La scuola si ferma: ecco le ragioni dello sciopero
Dalla mozione anti-gender alla riforma del voto in condotta, tutti i temi della manifestazione di ieri in Piazza Vidoni, a Roma.
Ieri, 31 ottobre, si è svolto lo sciopero generale del personale docente e ATA, indetto dal sindacato UNICOBAS, con una manifestazione in Piazza Vidoni a Roma.
Decine di professori e studenti (sia liceali che universitari) hanno partecipato alla protesta.
Troppe poche risorse per la scuola
La principale ragione della manifestazione è la legge di bilancio 2025. Secondo il sindacato, questa manovra (la cui bozza è attualmente al vaglio del Parlamento) prevede lo stanziamento di risorse troppo esigue per la scuola, soprattutto se i fondi vengono rapportati all’inflazione degli ultimi anni.
Questa carenza di fondi è causa -per UNICOBAS- di diversi problemi del sistema scolastico, come il gran numero di studenti in ogni classe (le cosiddette classi-pollaio), il ricorso agli insegnanti precari, e infine l’edilizia fatiscente e non a norma di molti degli edifici scolastici.
I futuri cambiamenti
A essere fortemente criticate sono anche le proposte che stanno venendo portate avanti -dall’attuale governo- in ambito scolastico.
La prima grande critica è quella legata alla riforma del voto di condotta. Già approvata il 25 settembre dal Parlamento, prevede la bocciatura in caso di voto in comportamento inferiore a 6, e la non ammissione agli esami di Stato. Per gli studenti insufficienti il mancato superamento dell’anno verrebbe unito anche allo svolgimento di volontariato obbligatorio. Questa decisione potrebbe, secondo il sindacato, creare un clima di terrore e repressione all’interno delle mura scolastiche.
Un altro argomento che ha fatto discutere sono le nuove linee guida per l’educazione civica, anch’esse già approvate. In queste linee guida viene infatti aggiunta la necessità di «promuovere la cultura d’impresa» e formare «una coscienza di una comune identità italiana». Questo provvedimento è stato giudicato da UNICOBAS «volto a formare gli studenti a valori imprenditoriali e nazionalistici».
La Mozione Sasso
Un altro tema della discussione è sicuramente la risoluzione della maggioranza di governo cosiddetta «anti-gender», stabilita dalla commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera. Molto criticata dalle opposizioni, questa decisione punta a bandire i temi LGBTQIA+ dalle scuole. Le motivazioni di questa proposta sono state spiegate dal deputato leghista Rossano Sasso, primo firmatario:
«Abbiamo ribadito il nostro no al tentativo di coinvolgere bambini di 6 anni in una deriva ideologica che non ci piace. Parliamoci chiaro: per esempio, per noi non è opportuno che delle drag queen entrino nelle classi dei nostri figli e li indottrinino dalla più tenera età. Abbiamo detto no all'UE che vuole destinare milioni ai corsi Erasmus, DragTivism, come strumento di propagazione di questo 'dogma', e in Italia ci opporremo in qualsiasi modo alla pericolosa ideologia woke. Proteggeremo a tutti i costi il diritto dei bambini di vivere serenamente la bellezza dell'infanzia, lontana da questa visione che li vorrebbe schiavi di una ipersessualizzazione. E se qualcuno pensa di sostituirsi alle famiglie, magari con sedicenti esperti provenienti da associazioni Lgbtqia+, nell'educazione di bambini di 6 anni, troverà sempre nella Lega un muro insuperabile».
A queste dichiarazioni sono seguite le risposte da parte dei partiti di opposizione, con il responsabile Diritti del Partito Democratico, Alessandro Zan, che ha dichiarato:
«Oggi la destra si affretta a votare una risoluzione della Lega contro una fantomatica ideologia gender, ma non è altro che l'ennesimo attacco alle persone Lgbtqia+ italiane, esattamente come avviene in Ungheria e in Bulgaria. In un'Italia dove le liste di attesa per curarsi si allungano sempre di più proprio per i tagli della destra, dove i salari rimangono al palo e il reddito reale delle famiglie crolla, la maggioranza non trova niente di meglio di cui occuparsi che continuare la crociata contro i diritti. E' evidente che la destra italiana è ormai completamente scollata dalla realtà».
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