Gymbro, la mascolinità tossica sta colpendo anche te?

Mentre lo sport rimane una delle pratiche più consigliate per mantenere un benessere fisico e mentale, l'evoluzione della "cultura della palestra" ha portato all'esagerazione di standard irraggiungibili, creando un ambiente in cui il confine tra benessere e tossicità si fa sempre più labile.

Mentre lo sport rimane una delle pratiche più consigliate per mantenere un benessere fisico e mentale, l'evoluzione della "cultura della palestra" ha portato all'esagerazione di standard irraggiungibili, creando un ambiente in cui il confine tra benessere e tossicità si fa sempre più labile.

L'ossessione per il corpo perfetto ha trasformato quella che dovrebbe essere un'attività salutare in una potenziale trappola per molti. Ma quando una costante attività fisica da una buona abitudine può diventare qualcosa di tossico per la nostra salute?


La “cultura della palestra” come standard tossico per la salute


Sebbene, come abbiamo anticipato, svolgere una costante attività fisica migliori la nostra salute non solo dal punto di vista estetico, la cultura odierna ha portato su standard tossici questo ideale. 

Consigliato da tutti i medici, lo sport è da sempre stato un alleato importante per chi vuole mantenere uno stato di salute sano, dal corpo alla mente. Eppure negli ultimi anni, l’aumento dell’uso di parole come “Gymbro” e “Gymrat” ha modificato in maniera negativa il concetto alla base. 

L'ossessione del corpo perfetto ha, forse, raggiunto il suo apice nel corso di quest’anno. Andare in palestra, pompare il proprio fisico con grandi pesi per farlo crescere esponenzialmente e poi documentare il tutto sui social è diventata la pratica più diffusa nei ragazzi - e anche ragazze - che si approcciano alla palestra. 

C’è chi mangia solo proteine anche a colazione, chi si allena anche 6 giorni alla settimana e chi fa a gare ad alzare più peso davanti ad uno specchio in palestra. Questa visione, spesso, non diventa solo un simpatico “meme” sui social, ma anche un vero e proprio stereotipo. Questi ragazzi vengono etichettati come arroganti, ossessionati dal fisico muscoloso e, soprattutto, egocentrici. 


Da Gymbro a mascolinità tossica, la strada è breve


Il termine “Gymbro” è nato intorno agli anni ‘70 quando la figura del bodybuilder iniziava a scalare la rete sociale del tempo, quando culturisti come Arnold Schwarzenegger e Lou Ferrigno hanno contribuito a creare lo stereotipo dell’uomo palestrato e curato. 

Ad oggi questa parola non ha più lo stesso significato che veniva attribuito negli anni ‘70 e ‘80, acquisendo un’accezione a volte negativa. Come abbiamo visto, va ad identificare quella categoria di ragazzi e uomini ossessionati da calorie, esercizio fisico e anche sostanze per aumentare il volume del proprio muscolo.

Ad una mente più attenta, tutto questo può già richiamare il concetto di mascolinità tossica. Ma cosa è?

Un articolo del NYT la descrive in questo modo: «Un insieme di comportamenti e credenze che comprendono il sopprimere le emozioni, mascherare il disagio o la tristezza, il mantenere un’apparenza di stoicismo, e la violenza come indicatore di potere (pensate al comportamento da “uomo duro”».

Non è un qualcosa di strettamente legato solo alla sfera sentimentale, quando si insegna ai bambini che non bisogna piangere perché è un qualcosa che farebbe una bambina, e che quindi la sensibilità è un carattere pressoché femminile. 

L’espressione “veri uomini” si identifica anche con il concetto già descritto sopra. Più muscoli hai, più sei uomo, meno ne hai, più sei una “femminuccia” che nasce da un bisogno primario di dominio fisico. 

La mascolinità tossica, quindi, è quell’insieme di fattori che vanno a determinare come un uomo deve essere, errando.


Il Gymbro attrae davvero di più?


Ultimamente, condividendo spesso sui social come Tiktok l’”aesthetic” del palestrato, si è diffusa l’idea che un corpo molto definito possa attrarre di più le ragazze. Secondo una ricerca dell'Università di Griffith nel Queensland, in Australia, sono soprattutto gli indizi di forza nella parte alta del corpo maschile a determinare l'attrazione "a prima vista" per una donna: spalle ampie, fisico allenato e una buona presa sono visti come indizi delle qualità genetiche di un uomo. 

“Muscoli = bellezza” è quindi un’equazione che, nell’immaginario maschile e femminile, è molto diffusa. 

Sul social cinese, però, tra i molti trend usciti contro questo stile di vita vi è la frase “gli uomini pensano di farsi i muscoli per le donne, ma li fanno solo per altri uomini”, proprio per dimostrare la loro "superiorità". Questo potrebbe dimostrare come la cultura della palestra non è solo una tendenza passeggera, ma piuttosto l'espressione concreta di una società patriarcale che unisce mascolinità tossica, social e disturbi alimentari. 

Un esempio è l’ortoressia. Da non confondere con anoressia, sebbene abbia conseguenze simili sull’organismo, l’ortoressia è un disturbo psicologico che porta a mangiare solo e unicamente cibi considerati “sani”, innescando un senso di colpa anche al minimo sgarro. 

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