Crollo di un ballatoio nella Vela Celeste di Scampia: una tragedia o un prevedibile epilogo?
Il crollo del ballatoio in una delle Vele di Scampia. Storia del progetto architettonico, ricostruzione del crollo e cause.
Lunedi 22 luglio il ballatoio delle Vela Celeste del quartiere napoletano di Scampia crolla. Una tragedia - molti la definiscono - che provoca la morte di tre persone, il ferimento di altre tredici. E centinaia di sfollati. Eppure, questo forse non è l'epilogo di una tragedia, ma il risultato prevedibile, più che prevedibile, di un vuoto. Ma andiamo con ordine!
La storia delle Vele di Scampia

L'architetto Franz Di Salvo negli anni '60 del Secolo scorso progetta la costruzione di sette edifici dalla forma triangolare le "Vele" nel quartiere napoletano di Scampia.
Un progetto che si inquadra nella necessità di far fronte al boom demografico nazionale e all'immigrazione interna alle città. Come il Corviale di Roma, il quartiere Librino di Catania e il Biscione di Genova, tra i tanti.
Tutti progetti che nella mente degli architetti avrebbero dovuto rappresentare opere avveniristiche sul modello del celeberrimo architetto francese Le Corbusier.
Spazi verdi, aree giochi, centri di aggregazione e di servizi alle comunità. Un modello a blocchi collegati da scale, ascensori e ballatoi con il solo fine di favorire l'incontro tra gli abitanti.
Un progetto - progetti - che, però, proprio nelle sue componenti essenziali non vide mai la luce.
E così che iniziò ad infiltrarsi la criminalità, la camorra, riempiendo quei buchi istituzionali e progettuali con l'abusivismo, le droga e soluzioni illusorie. Il colpo di grazia? Il 23 Novembre 1980 e il terremoto che devasta l'Irpinia. Le abitazioni vengono occupate abusivamente da nuclei familiari senza più un tetto e a gestire il tutto vi è -ancora una volta - la Camorra.
Ed è a questo punto che, forse, dovremmo imparare a non puntare il dito verso cittadini che - spesso - non vedono alternative. Ma analizzare il problema e - forse - chiederci: dov'è lo Stato? Il procuratore della Corte d'Appello di Napoli, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario dell'anno 2022, dichiara a tal proposito,
Dove c'è indigenza, degrado e dispersione scolastica la camorra non può che apparire come benefattrice.
Le Vele, però, abbiamo il dovere di associarle anche ad altro. I tentativi di strapparle alla criminalità, alla povertà, intesa in senso ampio, economica, educativa...
Iniziative, persone e storie al servizio della comunità.
Il crollo del ballatoio della Vela Celeste: le dinamiche del crollo e le cause
Il crollo sarebbe stato provocato dal cedimento di un ballatoio che collega il corridoio esterno a un'abitazione, lo riporta Il Mattino. Che ha sfondato, quindi, il terzo piano e - come un effetto domino - i due sottostanti.
Crollo causato dalla mancanza di manutenzione di strutture in evidente stato di corrosione. In una dichiarazione riportata da Il Mattino, a tal proposito, Angelo Pisani, ex Presidente della Municipalità sostiene che già otto anni fa ci fu una segnalazione per le condizioni dei ballatoi.
Anche nel programma del progetto Restart Scampia sono presenti espliciti riferimenti al distacco di passerelle interne con gravi pericoli per i residenti.
La causa scatenante, invece, da verificare, potrebbe essere l'inizio dei lavori di restyling da inquadrare proprio nel piano di riqualificazione.
Indipendentemente dalle cause scatenanti. l'unico aspetto che appare evidente è lo stato di abbandono e degrado architettonico. Che rende la tragedia un evento - purtroppo - altamente pronosticabile.
Un monito tragico per far luce su delle realtà che vivono abbandonate nei buchi neri istituzionali della nostra Nazione. E, forse, oggi quei versi cantati dall'artista catanese Carmen Consoli, nella canzone Esercito Silente, risuonano un po' di più:
Come si può credere
che questa città baciata da sole e mare
saprà dimenticare
gli antichi rancori e le ferite aperte
le faide storiche,
il pianto di madri
che mai più riabbracceranno un figlio
lo stato assai spiacente
che posa una ghirlanda
tricolore con su scritto assente.
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