Cosa si nasconde dietro la gentilezza del popolo giapponese?
In Giappone chi è in anticipo a lavoro parcheggia l’auto lontana, così da lasciare i posti più vicini ai colleghi ritardatari. È davvero così? La crisi economica sta cambiando il senso civico.
In Giappone chi arriva sul posto di lavoro in anticipo parcheggia l’auto distante per lasciare il posto più vicino a chi arriva in ritardo. Questo è un esempio di sōgō rikai (相互理解), espressione giapponese con cui si intende la mutua comprensione.
In questo articolo cerchiamo di comprendere la cultura giapponese, a partire dalle abitudini quotidiane dei cittadini. Gentilezza, empatia, rispetto: questi elementi costituiscono la sensibilità civica di questo Paese. Ma è sempre così?
Claude Lévi Strauss e l’antropologia giapponese: l’altra faccia della luna nipponica
L’antropologo francese Claude Lévi-Strauss amava il Giappone; questo Paese lo legava al padre, che gli aveva trasmesso la passione per la pittura. L’antropologo subiva il fascino giapponese, pur non dichiarandosi mai uno specialista.
In Giappone Lévi Strauss era stato più volte negli anni ‘80. I numerosi viaggi in questa terra lontana cambiarono il suo punto di vista, così come la percezione dell’altro. Sosteneva infatti che:
«ogni cultura particolare, e l’insieme delle culture, di cui è fatta tutta l’umanità, possa sussistere e prosperare solo secondo un duplice ritmo di apertura e di chiusura, sia sfasate l’una in rapporto all’altra, sia coesistenti nella durata».
Lévi Strauss aveva dedicato anni di studio alla cultura giapponese, culminati nella pubblicazione di un libro. In questo testo dal titolo L’altra faccia della Luna, a partire dall’osservazione diretta di artigiani autoctoni, l’antropologo voleva dimostrare le caratteristiche culturali dell’Oriente, in totale contrapposizione a quelle Occidentali. Questo lavoro gli ha permesso di riconoscere il Giappone come una terza via, a metà tra Est e Ovest.
In una ricerca comparativa tra il modello francese e giapponese, Lévi Strauss individuò nelle azioni dei giapponesi un movimento inverso rispetto a quello francese. Osservando la manualità degli artigiani, notò come questi non spingessero il filo nella cruna - come si è soliti fare in Occidente - ma piuttosto la cruna verso il filo.
Concluse, quindi, che i giapponesi agissero in modo opposto e contrario agli occidentali. Servendosi del linguaggio della fisica, ai primi attribuì una forza centripeta (forza per effetto della quale i corpi sono attratti, o sono spinti, tesi verso un centro); ai secondi quella centrifuga (forza d’inerzia che appare come agente su un corpo che si muove di moto circolare).

La percezione occidentale rispetto al mondo nipponico vede l’educazione, la gentilezza, e il rispetto come pilastri centrali nella vita dei giapponesi. Tuttavia, questa narrazione risulta essere parziale. Contrariamente al pensiero collettivo, il senso civico giapponese sta recentemente mostrando segni evidenti di crisi.
Treat people with kindness: kasu-hara giapponese e lo stereotipo del Sol Levante
In Giappone si sta diffondendo il fenomeno del “kasu-hara”, che colpisce i lavoratori degli esercizi commerciali, soggetti ad urla, scortesie, e minacce da parte dei clienti. Per esteso, l’espressione sarebbe Kasu-tomā harassumento, traducibile con “molestie da parte dei clienti”. C’è chi trova una correlazione di tale fenomeno - sempre più in aumento - con la situazione economica attuale del Paese. Considerato il popolo cordiale ed educato per eccellenza, la frustrazione verso una situazione economica instabile - e del tutto nuova - sembra l’unica plausibile.
La risposta dell’assemblea metropolitana di Tokyo è stata quella di emettere un’ordinanza volta a proteggere i lavoratori dalle molestie dei clienti. Entrerà in vigore il prossimo aprile, e per la prima volta si dà una definizione di “molestia ai clienti”, definita come «grave comportamento dirompente da parte di clienti o altri nei confronti dei lavoratori in relazione ai loro doveri, che danneggia l'ambiente di lavoro».
Non solo cultura: sōgō rikai è anche business
Scambio, relazione, interazione, cooperazione reciproca tra parti. In questi termini, tale espressione è impiegata nella lingua giapponese tanto in senso lato, metaforico, quanto in senso concreto, più aziendale.
Qui, infatti, assume il significato di “vantaggio condiviso” per le parti. Si fa largo uso di questa espressione anche nelle Relazioni Internazionali.
Japan Foundation: Hikidasu Nihongo: Activate Your Japanese!
A tal proposito, The Japan Foundation ha avviato un programma di apprendimento della lingua giapponese a partire proprio dal concetto di comprensione reciproca. Comunicare e comprendere sono i due verbi centrali che muovono l’intero progetto, utile anche per i giapponesi stessi.
In collaborazione con NHK Educational - emittente televisiva giapponese - è stato creato nel 2022 un programma televisivo per imparare strategie comunicative utili al contesto lavorativo. Di particolare interesse è il Dramma “Xuan Tackles Japan”, in cui il protagonista maschile è un migrante. Giunto dal Vietnam in cerca di lavoro, è l’esempio perfetto di adattabilità al contesto mediante un uso corretto della lingua.

Materiali didattici, libri, prodotti audiovisivi: The Japan Foundation è attiva sin dagli anni ‘70 nella promozione della cultura giapponese, allontanandosi dal mero studio grammaticale e abbracciando la sfera del quotidiano e del sociale. Gli strumenti che mette a disposizione, infatti, si collocano in un quadro politico-istituzionale al fine di agevolare l’integrazione straniera nel territorio. Superare le barriere linguistiche per creare insieme una società migliore, comprendersi per coesistere in equilibrio: questo è l’obiettivo del programma di apprendimento che va oltre la grammatica. Per tale motivo, i materiali sono utili tanto agli stranieri migranti quanto agli autoctoni, che con loro lavorano e vivono.
Conclusioni
Guardare ad un popolo altro, soprattutto se così distante, può essere problematico. Nel confrontarci con ciò che non conosciamo, o che pensiamo di conoscere, il rischio di incasellamento in stereotipi è concreto. L’antropologia ci insegna, a tal proposito, ad osservare ed ascoltare senza giudizio. La percezione dell’altro può nascondere incomprensioni, falsi miti, generalizzazioni: insomma, nostre costruzioni. L’idea che si ha genericamente del popolo nipponico decade allo scoprire che alla gentilezza si contrapponga, seppur sporadicamente, la scortesia.
È sempre l’antropologia ad insegnarci che è necessario accogliere la specificità di ciascuna cultura, ammettendo tanto le luci quanto le ombre di questa.
L'espressione giapponese sōgō rikai racchiude ed esemplifica la cultura giapponese. È un'azione pratica, che trova applicazione dalla casa all’azienda. Un atteggiamento, un modo di fare che ha radici profonde, e che appartiene e contraddistingue il generale sentire del popolo nipponico. In ogni sua declinazione, tanto civica quanto strumentale, è espressione del Sol Levante.
Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.
Mi piace: 0
Commenti: 0
