Il Venezuela di Maduro: dalla lunga crisi al nuovo voto
Il Venezuela voterà per le presidenziali il prossimo 28 luglio. Il governo di Maduro attende il rinnovo del mandato tra proteste e repressioni violente.
Domenica 28 luglio il Venezuela, governato da Nicolás Maduro, voterà per le presidenziali.
Il leader del Partito Socialista Unito, ha dominato la scena della politica venezuelana dal 2013.
È da un quarto di secolo, però, che il Venezuela ha al potere questo Partito.
La forma di governo che Maduro ha instaurato nel Paese dei prevede un forte controllo.
Nicolás Maduro però deve fare i conti con una buona dose di dissenso. Il paese infatti verte in condizioni di crisi: umanitaria, economica, sociale.
Il controllo sul CNE e il voto del popolo
Il presidente attualmente in carica, ha la facoltà di controllare il CNE- Centro Nacional Electoral- che gli permette di organizzare continuamente le votazioni.
Cercando di far presa sugli elettori, Maduro deve scontrarsi inevitabilmente con l’opposizione, che da tempo cerca di prendere la scena in un paese in pieno declino.
Maduro avrebbe ostacolato la possibilità di votare all’estero, dove risiedono tutti coloro che- migrando- hanno scelto di abbandonare il Paese.
Il numero dei votanti all’estero va dai 3,5 milioni ai 5,5 un numero considerevole tenendo conto della totalità dei votanti, che è pari a 21 milioni.
Attualmente, si contano 69 mila registrazioni al voto.
A pochi giorni dalle elezioni, Maduro ha richiesto l’intervento della Polizia e dell’Esercito per scongiurare la possibilità di attentati o colpi di stato.
Nella pratica, si sono verificati una serie di arresti rivolti alle maggiori personalità dell’opposizione.
Non solo. Anche atti vandalici contro beni personali, il più recente a María Corina Machado (Assemblea Nazionale)
La donna ha denunciato su X, la violenza che si sta perpetrando nel Paese, e che l’ha personalmente colpita: due delle sue auto, infatti, sono state vandalizzate nei giorni scorsi.
Più precisamente, le sono stati manomessi i freni. Ha scritto di essere preoccupata per la sua incolumità e per quella del Paese.
Il Venezuela di Maduro: un paese in profonda difficoltà
Nicolás Maduro potrebbe richiedere il rinvio al voto, avendone lui pieno controllo. Potrebbe servirsi delle tensioni in Guayana Esequiba,- che cerca di annettere da tempo- e dichiarare lo stato di emergenza.
È questo quanto si apprende dalle maggiori testate internazionali, che non escludono neppure la possibilità che Maduro dichiari i partiti dell’opposizione come fuori legge.
Manca davvero poco al voto, ma ancora tutto può succedere. Il Venezuela è in crisi profonda da tempo, è proprio per questo il clima è teso.
Il Venezuela vive da anni una situazione di crisi profonda, che ha allarmato (anche) le organizzazioni umanitarie.
Una grossa crisi finanziaria, con un tasso di inflazione inaudito, disoccupazione, aumento delle derrate alimentari, migrazione di massa.
Inoltre, la dura repressione esercitata nel tempo dal leader Maduro, è stata oggetto di numerose denunce sul tema dei diritti umani. A tal proposito, la Missione Indipendente per la Determinazione dei Fatti sulla Repubblica Bolivariana del Venezuela, ha eseguito un rapporto presentato a Ginevra in occasione del Consiglio dei Diritti Umani, in cui si legge:
«Alla luce dei primi risultati delle nostre indagini, la Missione ha identificato indicazioni che le forze di sicurezza dello Stato continuano a commettere gravi violazioni dei diritti umani esplicitamente menzionate nel mandato della Missione, che rimangono impunite", nel periodo compreso tra settembre dello scorso anno, fino ad oggi.»
Persecuzioni, arresti, repressioni, uso smodato della forza. Il Venezuela aspetta il voto in uno scenario sempre più duro.
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