Curiosità natalizie: Santa Claus è barese o l’hanno inventato gli americani?

Non sei pronto ad affrontare il cenone di Natale con i parenti e le loro tipiche domande invadenti? Ecco qualche curiosità natalizia, perfetto escamotage per sviare le domande più scomode

Santa Claus is coming to Town. Questa frase riecheggia per le strade, nei negozi, alla radio. Lo spirito natalizio ha preso il suo spazio un po’ d’ovunque, dal pubblico al privato. E ogni anno, la distinzione è piuttosto netta: c’è chi aspetta questo periodo con grande fermento - cogliendone la magia - e chi invece è più vicino all’atteggiamento del Grinch. Tra chi sogna con gli occhi brillanti perso tra le luci degli alberi addobbati, c’è anche chi vede nelle feste natalizie l'espressione massima del consumismo capitalista.

Ma chi è davvero il vecchietto con la barba bianca che porta i regali ai bambini buoni? Tra leggende metropolitane, racconti, prodotti cinematografici di animazione, Babbo Natale è un’icona intramontabile, che incarna il folklore tradizionale. C’è chi lo attende sveglio, chi lo aspetta alla finestra per il passaggio della slitta, e chi invece corre a letto lasciando uno spuntino sul tavolo. C’è chi ci crede sognando, chi invece è più scettico. 

Tuttavia, il Natale occidentale non è universale: per cultura e credo, i giorni rossi sul calendario si festeggiano diversamente a varie latitudini. 

Santa Claus: icona a metà tra sacro e profano

Chi si nasconde dietro Babbo Natale? Probabilmente un personaggio cristiano, San Nicola. Vescovo nato e cresciuto attorno al IV secolo, la sua vita è avvolta dal mistero. Originario di Myra, una città turca, dall’Oriente la sua storia (o leggenda) ha raggiunto le sponde del Mediterraneo

Protagonista di diverse leggende, di nessuna delle sue imprese miracolose esiste effettiva certezza. Quella che maggiormente si diffuse lo vede nelle vesti di portatore di doni. Si narra infatti che abbia donato sacchetti d’oro a tre giovani donne, il cui povero padre voleva sacrificare alla prostituzione. San Nicola è anche l’icona dei più piccoli. In una di queste leggende tramandate infatti, è colui che salva dei bambini dalle grinfie di un orco malvagio. È da qui che nasce l’immagine iconica dell’uomo generoso che premia i più buoni con tanti regali. 

Risignificazione profana a parte, San Nicola è prima di tutto un vescovo cristiano, vissuto in epoca medievale. A lui si affidavano marinai, mercanti e cittadini in difficoltà (in tempi di crisi e carestie). Per tale motivo, è usato come mezzo di discordia nel conflitto aperto tra Occidente e Oriente. È tra Bari e Venezia, infatti, che si consuma la lotta per il trafugamento delle reliquie. Sono i marinai baresi, nel 1087, ad occuparsi dello spostamento dall’odierna Turchia all’odierna Italia (Myra- Bari). L'episodio è storicamente documentato, ma ha assunto nel tempo una valenza mitica oltre che cultuale. Tra traslazioni e ritraslazioni, Venezia dichiarò di possedere le reliquie del santo. Tuttavia, contemporaneamente, dalla lontana Myra si avviò il culto delle ossa del Santo. Oggi le reliquie si trovano a Bari, sebbene la Turchia abbia fatto dei resti dell’antica Myra, meta di pellegrinaggio. La storia del trafugamento delle reliquie è un fatto storico documentato, ma l’andamento dell’intera vicenda ha dei caratteri mitici-leggendari. 

La leggenda del Santo ha raggiunto anche il Nord Europa, in cui la morte di Sinter Claus (Sinterklaas), il 6 dicembre, è commemorata attraverso il rito dello scambio dei doni. Dall’Olanda arriva negli Stati Uniti d’America nel periodo coloniale. 

Charles Dickens e il Canto di Natale: l’icona di Father Christmas

L’autore scrive di Scrooge, uomo d’affari egoriferito e molto avaro, incapace di rivolgere attenzioni ad altri all’infuori di sé. Distaccato ed insensibile a qualsiasi forma di calore affettivo, Scrooge deve fare i conti con l’arrivo delle feste natalizie. La storia inizia e si sviluppa proprio la notte del 24 dicembre, quando Scrooge rientrato dal lavoro si trova davanti i tre fantasmi del Natale: passato, presente e futuro lo fronteggiano per portarlo al pentimento, e per fare in modo che lo spirito del Natale possa cambiarlo interiormente, fino a rivalutare tutte le sue azioni. 

