Tasso di natalità, un fattore socialmente utile
Secondo la definizione Istat, con il tasso di natalità si indica il rapporto tra il numero dei nati vivi dell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000. È…
Secondo la definizione Istat, con il tasso di natalità si indica il rapporto tra il numero dei nati vivi dell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000.
È un dato importante nella demografia e nella sociologia, ma è soggetto ad una interdisciplinarietà che abbraccia la sfera economica.
Si impiega, infatti, come parametro di misurazione dello sviluppo di un paese, benché non sia l’unico.
La natalità in Italia
Da quanto riporta l’ultimo Report Istat dell’anno 2022, le nascite scendono a 393mila, registrando un calo dell’1,7% sull’anno precedente.
Anche il 2023 parte con numeri preoccupanti: tenendo provvisoriamente presente l’arco temporale gennaio-giugno, il calo ammonta a 3.5000 nati in meno rispetto al 2022.
Il numero medio di figli per donna scende a 1,24 e ancora a 1,22 nei primi sei mesi del 2023.
Per un reale punto di svolta del trend, sono necessari interventi fiscali e misure di sostegno economico alle famiglie.

Indicatore demografico nel dibattito politico: donne-madri come focus
Lorenzo Fontana, presidente della Camera, si è esposto recentemente sulla questione, con queste parole:
«La politica e le istituzioni hanno il dovere di intervenire tempestivamente con misure efficaci, rimuovendo, come si conviene in una democrazia, gli ostacoli che rendono oggi difficile a una giovane coppia la procreazione di un figlio.»
Il suo discorso prosegue elencando misure concrete di sostegno alla genitorialità, con l’incremento di strutture educative che possano sempre più minori durante le ore di lavoro dei genitori.
Fontana si mostra preoccupato sull’andamento del trend, che contribuisce a dare dell’Italia un’ immagine vecchia, sfocata ad incerta.
Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura, considera la (de)natalità come un problema di tratto culturale, appunto. Ne fa una questione di modello comunitario positivo, invertito drasticamente negli ultimi anni.
La famiglia al centro, perno della società e indicatrice di un mondo possibile insieme.
Dello stesso pensiero è Eugenia Maria Roccella, Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità:
«Il valore della maternità e paternità non sono temi privati, ma danno il senso del nostro stare al mondo tutti insieme, il senso della comunità.»
La famiglia è un tema privato?
La famiglia tipica premoderna si presentava pubblica, svolgendo le funzioni di integrazione sociale delle nuove generazioni, di produzione economica e di gestione politica.
Successivamente, si è verificata una progressiva privatizzazione, con l’avvento dell’industrializzazione e del marxismo: il nucleo familiare trae massimo profitto dal mercato, ispirandosi all’american way of Life.
La famiglia è dunque fonte di duplici risorse: materiali e affettive, immersa in una società in cui padroneggia la logica del consumo, dell’individualismo e del profitto.
Di Alessia Giurintano
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