Live Sanremo 2025: prima serata

Inizia la 75esima edizione del Festival di Sanremo; oggi, 11 febbraio, si esibiranno tutti e 29 i cantanti in gara.

I vincitori (provvisori) della prima serata del Festival di Sanremo sono:

  1. Brunori Sas - L'albero delle noci
  2. Giorgia - La cura per me
  3. Lucio Corsi - Volevo essere un duro
  4. Simone Cristicchi - Quando sarai piccola
  5. Achille Lauro - Incoscienti giovani

Live:

Inizia la 75esima edizione del Festival di Sanremo; oggi, 11 febbraio, si esibiranno tutti e 29 i cantanti in gara. È finalmente arrivato quel momento dell'anno, e a dare inizio del Festival della Musica italiana nel 2025 è, come ormai già risaputo, Carlo Conti. Poche dialettiche e poche parole per chi sa bene che il tempo stringe (si farà comunque l'una e passa).

La prima cantante a ricevere il microfono per l'apertura delle performances è Gaia che interpreta "Chiamo io chiami tu". Non poca ansia dietro alle quinte di quella che è la prima interpretazione da artista della 75a edizione di Sanremo, che però scivola via e fa parlare la musica. Il secondo artista in gara è Francesco Gabbani che le con colori nuovi sulle note di "Viva la vita".

Sale sul palco anche il co-conduttore della prima serata, Gerry Scotti, che assieme a Carlo Conti ritaglia un momento per omaggiare i colori della musica di Ezio Bosso, scomparso ormai quasi 5 anni fa. La terza esibizione è di Rkomi con "Il ritmo delle cose" e a seguito non tarda ad arrivare la performance di Noemi con "Se t'innamori muori".

Irama ci porta "Lentamente" e confessa quanto "Lentamente, si sta spegnendo ogni fottu*o sentimento”. Esibizione che lascia spazio al duo compreso da Fausto Lama e Francesca Mesiano, meglio conosciuti come Coma_Cose. "Cuoricini" è il titolo del loro brano, per la loro terza partecipazione al Festival di Sanremo, che parla dell'estensione di un'amore di natura digitale. La settima interpretazione appartiene a Simone Cristicchi che emoziona l'Ariston con e si lascia emozionare dalla sua stessa esibizione con un brano molto sentito "Quando sarai piccola", dedicato a sua madre malata.

Alla standing ovation di Cristicchi seguono le note forti di Marcella Bella, che ci ricorda la forza del genere umano (donne in particolare!) e ne celebra la resilienza. Prima del duo israelo-palestinese di Noa e Mira Awad, accolto con forti applausi, è il turno di Achille Lauro: eleganza senza tempo con il suo completo all black, per una ballad in perfetto stile sanremese.


Tutti in piedi anche per Giorgia, alla sua quinta partecipazione dopo la vittoria nel '95: la canzone è cucita per lei, la voce la migliora addirittura. Willie Peyote si fa spazio, per la sua seconda partecipazione al Festival di Sanremo, con il suo "Grazie ma no grazie” che, spiega Willie, s'ispira vagamente al Cyrano de Bergerac. Un brano che con punte di ironia affronta le sfaccettature delle difficoltà da cui proviamo a svincolarci per evitare confronti e discussioni.


Con Rose Villain arriva invece quella sensualità rocambolesca abbinata al suo vestito rosso. (Sono 5 i punti in più per il FantaSanremo per chi si vestiva di rosso alla prima serata). Le luci sono soffuse, eppure mai troppo da lasciare sopita la sua energia musicale che con "Fuorilegge", il suo brano, cattura l'attenzione dell'Ariston e quella dei telespettatori. Il ritmo incalza ancor di più con Jovanotti che fa ballare con "L'ombelico del mondo", "Il più grande spettacolo dopo il Big Bang", un medley ("I love you baby", "Fuori onda", "A te") e "Un mondo a parte". L'ingresso è trionfale e la sua presenza contagiosa.

