Live Sanremo 2025: terza serata

Nel corso della terza serata del Festival si esibiranno i restanti 14 artisti: a votare televoto e radio

I top 5 della terza serata

I 5 più votati di questa serata (in ordine sparso) dalla Giuria delle Radio e dal Televoto sono...

  1. Francesco Gabbani
  2. Brunori Sas
  3. Coma_Cose
  4. Irama
  5. Olly


La terza serata del Festival si apre con il rock di Edoardo Bennato, a Sanremo con la celebre 'Sono solo canzonette' per presentare l'omonima docuserie in uscita il 19 febbraio.


Riepilogati i codici per il voto da casa - ricordiamo che oggi tocca nuovamente a radio e televoto - Conti presenta la prima compagna di viaggio per la serata, vecchia conoscenza dai tempi di Miss Italia: Miriam Leone. Sarà proprio la top model e attrice catanese ad annunciare Clara, che fasciata d'argento apre le danze con Febbre.


Il secondo dei 14 nomi, annunciato da Elettra Lamborghini, ci riporta alla tenerezza dell'infanzia. Brunori Sas, già strafavorito al preascolto, incanta e si guadagna una mezza standing ovation armato di chitarra e del suo Albero delle noci.

Segue uno sketch di Katia Follesa, che in Conti trova una buona spalla da punzecchiare: che le serate durino poco è ormai un meme, e anche oggi la scaletta dev'essere rispettata come fosse l'antibiotico; così, la comica presenta Sarah Toscano. La più giovane delle concorrenti in gara calca l'Ariston con maestria, crescendo giorno dopo giorno.


Ad annunciare il quarto nome è invece un ospite d'eccezione, l'11enne prodigio Samuele Parodi, che conosce Sanremo ancor meglio degli addetti ai lavori. Fra un quiz e l'altro Samuele ci ricorda quante volte la kermesse si è svolta fuori dal teatro e quante altre Pippo Baudo l'ha condotto, con un paio di citazioni a quello che si rivelerà essere il prossimo artista: Massimo Ranieri, già vincitore nell'88 con Perdere l'amore, scende le scale dopo l'annuncio del piccolo, che si perde in qualche parola di troppo (povero Carlo, questo in scaletta non era previsto).


Da Napoli al Nord Italia, Joan Thiele è ormai certezza di questo Sanremo: Eco è una canzone che colpisce dopo un po' di ascolti, e questa sera ha centrato il bersaglio meglio della prima serata.

Consegnato il quinto bouquet, il Teatro patologico non sale sul palco soltanto per ricordarci il significato di inclusione, ma per offrire una vera e propria performance di altissimo livello annunciando l'apertura della loro prossima stagione artistica sul coro di "La musica è vita".


Il sesto slot lo occupano quattro artisti, due generazioni di rapper: alla vecchia scuola di Guè e Tormento si sommano le basi di Shablo e la voce di Joshua, che per 'La mia parola' si candida a essere il goat.

Prima di Noemi, incantevole come sempre, le telecamere fanno tappa al Suzuki Stage, dove un Ermal Meta neo-papà fa sognare la platea con Vietato morire; tocca poi a Olly, classe 2001 alla sua seconda esperienza al Festival ma con la stessa grinta di un veterano.


La mezz'ora dei Duran Duran vola sulle note dei loro pezzi più iconici, con Victoria ospite d'onore (senza Maneskin) e Katia che riesce a strappare un bacio all'eterno LeBon.


Il recap degli artisti in gara ricorda al pubblico da casa i codici per non sbagliare, con lo 09 che identifica i Coma_Cose: la loro Cuoricini è la canzone più streammata in radio e su TikTok, e in effetti neanche noi riusciamo a togliercela dalla testa. Seguono poi i Modà e Tony Effe, con il secondo che si ricorda di poter cantare all'Ariston anche senza nascondere i tatuaggi.


Alle 23.30 Iva Zanicchi scende le scale per ritirare il premio alla carriera della Città di Sanremo, esibendosi in un medley di pochi minuti con i suoi più grandi successi. Chiudono poi la gara Irama, Francesco Gabbani e Gaia: tutti e tre coerenti nel loro stile, con i primi due che puntano al classicone sanremese e la seconda che già ci farà ballare quest'estate.


L'importanza del consenso

Alla fine delle 14 esibizioni e prima della finale delle Nuove Proposte, lo sketch di Carlo Conti con Elettra Lamborghini, Miriam Leone e Katia Follesa ci ricorda l'importanza del consenso: 'no' vuol dire 'no', e 1522 è il numero d'emergenza per segnalare ogni forma di violenza di genere.

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