Cosa sappiamo sull’incursione ucraina in territorio russo
Martedì le truppe ucraine sono penetrate nella regione russa di Kursk con un’incursione a sorpresa, ma le informazioni sono ancora confuse.
Martedì mattina con un’incursione a sorpresa le truppe ucraina hanno varcato il confine russo, penetrando di diversi chilometri nell’oblast (regione) di Kursk. L’operazione sarebbe avvenuta con circa un migliaio di uomini, una decina di carri armati, veicoli corazzati e attacchi aerei. I combattimenti sono ancora in corso ma - anche a causa del silenzio delle fonti ufficiali di Kyiv - la situazione rimane non chiara.
I primi dettagli sull’accaduto sono arrivati via Telegram da Aleksej Smirnov, governatore dell’oblast di Kursk:
«Un massimo di trecento militanti della 22a brigata meccanizzata delle forze armate ucraine, con il supporto di 11 carri armati e più di 20 veicoli corazzati da combattimento, ha attaccato le posizioni delle unità che copre il confine di stato della Federazione Russa nelle aree degli insediamenti di Nikolaevo-Daryino e Oleshnya».
Come riporta l’Institute for the Study of War, think-thank statunitense, gli ucraini sarebbero avanzati di 10 chilometri oltre il proprio confine, penetrando due linee difensive russe in una regione scarsamente difesa. Da allora i territori in mano ucraina sarebbero arrivati a 45 chilometri quadrati, secondo fonti russe citate dal think-thank.
Gli scontri sono avvenuti in diversi villaggi vicino al confine, ma non è ancora chiaro se le truppe ucraine siano entrate o meno a Sudzha, cittadina di 7mila abitanti. Secondo quando dichiarato dal Ministero della Salute russo, i bombardamenti ucraini avrebbero provocato 31 feriti, di cui 6 bambini. Inoltre, il presidente Vladimir Putin ha affermato che sono state prese di mira edifici civili, edifici residenziali e ambulanze. Tuttavia, gli organi di informazione indipendenti affermano di non poter verificare queste affermazioni.
Non è la prima volta che il conflitto arriva all’interno dei territori della Federazione – era già successo con dei gruppi filo-ucraini a marzo – ma per la prima volta sembra direttamente coinvolto l’esercito di Kyiv.
Il governatore Smirnov ha annunciato lo stato di emergenza nella regione, mentre Kyiv ha ordinato a 6mila cittadini dell’oblast di Sumy (al confine con Kursk) di evacuare. Da parte ucraina alcune informazioni arrivano dal parlamentare Oleksiy Goncharenko, secondo cui l’esercito avrebbe preso il controllo del centro di distribuzione del gas di Sudzha, punto di snodo per il gas che dalla Russia, passando per l’Ucraina, arriva nell’Ue.
In diversi filmati circolati sui social, decine di soldati russi sarebbero stati catturati dalle forze di Kyiv.
Cosa c’è dietro l’incursione
Non sono ancora noti i moventi dietro l’incursione ucraina, ma ci sono diverse tesi che stanno circolando tra gli analisti e i blogger militari. Alcune di queste provengono dall’account X di Emil Kastehelmi, analista piuttosto noto, secondo cui gli obiettivi di Kyiv potrebbero essere diversi.
L’Ucraina potrebbe star tentando di aprire un nuovo fronte nell’oblast di Kursk in modo da costringere Mosca a spostare forze dal fronte orientale nell’area di Donetsk. La stessa tesi viene sposata da Mykhaylo Zhyrokhov, analista militare interpellato dalla BBC.
Secondo Zhyrokhov, da martedì «sono state sganciate molte meno bombe plananti russe nell'area di Donetsk. Ciò significa che gli aerei che li trasportano ora si trovano altrove in Russia».
Matthew Savill, direttore del dipartimento di scienze militari presso il RUSI (Royal United Services Institute), ha affermato su POLITICO che potrebbero esserci anche altri obiettivi. Tra questi, la cattura di prigionieri di guerra per futuri scambi e l’eliminazione di obiettivi militari strategici.
Inoltre, il consolidare il controllo di territori nella regione potrebbe anche rafforzare la posizione ucraina nei futuri negoziati, oltre che lanciare un messaggio all’Occidente sulla vitalità della causa ucraina. Tuttavia, diversi analisti nutrono dubbi sulle capacità logistiche di Kyiv di sostenere nel lungo periodo eventuali acquisizioni in territorio russo.
Le risposte dal Cremlino
Come fa notare l’Institute for the Study of War, la risposta russa è abbastanza confusa. Al Cremlino, infatti, si cerca di presentare l’incursione come un’escalation di Kyiv, che però sarebbe sotto controllo.
Putin stesso ha descritto l’accaduto come una «provocazione su larga scala» in un incontro con i membri del governo russo trasmesso in televisione. Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa – non nuovo a dichiarazioni roboanti – ha invece scritto su Telegram:
«È possibile e necessario recarsi nelle terre dell'Ucraina ancora esistente. A Odessa, a Kharkiv, a Dnepropetrovsk, a Nikolaev. A Kiev e oltre. Non dovrebbero esserci restrizioni nel senso di determinati confini riconosciuti del Reich ucraino».
Lo stesso ISW fa notare come il Ministero della Difesa russo abbia modificato un post pubblicato martedì in cui affermava che gli incursori erano soltanto un «gruppo di sabotaggio e ricognizione e che le forze ucraine si sono ritirate». In seguito, dopo aver compreso la gravità della situazione, tali affermazioni sono state rimosse.
Il capo di Stato maggiore russo, Valery Gerasimov, ha affermato nell’incontro del governo che l’avanzata ucraina è stata fermata, e che le proprie truppe «continuano a distruggere l'avversario nelle aree direttamente adiacenti al confine russo-ucraino».
Tuttavia, diversi blogger russi hanno fornito una visione differente. Rybar Force, account di analisi militari molto noto, ha affermato mercoledì che «la situazione rimane difficile nel distretto di Sudzha della regione di Kursk».
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