Halloween e la sessualizzazione dei costumi: è sempre stato così?

Già negli anni '40 negli Stati Uniti c'era la sessualizzazione dei costumi di Halloween. Quindi no, le poliziotte sexy non sono una moda degli anni 2000.

Il 31 ottobre, circa 2000 anni fa, si festeggiava l’inizio del nuovo anno, che coincideva con la fine dell’estate per il popolo dei Celti e, solo a partire dal IV secolo con la vigilia di Ognissanti per i cattolici.

Oggi, quella stessa data simboleggia la festa di Halloween. Negli anni, però, la festa ha subìto grandi cambiamenti, soprattutto per la sessualizzazione dei costumi.

 

Halloween: le origini

 

Sono ancora incerte le origini della festività, alcuni credono sia una festa religiosa, mentre altri che derivi dalla tradizione laica. 

La tesi religiosa sostiene che il termine “Halloween”, infatti, sia l’abbreviazione di Hallows’Eve, cioè la “Vigilia di tutti i santi”, la ricorrenza che cade il 1° novembre in cui vengono festeggiati gloria e onore di tutti i Santi cristiani.

Come per ogni altra celebrazione religiosa, come il Natale o Pasqua, la notte precedente alla festa si era soliti vegliare. È così che, man mano, sono nati dei piccoli rituali che venivano eseguiti proprio in vista di Ognissanti.

Se si prende invece in esame la tradizione laica, il discorso resta abbastanza simile: Halloween risalirebbe alla festa di fine estate, la Samhain, celebrata il 1° novembre, in cui era consuetudine appiccare fuochi sulle cime delle colline per spaventare le anime diaboliche.

L’aspetto horror delle tradizioni della festa deriverebbe proprio da questa concezione laica, in quanto si credeva che, in quella stessa notte, sarebbero tornate le anime dei defunti.

 

Le tradizioni

 

Che si voglia considerare Halloween come festa pagana o religiosa, è chiaro che vegliare la notte precedente al 1° novembre ha portato alla formazione di vari rituali che, col tempo, si sono affermati sempre di più. 

 

Dolcetto o scherzetto

 

Questo rituale deriva molto probabilmente dalla Soul Cake, una torta che veniva offerta ai bambini poveri in cambio di una preghiera per i defunti, che si celebrano ufficialmente il 2 novembre.

I protagonisti di questa tradizione restano i bambini, che bussano alle porte delle case del vicinato per ricevere dei dolcetti o, in mancanza di quelli, fare uno scherzo.

 

La zucca intagliata

 

Jack o’ lantern” è il simbolo per eccellenza di Halloween. Ciò che, nell’immaginario comune, ha attribuito il colore arancio alla festa. Una zucca intagliata con all’interno un lume.

Esistono varie ipotesi sul suo uso, le più accreditate restano due: il taglio che dona sembianze umane all’ortaggio dovrebbe fungere da deterrente per gli spiriti maligni. Inoltre, una leggenda irlandese risalente al Seicento attribuirebbe il volto umano della zucca a un fabbro di nome Jack, che riuscì a ingannare il diavolo appropriatosi della sua anima. Dopo la morte, però, fu costretto a vagare per l’eternità e a farsi luce solo con una lanterna.

La zucca, però, non è sempre stata la protagonista di questo rituale: il suo uso risale al 1837 in America, mentre in Irlanda e Scozia si usavano soprattutto le rape.

 

Tradizioni horror

 

Per onorare le origini della festività, non si può evitare l’aspetto horror: visitare attrazioni infestate, raccontare storie di fantasmi, accendere falò o semplicemente guardare film dell’orrore, sono tutte attività che solitamente vengono svolte la notte antecedente agli Ognissanti.

Anche i locali, come bar o discoteche, si armano di decorazioni e serate a tema per ricreare l’atmosfera della festa degli orrori.

Tra le tradizioni più in voga, non possono mancare i travestimenti con i costumi più spaventosi, di figure spesso associate al sinistro e al macabro: streghe, killer, fantasmi, clown, vampiri, zombie, ma anche personaggi di film o serie tv horror, come Joker, Jason di Venerdì 13 o Ghostface.

Col passare del tempo, però, i costumi di Halloween - soprattutto quelli femminili - hanno subìto un cambiamento drastico, passando dall’essere travestimenti horror, all’essere veicoli di sessualizzazione di chi li indossa.

Per capire l’importanza dell’abbigliamento e del costume, abbiamo chiesto alla sociologa e ricercatrice Stefania Operto: «Gli esseri umani da sempre strutturano sistemi di norme sociali esternalizzandoli attraverso l’abbigliamento. I modi e le forme in cui ci vestiamo vanno oltre la funzione di “vestire il corpo” e assumono un profondo significato simbolico».

 

Oggettivazione sessuale

 

Fredrickson e Roberts, rispettivamente docenti di psicologia presso l’Università di Stanford e il Colorado College, nel 1997 hanno elaborato la teoria dell’oggettivazione sessuale. Essa prevede che l’essere umano venga trattato come corpo che esiste per il piacere degli altri.

