LE SERIE TV INFLUENZANO IL NOSTRO MODO DI VESTIRE?
Le serie tv e il cinema hanno da sempre influenzato il nostro modo di percepire la moda, dettando tendenze. Da Bridgerton ad Emily in Paris e The Crown, Netflix sceglie la strada ammaliatrice dell'alta moda.
Da Bridgerton ad Emily in Paris, dal precedente Diavolo Veste Prada a Gossip Girl. Ogni serie tv lascia un qualcosa nello spettatore, che sia un insegnamento o una tendenza da far diventare virale. La Gen Z pare non seguire più i consigli moda e beauty delle influencer sui social per ricreare, invece, i look dei propri personaggi preferiti tanto da rivoluzionare l’intera moda. Non è, infatti, una novità che persino i luxury brand della fashion week si ispirino a dettami delle piattaforme streaming.
EMILY IN PARIS, DA TRENDSETTER ALL’USCITA DELLA QUARTA STAGIONE
Non è un caso aver nominato due serie targate Netflix che, dalla loro uscita, hanno influenzato milioni di persone tanto da diventare un vero e proprio “aesthetic” da seguire. (se non lo metto io qui mi linkate per favore quello fatto sull’aesthetic bridgerton).
Primark - l’azienda irlandese specializzata per la maggior parte nella vendita di abbigliamento - ha realizzato, infatti, una linea ispirata proprio alla serie regency del momento. Dai corsetti in colore pastello ai lunghi abiti stile impero e alle tazze da tè con l’iconico profilo di Lady Whistledown.
Ma è con Emily in Paris, ambientata a Parigi e con scene ispirate alla Paris Fashion Week, che l’influenza delle serie tv sulla moda viene ampliata. Con la protagonista, viviamo anche noi il sogno parigino per eccellenza: lavorare in una casa editrice specializzata nella pubblicità ed entrare in contatto con i brand di lusso e i loro magnifici capi.
Così, insieme ad Emily, ci avventuriamo nella moda che ci viene mostrata sullo schermo, ce ne innamoriamo e, ovviamente, la “copiamo”. Influenzando così il nostro modo di vestire, facendone un “fenomeno globale” tanto da modificare l’intera moda.
RAPPORTO TRA SCHERMO E MODA
Il rapporto tra le serie tv e la moda non è un qualcosa nato di recente. Prendiamo gli anni ‘80, sicuramente le nostre madri potranno confermare di aver sognato con gli abiti della famiglia più potente e subdola americana: i Carrington di Dynasty. Capelli cotonati e lustrini hanno rivoluzionato il modo di vestire di quel decennio.
Negli anni ‘90 poi l’iconica sitcom Friends regalò alle giovani donne il butterfly cut di Rachel (Jennifer Aniston) tornato di moda di recente con la ripresa dei famosi “90s babies”. Nei primi anni 2000 era invece Carrie Bradshow a dettare le tendenze, sfilando per le strade di New York con l’evergreen “baguette” di Fendi.
Ma se il rapporto serie tv/cinema e moda è sempre stato presente, cosa lo differenzia da un post social del brand in questione o semplicemente della modella che sponsorizza un capo? Perché, nella maggior parte dei casi, non sortisce lo stesso effetto?
Il fatto che quello indossato nelle serie tv o nei film sia preso, inevitabilmente, da brand conosciuti nell’ambiente moda (o emergenti), e quindi presentato alle FW, non aiuta alla diffusione esponenziale dello stile/corrente stessa che viene a crearsi.
In altre parole, è il personaggio a farci piacere un determinato capo, come lo indossa e magari anche perché lo indossa. Non vi è mai capitato di rispecchiarvi in un personaggio e voler, di conseguenza, “copiare” i suoi look? Dalla frangetta e trecce di Mercoledì al basco di Emily in Paris. O semplicemente voler fare il “glow-up” di Andy nel DIavolo Veste Prada.
LE TENDENZE DEGLI ULTIMI ANNI SECONDO LE SERIE TV
Sicuramente, considerando che le serie tv più seguite siano uscite nel 2020, il lockdown ha aiutato l’ampliarsi di tale fenomeno. Ci ha portato non solo ad interessarci alle
vicende sullo schermo del nostro personaggio preferito, noi volevamo essere quel personaggio per scappare alla monotonia del divano-letto letto-divano.
Nei casi recenti possiamo inserire The Crown, che tra lo scoprire segreti dei reali, ha anche aumentato la vendita delle giacche Barbour e ha lanciato la tendenza “old money” tra gli aesthetic più seguiti.
Ritornando ad Emily in Paris - oggi in uscita i nuovi episodi - ha contribuito allo sdoganare le varie abbinazioni di colori sgargianti che magari prima ritenevamo adatti solo ed unicamente ad una sfilata di moda e mai alla quotidianità. Riscoprendo anche l’amore per i capi vintage di Chanel e Dior, ormai dimenticati ma che hanno fatto sognare le nostre madri e le nostre nonne prima di noi.
Mercoledì Addams ha fatto diventare cool la frangetta (anche d’estate, sì) e ha “protetto” le ragazze che amano vestirsi solo di nero senza doversi sentire additate come emo.
Con l’esplosione al botteghino del film targato Warner Bros, Barbie è riuscita ad aumentare la vendita dei famosi sandali del marchio tedesco. Su Google il nome Birkenstock è stato oggetto di un aumento sostenuto di ricerche da parte di quanti volevano informazioni sul sandalo “Arizona” apparso nel film di Greta Gerwig.
Boom di ricerche confermato anche dalla piattaforma e-commerce Lyst con il 110% in più.
IN CONCLUSIONE
Non è più corretto dire “come facciamo/come si fa leggendo un libro?” Se il verbo principale è “vediamo” la contrapposizione dovrebbe essere con “fare”, essendo un’azione che compiamo leggendo un libro. La vediamo per svariati motivi, ma uno fra questi è proprio immedesimarci in un personaggio. Prenderne abitudini, stile, outfit, sentirci parte di un qualcosa.
Inoltre molti fast fashion aiutano, non dovendo così necessariamente optare per brand di lusso. Perché non ci basta guardare, noi vogliamo quello che hanno Blair, Serena, Emily, Carrie e persino Meredith Grey.
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