G7 Difesa, cosa si è detto su Ucraina, Medio Oriente e Cina

Le crisi internazionali discusse a Napoli: i punti chiave del G7 Difesa in poche parole

«La brutale aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina e la situazione critica in Medio Oriente, insieme alla profonda instabilità dell’Africa sub-Sahariana e la crescente tensione nella regione dell’Indo-Pacifico, evidenziano un quadro di sicurezza deteriorato, con previsioni per il prossimo futuro che non possono essere positive».

È iniziato con queste parole - pronunciate dal ministro della Difesa Guido Crosetto - il G7 Difesa svoltosi a Napoli dal 18 al 20 ottobre, a cui Nxwss ha assistito dall’interno del Palazzo Reale. 

Infatti, a partire da gennaio 2024 l’Italia ha assunto la presidenza del G7, ossia del forum che riunisce Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America.

Si tratta della prima volta che il “Gruppo dei 7” ha scelto di dedicare una sessione al tema della Difesa - fortemente voluta dall’Italia - con lo scopo di delineare un approccio condiviso alle crisi nel sistema internazionale.

I ministri presenti, a cui si aggiungono l’Alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell e il Segretario Generale della NATO Mark Rutte, hanno discusso delle sfide legate alla sicurezza che i 7 si trovano ad affrontare. Al centro i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, ma anche l’Africa sub-Sahariana e l’Indo-Pacifico. 

Di cosa si è parlato al G7

I punti chiave della riunione ministeriale sono riassunti nella dichiarazione congiunta pubblicata al termine della discussione di sabato, in cui viene sottolineata la «comune determinazione ad affrontare, in modo coeso e concreto, le sfide alla sicurezza, in un momento storico segnato da grande instabilità».

I primi punti della dichiarazione si concentrano sul conflitto russo-ucraino, confermando a Kyiv un «incrollabile supporto per la libertà, la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina per tutto il tempo che sarà necessario». 

L’invasione russa viene definita «una minaccia alla sicurezza internazionale, alle finalità e ai principi della Carta delle Nazioni Unite e all'ordine internazionale basato su regole», motivo per cui è necessario un cambio di passo nelle industrie della Difesa dei 7.

L’obiettivo è rispondere alla «crescente necessità per le industrie della Difesa di essere in grado di sostenere un ritmo elevato di produzione» e «lavorare sulla costruzione e il rafforzamento di un'industria della difesa resiliente e affidabile, anche su questioni relative all'approvvigionamento necessario per la difesa».

La posizione del G7 sul Medio Oriente

L’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, caratterizzata dalla moltiplicazione dei fronti, è stato uno dei temi presi in esame durante la discussione.

I 7 da un lato ribadiscono la «ferma condanna del brutale attacco terroristico perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023», e dall’altro chiedono un «cessate il fuoco immediato e il pronto rilascio di tutti gli ostaggi».

Viene inoltre sottolineata la necessità di iniziare un «processo politico» al fine di evitare ulteriori escalation militari e il supporto dei 7 alla soluzione dei due Stati «come unica opzione per garantire la coesistenza pacifica a lungo termine di israeliani e palestinesi, rispondendo sia alle legittime esigenze di sicurezza di Israele, sia a uno Stato palestinese sovrano, vitale e democratico».

Oggetto della sessione anche la situazione nel Libano meridionale, dove Israele ha aperto il fuoco contro le postazioni dell’UNIFIL:

«Ribadiamo il nostro appello per una piena cessazione delle ostilità coerente con la piena attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e una soluzione diplomatica ai combattimenti, riconoscendo il fondamentale ruolo stabilizzante delle Forze Armate libanesi e riaffermando il ruolo essenziale dell'UNIFIL».

Inoltre, nella dichiarazione vengono condannati gli attacchi effettuati dall’Iran contro Israele con missili balistici - riaffermando l’«impegno per la sicurezza di Israele» - e gli attacchi degli Houthi contro le navi nel Mar Rosso.

Cosa si è detto su Africa e Indo-Pacifico

Gli ultimi due temi affrontati riguardano le macro-regioni dell’Africa e dell’Indo-Pacifico. Riguardo la prima, i 7 sono convinti che «il continente africano e il G7 condividono un grande potenziale di partenariato e di condivisione degli obiettivi, consapevoli che i complessi equilibri e gli effetti combinati della crescita demografica e dei cambiamenti climatici implicano la necessità di un'agenda di sviluppo continua e condivisa».

Per questi obiettivi, il G7 continuerà il proprio «impegno a sostenere la pace, la prosperità e la stabilità in Africa, anche nell'ambito dell'approccio integrato dell'UE, che combina diversi strumenti di politica estera, comprese le missioni e le operazioni civili e militari della politica di sicurezza e di difesa comune».

Per quanto riguarda l’Indo-Pacifico, il focus è stato sulle relazioni con la Cina, ed in particolare sui rapporti di questa con Taiwan e la Russia.

Nonostante i 7 intendano costruire «relazioni costruttive e stabili con la Cina», si dicono molto preoccupati per la situazione nel Mar Cinese Meridionale e Orientale, dove la Cina avanza rivendicazioni marittime ai danni dei suoi vicini.

Riguardo Taiwan, il Gruppo dei 7 ribadisce che «lo stretto di Taiwan è indispensabile per la sicurezza e la prosperità internazionale» e si dice preoccupato per le «azioni provocatorie, in particolare per le recenti esercitazioni militari dell'Esercito popolare di liberazione intorno a Taiwan».

A preoccupare i 7 è anche il supporto militare di Pechino alla Russia: «Invitiamo la Cina a cessare il trasferimento di materiali a duplice uso, compresi i componenti e le attrezzature per le armi, che costituiscono fattori produttivi sostanziali per il settore della difesa russo e che consentono alla Russia di continuare la sua guerra illegale in Ucraina».

Il G7 e l’industria della Difesa

La crescente situazione di crisi del sistema internazionale, con due conflitti alle porte dell’Europa, ha riportato il tema della Difesa al centro dell’attenzione dei 7:

«Riconosciamo queste sfide interconnesse alla sicurezza e riconosciamo la necessità di rispondere con decisione, anche continuando a rafforzare l'industria della difesa, incoraggiando un forte impegno e la cooperazione industriale con i partner. Accogliamo con favore le iniziative complementari avviate nella NATO e nell'UE».

Per questo motivo, il Gruppo dei 7 sottolinea «l'importanza di garantire un accesso affidabile, prevedibile e stabile ai finanziamenti per le industrie della difesa, riconoscendo le specificità del settore della Difesa, tenendo pienamente conto delle politiche, dei regolamenti, delle relazioni e degli standard in materia di finanza sostenibile».

Di Mirko Aufiero

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