciò che abbiamo sottolineato nel paragrafo precedente, come possiamo rispondere alla domanda che dà il titolo al paragrafo.

I fattori da considerare sono molteplici, tra i quali la concreta volontà della persona che attua determinati comportamenti di rompere quel patto. E soprattutto qual è il significato che la coppia dà a quei comportamenti. Li considera un tradimento?

Infatti, se consideriamo la relazione come patto, a scriverne le “regole” può essere solo la coppia.  

«Abbiamo fatto un progetto di ricerca - sostiene lo psicoterapeuta- chiedendo alle persone cosa intendessero per tradimento, c'è chi lo definisce come atto erotico sessuale, per altri è il parlare con qualcuno in una modalità più flertante, un tradimento quindi più emotivo, affettivo. Insomma, è tutto relativo».


Ma perché tradiamo?

Veniamo ora al tasto dolente di questo discorso. Poniamo il fatto che vi sia realmente la volontà di tradire, di spezzare quel patto di coppia. Perché succede? Grazie a uno studio di alcuni ricercatori della Binghamton University è emerso che la propensione all'infedeltà potrebbe essere scritta già nel DNA. Dall’analisi delle relazioni di 181 adulti e i loro campioni di DNA, sono giunti alla conclusione che sia da ricercare nella variazione del gene DRD4, fattore psicogenetico legato alla regolazione della dopamina. Gli studi neuroscientifici hanno fatto emergere, infatti, che è proprio la dopamina a portarci al tradimento. «Colpa dei neurotrasmettitori», la nostra mente feat Frah Quintale.

Sul sito della Società Italiana di Sessuologia e Psicologia si legge: «alcuni tradiscono spinti dal bisogno di distrarsi dalla routine e dalla quotidianità (Hertlein e Piercy, 2006), altri lo fanno per vendetta perché in passato sono stati a loro volta vittime di un tradimento. C’è poi chi tradisce per curiosità, per gioco [...]e chi invece sperimenta una vita sessuale e/o romantica insoddisfacente o non appagante con il proprio partner e attraverso il tradimento spera di poter tornare a vivere le emozioni connesse al sentirsi corteggiati, desiderati, speciali ed importanti per qualcuno».

Il professore Paolo Antonelli ci ha chiarito, inoltre che l'infedeltà «è un fenomeno che fa parte delle dinamiche di dipendenza affettiva.

Coinvolgendo, spesso, da una parte la personalità narcisistica e dall'altra chi è vulnerabile alla dipendenza affettiva.

La persona che ha dei tratti di personalità di tipo narcisistico tende ad aver bisogno dell'approvazione, di sentirsi seduttiva, sovente agli occhi di tante persone.

In questo modo, chi tradisce ha quello che si definisce il suo «rifornimento narcisistico» anche grazie, appunto, al micro-cheating, che non è detto si trasformi in qualcosa di fisico.

Dall’altra parte, la persona con una predisposizione alla dipendenza affettiva tende a passare sopra questi comportamenti perché fa fatica a sganciarsi da questo tipo di dinamiche relazionali. E questo scatena indubbiamente una forte sofferenza».

C'è da sottolineare che non in tutte le coppie vi è il binomio personalità narcisista-dipendente affettivamente: «in alcuni casi, invece, si instaurano dinamiche legate proprio e strettamente a difficoltà,

problematicità all'interno del rapporto di coppia.

In quel caso, sarebbe importante lavorare su quest'ultimo».


E perché lo facciamo anche online?

Secondo un sondaggio del 2022 di Incontri-ExtraConiugali.com, primo sito in Italia per avventure extraconiugali, su un campione di mille uomini e mille donne iscritti alla piattaforma, il 75% è in una relazione matrimoniale o di fidanzamento. Una percentuale elevatissima che ci porta a una domanda: perché tradiamo online (e anche tanto)? Secondo uno studio di Cooper del 2002 il fenomeno - e la sua portata - sembra essere causato dalla cosiddetta regola delle tre A:

1) l’accessibilità, influenzata dalla facilità con cui è possibile reperire e avere strumenti tecnologici;

2) affidabilità, spesso per entrambe le parti di una relazione o un incontro online, “l'avventura” ha carattere extraconiugale. Questa fattore aumenta la sensazione di sentirsi nella medesima situazione;

3) l’anonimato, negli incontri online la tastiera e la la lontananza aumentano tale sensazione, portando anche, probabilmente, alla deresponsabilizzazione.

 «Queste nuove modalità, i profili, i social network, il dating online fanno sì che le persone abbiano molte più occasioni - più semplici e veloci - di conoscere, di entrare in contatto con altre persone a livello virtuale»

In conclusione, quindi, sembra che il micro-cheating non abbia cambiato la percezione del tradimento. Anche perché - come ha sottolineato Antonelli - essa è sempre relativa.

Ha aumentato però probabilmente le occasioni per spezzare quel patto di coppia senza sentirsi troppo in colpa «tanto che definiamo il micro-cheating come tradimento bianco», facendo riferimento a delle modalità che spesso non toccano il concetto tradizionale di infedeltà proprio perché prescindono non solo dalla fisicità erotica, «ma ancor prima da un rapporto nella vita reale».



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