Olly si esibisce con la sua seconda performance all'Ariston portando "Balorda nostalgia". Impattante lo stile che distingue chi sa bene cosa significhi non dover per forza conformarsi al dress code di del Festival di Sanremo (un po' come presentarsi agli esami in T-shirt, no?). La quattordicesima traccia la intona Elodie e si chiama "Dimenticarsi alle 7". Solitudine e introspezione condita da una buona dose di malinconia. É la favola distopica di chi sa raccontarsi ma non prima di essersi guardati dentro. Ci pensa Gerry Scotti a smorzare l'atmosfera nel siparietto in cui vorrebbe scegliere la canzone come sveglia per la pillola della pressione, proprio alle 7.


Joshua & Tormento accompagnano Shablo & Guè (Ghè per gli amici) che portano "La mia parola". Stile tutt'altro che precoce per il quartetto di pesi massimi di chi rappresenta quel mix di generazioni a Sanremo 2025. Il focus della canzone è la città grigia, spesso desolata, descritta con metafore visive crude e rappresentative. "Siamo in sbatti sbatti per arrivare al top. Tu fai chatty chatty io faccio parlare il mio flow".Arriva il turno di Massimo Ranieri che si erge come un monumento davanti all'Ariston e alla sua stessa carriera. "Tra le mani un cuore" è il brano che ci porta l'autore alla sua ottava esibizione. "Tra le mani un cuore, ,a non lo puoi vedere. Non l’ho mai visto io": il testo emoziona, si distingue e colpisce in profondità. E in men che non si arriva il turno di Tony Effe che gareggia con "Damme 'na mano". Il messaggio è dedicato alla città che lo lega al suo tracciato e ad aprire le porte alla sua interpretazione è l'omaggio a Lando Fiorini, Gabriella Ferri & Noyz Narcos.


Serena Brancale porta freschezza, un po' di Puglia e tanta voglia di Eurovision, mentre Brunori Sas ci ricorda la forza del cantautorato italiano; come il collega Cristicchi, ma per la figlia: l'albero delle noci ci arriva dritto al cuore e si candida per le prime posizioni. I Modà sono sempre loro, con un Kekko che - come sempre - fa della voce la sua forza, nonostante la brutta caduta di pochi giorni fa. Ritorna a Sanremo Clara che porta "Febbre". "Non ascolti quando grido, dimmelo se ciò che provi è solo febbre \\ Che sale e scende", un testo dove la fugacità delle emozioni prende una nuova piega all'Ariston.

Arriva il turno di Lucio Corsi con la sua solita dose di poliedricità ed un look tutto suo. "Volevo essere un duro" è il nome del brano che porta alla 75a edizione del Festival di Sanremo. Una delle esibizioni più attese è sicuramente quella di Fedez che vuole scrollarsi un po' di voci di dosso e fa parlare solo la musica. Le sue lenti nere si adattano alla performance di "Battito". "Vedo nero pure il cielo": il brano che porta all'Ariston nel 2025 vuole essere una lettera indirizzata a quella depressione che non si sopisce mai.

Tocca a Bresh a farsi spazio con una ballata pop: "La tana del granchio". L'influenza del mare oltreché visiva e rappresentativa, vuole essere un camminare in bilico sul confine tra l'innovazione del rap e il cantautorato da cui è stato inevitabilmente influenzato. Sarah Toscano, classe 06, si esibisce con "Amarcord". La giovane promessa del pop italiano, uscita da Amici di Maria de Filippi ha l'aria di chi sa cosa sta facendo, perché probabilmente è quell'istinto intrepido a parlare. Si fa strada sul palco dell'Ariston anche Joan Thiele con il suo brano "Eco". Lo stile ricorda Carla Bruni e quel tocco francese. Il brano infatti attinge a vari repertori artistici mondiali, contemporanei e non.

Rocco Hunt intona le note del suo brano per la 75a edizione del Festival: "Mille notti ancora". Riflessivo, ma ponderato come chi affronta il festival per la sua terza volta. Non sfigura Francesca Michelin con il suo brano "Fango in Paradiso". A nove anni dalla sua prima partecipazione del Festival, ad accompagnarla sul palco dopo l'infortunio ai piede è Carlo Conti.

Chiudono col botto i The Kolors (o solo i 'Kolors' per non ripetere l'articolo, non lo capiamo): abbiamo il tormentone estivo.


Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Mi piace: 0

Commenti: 0

Phone Mockup

Collaborare con i giovani non è solo figo, è ESSENZIALE

Curioso di saperne di più?
Phone Mockup