Dentro Sanremo sul truck di RDS
Alla 76ª edizione del Festival entriamo nel backstage più inaspettato: niente domande da conferenza stampa, ma giochi e penitenze con con RDS.
Anche quest’anno Festival di Sanremo ha trasformato la città ligure in un ecosistema che non si spegne mai davvero. Non solo il Teatro Ariston, non solo le performance serali: Sanremo oggi è un flusso continuo di contenuti, incontri e dirette che vivono ben oltre la messa in onda televisiva.
Ed è proprio lontano dai riflettori più prevedibili che abbiamo deciso di guardare il Festival da un’altra prospettiva. Quella del truck studio di RDS 100% Grandi Successi, parcheggiato in piazza Muccioli: uno spazio aperto, vivo, e sorprendentemente informale nel cuore di uno degli eventi più costruiti dello spettacolo italiano.
Una radio sempre accesa (letteralmente)
Se la sala stampa segue il Festival, la radio lo vive in tempo reale. Il truck RDS non era solo uno studio mobile, ma una vera struttura viaggiante: regia operativa, speaker visibili attraverso le vetrate e un’area esterna pensata per il pubblico, tra gadget, attività e incontri spontanei. Due lunghe fasce di diretta quotidiana - dalle 12 alle 15 e dalle 15 alle 18 - trasformavano la piazza in un punto di connessione costante tra artisti, creator e fan.
Qui il Festival non iniziava la sera. Era già acceso dal mattino.
Ed è forse questa la differenza più evidente: non esiste più “l’attesa della prima serata” come negli anni passati. Sanremo oggi è continuo, online e on air allo stesso tempo. Sempre presente, sempre commentato, sempre condiviso.

Un dietro le quinte senza copione
Il nostro obiettivo era quello di entrare nel ritmo del Festival senza trasformarlo nell’ennesima intervista formale. Niente domande da conferenza stampa, nessun copione rigido, solo conversazioni autentiche.
Niente di formale. Il truck di RDS non era il classico spazio da intervista rigida, ma una parentesi quasi familiare nel pieno del ritmo frenetico del Festival. Porte che si aprivano e si chiudevano continuamente, cuffie lasciate appese tra una diretta e l’altra, creator e artisti in gara che entravano e uscivano senza soluzione di continuità. E in mezzo a tutto questo, un’atmosfera sorprendentemente rilassata. Un dietro le quinte poco costruito, quasi anti-spettacolare, proprio nel luogo in cui ci si aspetterebbe il massimo della teatralità. Ed è forse questo il paradosso più interessante di Sanremo: mentre fuori tutto corre, alcuni dei momenti più autentici succedono lontano dal palco.
Abbiamo iniziato rompendo il ghiaccio con un gioco - L’Impostore - insieme alle creator Iris Di Domenico e Giulia Bizzarri di RDSNext, tra i volti più giovani del panorama digital. Poi è stato il turno delle voci storiche della radio italiana, Giovanni Vernia e Petra Loreggian, a cui abbiamo deciso di fare qualche domanda di rito, ma la cosa ci è sfuggita di mano: penitenze e obblighi hanno avuto la meglio.

Perché una radio va a Sanremo
Seguendo la giornata dall’interno emerge una realtà spesso invisibile: il Festival è fatto soprattutto dagli addetti ai lavori.
Speaker, tecnici, producer, social team. Ritmi serrati, tempi radiofonici da rispettare al secondo e poche ore di sonno - spesso non più di sei a notte. Tutto per restare sincronizzati con ciò che accade in città.
A differenza di molte emittenti posizionate lontano dal centro, RDS ha scelto la piazza. Significa stare dentro il flusso reale del Festival: artisti che passano tra una prova e l’altra, creator che entrano in diretta TikTok, interviste improvvisate e pubblico che assiste dal vivo.
La radio, qui, non racconta Sanremo dopo che succede. Succede insieme a Sanremo.
Quando il Festival diventa esperienza condivisa
Entrare in diretta, assistere alla costruzione di un programma live, osservare come nasce un contenuto mentre accade: è questo che avvicina davvero il pubblico a un evento spesso percepito come distante.
Il truck RDS ha funzionato esattamente così, come un punto d’incontro tra media diversi, generazioni diverse e modi diversi di vivere il Festival.
Un meet & greet continuo tra radio, digital e creator economy.
E forse è proprio questo il vero cambiamento: Sanremo non è più solo uno spettacolo da guardare, ma uno spazio da abitare.

Il resto? È successo in diretta.
Il momento più interessante è arrivato quando le telecamere hanno smesso di sembrare tali e le conversazioni hanno iniziato a scorrere senza filtri.
Possiamo anche provarci a spiegarlo, ma ci sono cose che non rendono a parole.
Quando potete, andate sui nostri profili e guardate il reel.
Capirete tutto in pochi secondi!
Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.
Mi piace: 0
Commenti: 0
