Chi sono i protagonisti del Triplo Sound Festival 2025
Il Triplo Sound Festival 2025 si conferma come uno degli eventi culturali più innovativi d’Italia che attraversa confini geografici, generazionali e emotivi. Infatti, quest’anno, il Festival di Orvieto ha scelto di aprirsi con storie legate a barriere (interne ed esterne). Le prime due giornate parlano di ambivalenza: tra natura e civiltà, tra libertà e responsabilità civile, e ancora, tra libertà individuale e libertà condivisa. Ma nello specifico, chi sono i protagonisti del Festival?
L’anteprima del Triplo Sound Festival:
L’anteprima del Triplo Sound Festival, che si terrà tra l’8 e il 9 ottobre, sceglie di presentarci “Sul 45° parallelo (1997)” di Davide Ferrario, un documentario sul viaggio in Mongolia dei C.S.I (Consorzio Suonatori Indipendenti). In particolare, è il 1996 quando Massimo Zamboni parte con la moglie Daniela e Giovanni Lindo Ferretti per un viaggio transfrontaliero. Ferretti e Zamboni, membri del gruppo musicale C.S.I, viaggiano in Mongolia per trovare occhi diversi con cui guardare il mondo. Su una linea parallela troviamo Davide Ferrario - altro protagonista del Festival - che viaggia nella pianura padana osservata assumendo il punto di vista di un asiatico. Immagini e atmosfere suggestive, legano l’Italia e la Mongolia dal 45º parallelo, che sottolineano una colonna sonora che, da lì a poco, avrebbe portato i CSI al successo.
La seconda tappa dell’anteprima di Triplo Sound porta invece un nome malagevole da capire per la società che conosciamo: Christopher McCandless. Parliamo del ragazzo di “Into the Wild” (il libro di Krakauer tratto dalla storia vera di McCandlees diventato Film di Sean Penn nel 2007). La storia vive le vicende del neolaureato che all’inizio degli anni ‘90 abbandona la civiltà per inseguire il coronamento del sogno di libertà estrema e assoluta. Che cosa vuol dire libertà, oggi che la nostra attenzione è spesso alienata? Chris è una figura controversa perché da alcuni viene ammirato come un idealista trascendentalismo nella tradizione di David Thoreau e Lev Tolstoj, mentre altri lo denigrano come autodistruttivo inconsapevole.
La storia di Christopher McCandless spiegata da Marco Priori
Che cosa insegna davvero questa storia? Libertà o imprudenza? Solitudine o condivisione? Visione o delirio? Se il confine tra coraggio e incoscienza è così sottile, allora riguarda anche noi. Quante volte ci illudiamo di essere liberi, mentre semplicemente giochiamo a esserlo? A rispondere a questo filo logico sarà Marco Priori, uno dei protagonisti in scena. Esperto di sopravvivenza e fondatore di Natural Survival, introduce, spiega, smonta e ricompone le scelte di McCandless. Porterà tecniche di sopravvivenza, parole e responsabilità guidandoci attraverso la ‘wilderness’ interiore ed esteriore di chi cerca di avvicinarsi all’equilibrio con la Natura, accogliente ma altresì spietata.
«Ho deciso di lasciare un lavoro sicuro e redditizio per vivere come amo e dedicarmi unicamente a una cosa: insegnare ai miei allievi a vivere in Equilibrio con la Natura»
Per aiutarci a empatizzare di più con il protagonista dell’anteprima del Triplo Sound Festival, ci saranno i Seattle Tales, un trio acustico, e la colonna sonora di Eddie Vedder, autore della colonna sonora di Into the Wild. Attraverso una scena immersiva Marco Priori ci sfiderà a riflettere sulle nostre fughe, sulle nostre scelte e sui nostri confini.