Father Christmas: lo spirito del Natale presente 

Alto, giovane e allegro, un uomo dai lunghi capelli ricci e scuri. Vestito di verde con una pelliccia bianca, ha una corona di agrifoglio e una cornucopia tra le mani. Così viene descritto da Charles Dickens nel suo Canto di Natale. Seduto nel salotto di casa di Scrooge, il secondo dei tre spiriti che appare al protagonista. In vita per ventiquattro ore, mostra all’uomo d’affari la miseria delle famiglie che lui aveva sempre trattato con disprezzo. Questa visione scuote Scrooge a tal punto da riflettere sulle sue azioni, e agire attivamente affinché non si ripetano.

Santa Claus e Coca Cola: il mito americano

Da dove nasce quindi l'attuale iconografia di Babbo Natale? Il vestito rosso, la pelliccia e la barba bianca si diffusero in Occidente grazie ad un libro per bambini di Frank Baum, pubblicato nel 1902. È negli anni ‘30 che questa raffigurazione raggiunge il suo punto più alto di popolarità con Coca-Cola. Il disegnatore Haddon Sundblom, scelse per il marchio americano l'immagine di Babbo Natale in rosso ispirandosi alla poesia di Clark MooreLa Visita di San Nicola”:

«[...] Down the chimney St. Nicholas came with a bound:

He was dress’d all in fur, from his head to his foot,

And his clothes were all tarnish’d with ashes and soot;

A bundle of toys was flung on his back,

And he look’d like a peddler just opening his pack:

His eyes — how they twinkled! His dimples: how merry,

His cheeks were like roses, his nose like a cherry;

His droll little mouth was drawn up like a bow,

And the beard of his chin was as white as the snow;

The stump of a pipe he held tight in his teeth,

And the smoke it encircled his head like a wreath.

He had a broad face, and a little round belly [...]».

«[…] San Nicola è balzato giù dal camino:

Era impellicciato dalla testa ai piedi,

Con gli abiti pieni di fuliggine;

Un sacco ricolmo di giocattoli sulla schiena,

Sembrava un venditore ambulante che mostra la sua merce:

Come brillavano i suoi occhi! Le sue fossette: com’erano allegre,

le sue guance erano come rose, il suo naso come una ciliegia;

La sua piccola bocca sorridente era tesa come un arco,

e la barba sul mento era bianca come neve,

tra i denti teneva stretto il ceppo d’una pipa,

e una nuvola di fumo gli coronava la testa.

Aveva la faccia larga e una pancia bella rotonda […]».

Copyright © All rights reserved to Enzo Varricchio e Viviana Didonna


Il Natale cubano: quanto pesa la politica sui festeggiamenti?

Le festività a Cuba riflettono la condizione politica e sono una evidente rappresentazione dei rapporti di potere. La ri-elezione nel 2023 di Diaz-Canel, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista cubano, ha decretato il punto di svolta nella modalità dei festeggiamenti. La posizione tenuta, in ambito storico e culturale, nei confronti degli Stati Uniti si è inasprita proprio a partire dalle feste pagane. In virtù della difesa dei propri valori identitari, ai cubani è concesso oggi festeggiare soltanto le feste patronali, o genericamente riferite alla patria. 

Il 24 dicembre è convenzionalmente giorno festivo, poiché il calendario segna “Natività di Gesù Cristo”. Tuttavia, dal 1969 al 1997, a Cuba non era ritenuta una festività, per cui era obbligatorio andare a lavorare. Anche l'immagine di Babbo Natale non era ammessa, e venne sostituita piuttosto da un certo Don Feliciano, un contadino sorridente. 

In Venezuela il Presidente ha spostato il Natale ad ottobre

Nicolás Maduro, con un discorso pubblico a favore di telecamera, ha annunciato lo scorso ottobre l’inizio delle festività natalizie, che continueranno fino al 15 gennaio 2025. Contro il parere dei vescovi, che lo avevano criticato per l’uso politico di una Festività, ha dato avvio ai festeggiamenti raccomandando rumba e felicità permanenti. Un gesto di gratitudine, lo ha definito, nei confronti del popolo che lo ha rieletto. E sull’intoccabile sacralità delle feste, in risposta ai vescovi, ha rimesso la scelta ai cittadini, i quali possono scegliere autonomamente quando celebrare la nascita di Gesù Cristo. 

Conclusioni

Il cenone natalizio si avvicina, e con questo tutti i parenti invadenti riuniti attorno al tavolo pronti a lanciare le loro domande- frecciatina. In questo articolo abbiamo pensato a delle curiosità particolari da poter sfoggiare a tavola, evitando in modo furbo e inusuale le domande scomode. Le leggende, le narrazioni tramandate, i falsi miti: tutti questi possono essere motivo di discussione tra le portate. Da San Nicola a Santa Claus, la conversazione non può che essere interessante. Nell’immaginario occidentale Babbo Natale è infatti un anziano uomo generoso, che premia i bambini buoni e raggiunge tutte le case con la sua slitta. Tuttavia, le sue origini sono lontane, e fortemente ancorate alla tradizione della Chiesa (non solo cattolica). Anche il modo di festeggiare il Natale non è ovunque lo stesso, e un fattore rilevante è, tra gli altri, quello politico.  

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