Benché capiti sia a uomini che donne, la psicologa Fredrickson sostiene che le ragazze sono più propense a ricevere valutazioni sessualmente oggettivanti.

La sessualizzazione può risultare dannosa per chi la subisce, poiché si riduce un’intera persona, con il proprio carattere e intelligenza, a un mero corpo destinato solo a produrre o subire piacere, infondendo false credenze su sé stessi, come l’incapacità di essere altro.

 

I costumi femminili di Halloween

 

Infermiere, poliziotte, angeli o diavoli, sono solo alcuni dei costumi che le ragazze decidono di indossare alle feste a tema Halloween.

Perché si sceglie di indossare un travestimento? Banalmente, indossare un costume permette alle persone, per una sola sera, di fingere di essere qualcun altro, di sperimentare cosa vuol dire vestire i panni di chi non si è. 

Insomma, per una volta “l’abito fa il monaco”, perciò è importante non perdere il focus e non cadere nella sessualizzazione. Quando si cade vittima dell’oggettivazione, si attiva un circolo vizioso dove anche l’opinione di sé cambia e si auto-oggettivizza.

La professoressa Sharron J. Lennon, dell’università dell’Indiana, ha condotto una ricerca scoprendo che i costumi destinati a un pubblico femminile risultano essere più attillati e più corti rispetto alle versioni maschili.

I costumi sono un potente mezzo per rafforzare le norme sociali di genere e sessualità; infatti, come le persone percepiscono e vengono percepite nei costumi può influenzare sia la propria immagine che l’interazione con l’altro.

«[…] In qualche misura questo evento (Halloween), più di altri, permette di abbandonare temporaneamente i ruoli sociali per assumere una diversa identità ed entrare in un habitus differente senza dover mettere in campo i complessi meccanismi di accettazione connessi alle norme sociali. Allo stesso tempo, però, occorre tenere conto che l’esasperazione di caratteri femminili o maschili svolge un ruolo determinante nel rafforzare gli stereotipi e quindi, paradossalmente, produce l’effetto rimbalzo di rinforzare proprio quelle norme sociali che entrando nei vestiti di un’altra persona si vorrebbero rompere o modificare», continua Operto.

In sostanza, i costumi possono rafforzare ma anche indebolire le norme sociali della sessualità. Il confine è labile e, come anticipato dalla sociologa Operto, l’esasperazione potrebbe produrre effetti molto negativi.

 

L’infermiera sexy

 

Questo stereotipo non è di certo una novità, anzi, risale circa all’Ottocento nel Regno Unito: la professione delle infermiere veniva svolta da donne principalmente povere, il che rendeva il lavoro di infermiera alla stregua della prostituzione. Anche perché spesso le donne si ritrovavano a dover svolgere entrambi i lavori.

Non ha giovato alla professione sanitaria, la quale da quel momento in poi ha sempre faticato molto per rimuovere lo stereotipo sessualizzato, non ottenendo purtroppo molti risultati, come possiamo osservare con i costumi di Halloween da infermiera spesso provocanti.

 

La sessualizzazione dei costumi di Halloween

 

Basta poco per veder applicato questo concetto nella realtà: qualsiasi descrizione dell’etichetta di un costume di Halloween per ragazze, contiene almeno una parola tra “sexy”, “erotico” o “attillato”. 

Quando si è passati dai costumi horror ai costumi sexy?

In realtà, la sessualizzazione dei costumi di Halloween non è una novità degli ultimi tempi: certo, ora la moda si spinge fino a rendere il confine tra “vestito” e “nudo” molto sottile, ma i costumi sexy risalgono agli anni ’40 negli Stati Uniti, quando i produttori dei film inserivano nelle pubblicità di Halloween le celebrità di Hollywood in vesti di “streghe sexy”.

 

L’esplosione dei costumi sexy

 

Il vero trampolino di lancio per i costumi sensuali di Halloween sono state le parate che si sono svolte tra gli anni ’60 e ’70 nel Regno Unito, anni in cui l’omosessualità venne decriminalizzata. Durante queste sfilate, tutti i presenti hanno potuto assistere a una moltitudine di costumi e a ciò che rappresentavano: la libertà.

Quello che fa Halloween è esagerare ciò che già esiste, spingersi al confine o a volte travalicarli anche, per assaporare ciò che sta al di là delle convenzioni sociali.

 

Perché i costumi di Halloween sono sessualizzati?

 

Ritornando alla concezione secondo cui indossare un costume ci permette di fingere di essere un’altra persona, i costumi eccessivamente sensuali potrebbero essere nati proprio per questo. Nella serata di Halloween, in cui il fulcro principale è tutto ciò che è sinistro, fuori dalla normalità, le persone potrebbero voler accantonare le inibizioni e concedersi alla parte più recondita di sé stessi.


In questa accezione, Halloween non è nient’altro che il riflesso della nostra società. I costumi risultano sensuali perché la società, per un funzionamento generale, ha impostato dei confini che le persone amano superare.

Come anticipato sopra, indossare una maschera, un costume, ci permette di essere, per una sera, chi vogliamo. Di dimenticare inibizioni, norme sociali, regole e lasciarci andare alle sensazioni più profonde, senza confini.

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