Massimo e Caterina Zamboni aprono il Sipario del Triplo Sound con Ferretti
Due giorni dopo, il Triplo Sound Festival cambia registro ma non obiettivo: sempre confini, sempre frontiere. Sul palco Massimo Zamboni, chitarrista generazionale e scrittore che ha fatto delle frontiere la propria ossessione, dai CCCP ai CSI. Accanto a lui la figlia Caterina, filosofa e scrittrice che indaga il radicamento e i legami culturali come forma di appartenenza, nonchè compagna di viaggio in Mongolia e coautrice di un percorso che diventa dialogo familiare e culturale. Con loro Davide Ferrario, sceneggiatore del film “Sul 45º parallelo” che intreccia musica e immagini per trasformare questo racconto in un’esperienza condivisa. Ma perché sono stati scelti questi nomi e soprattutto che cosa rappresentano?
Triplo Sound attraversa confini generazionali e geografico
Questi nomi incarnano un’idea: la frontiera non come barriera, ma come soglia, perfetto crocevia tra identità e alterità. Zamboni ha portato nel rock un immaginario politico e culturale radicale, capace di raccontare l’Italia di confine tra Est e Ovest. Con le sue canzoni e i suoi libri ha trasformato la frontiera in metafora, diventando voce di un’epoca che cercava nuove identità collettive. Inoltre, con quel viaggio in Mongolia del 1996, ha segnato una svolta: da lì nacque Tabula Rasa Elettrificata (nel ’97 l’album raggiunse la vetta della classifica degli album più venduti in Italia). Il desiderio di paternità, tredici tracce sonore, un documentario e un libro che indagano il “viaggiare verticale”.Oltre vent’anni dopo, lo stesso viaggio lo fa con la figlia, Caterina, per trovare “ l’“Altrove che è dentro di noi” e ha ispirato un documentario, un disco e un libro.
Se McCandless rappresenta l’illusione di fuggire da soli, i Zamboni mostrano la forza — e anche il rischio — di farlo insieme. E non è un caso che il Festival Triplo Sound sia gemellato con il PlayTime Music Festival, in Mongolia. Non per folclore, non per esotismo da facciata, ma perché lì, in quelle lande desolate, c’è lo stesso spirito: la ricerca di un altrove che non consola, ma che costringe a cambiare prospettiva. L’“altrove” non è un luogo da consumare, ma una profondità da esplorare. Zamboni ha messo la sua curiosità al servizio della memoria, e ne è nato un lavoro che cerca rispondenze tra Emilia e Mongolia senza mitologie facili.
Triplo Sound Festival
Ma il festival non vive solo di viaggi e di simboli. Ha il coraggio di sporcarsi le mani con temi concreti, quotidiani, che ci toccano tutti più di quanto ammettiamo. Sul palco ci sarà Francesca Lotti, idrogeologa, con una domanda che sembra retorica : “Acqua: risorsa infinita?”. Sai già la risposta, ma non l’hai mai voluta guardare in faccia. Lei sì. Con dati, numeri, analisi. Lo stesso vale per il tema dell’abbattimento del rumore ferroviario: un progetto che unisce intelligenza artificiale e sensoristica per ridurre l’impatto acustico dei treni e restituire silenzio ai quartieri di periferie e città. Non è il tema suggerito sui social, ma non per questo è meno reale oggi che il fittizio sembra più vero che mai. Vogliamo parlare di barriere? Ecco!
Perché queste serate contano
- Perché parlano di confine. Tra natura e civiltà. Tra responsabilità e desiderio.
- Perché mettono sul palco figure che incarnano storie, non celebrity crush.
- Perché il tono è quello del festival: diretto, civile, teso alla pratica (ascolto, dibattito, azione).
Il Triplo Sound Festival 2025 è meno una rassegna e più un manuale di resistenza civile: ascoltare, riflettere, discutere. Un invito a non restare in superficie, a non limitarsi al consumo culturale. E quindi cos’è, davvero, il Triplo Sound Festival? È una diapositiva della realtà contemporanea. Ti porta McCandless per ricordarti che la libertà assoluta può uccidere. Ti mette davanti i Zamboni per dirti che la libertà condivisa può salvarti. Ti parla di acqua e silenzio per dimostrarti che senza risorse e senza pace sonora la parola “vivere” è vuota. E tutto questo lo fa con sana ironia, con tatto e sensibilità, con quella capacità rara di svelare le mistificazioni: che la musica sia evasione, che la cultura sia lusso, che il cambiamento sia un’utopia.
Vieni ad ascoltare e porta con te la curiosità, non il pregiudizio.
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