CasaPound: da chi (e in quali casi) potrebbe essere sciolto?

Sabato scorso, 20 luglio, il giornalista 28enne de la Stampa, Andrea Joly è stato aggredito fisicamente da alcuni militanti di CasaPound. Motivo? Stava documentando con foto e video la festa organizzata da quest'ultimi nel locale torinese Asso di Bastoni.

Di fronte alle immagini dell'accaduto la politica italiana ha commentato. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato apertamente la vicenda, dichiarando:


Esprimo la mia solidarietà al giornalista Andrea Joly, rimasto vittima ieri sera di un’inaccettabile aggressione a Torino. Un atto di violenza che condanno con fermezza e per il quale mi auguro i responsabili siano individuati il più rapidamente possibile


Non ha taciuto nemmeno l'opposizione. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein è intervenuta con parole che non lasciano spazio ad interpretazioni:


Esprimo grande preoccupazione per il clima di impunità che continuiamo a registrare di fronte a episodi così gravi: cos’altro dobbiamo aspettare perché vengano sciolte, come dice la Costituzione, le organizzazioni neofasciste? Chiediamo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di intervenire immediatamente


Ma CasaPound potrebbe davvero essere sciolta? Vediamolo insieme.

Ma andiamo con ordine!


Il partito CasaPound


CasaPound fondato come movimento il 26 Dicembre 2003. Dal 2008 è un partito, di estrema destra, la cui ideologia è da inquadrare nel neofascismo:


Il 26 dicembre 2003 viene infatti occupato lo stabile di via Napoleone III numero 8, subito adibito ad Occupazione a Scopo Abitativo (Osa) e battezzato con il nome del poeta che cantò la bellezza e sfidò l’usura: Ezra Pound.
Nel 2008 CasaPound esce dalla Fiamma Tricolore e dà vita a CasaPound Italia, proiezione a livello nazionale dell’esperienza romana.
sito ufficiale di CasaPound


Il simbolo presente nella bandiera del partito è esplicitamente spiegato sul suo sito ufficiale.


La tartaruga è uno dei pochissimi esseri viventi che ha la fortuna di aver con sé la casa quindi per noi rappresenta al meglio la nostra lotta principale ovvero il diritto alla proprietà della casa e il mutuo sociale.


Il locale in cui si sono ritrovati sabato scorso per la festa l'anniversario del partito, non è nuovo ai militanti. Anzi. "Il pub più odiato di Torino" è un covo per l'estrema destra torinese. L'evento veniva pubblicizzato così sui social:


Sarà la festa della Torino nera, di coloro che non si pentono e che non hanno nulla di cui chiedere scusa. Sarà la festa di quelli che i miserabili come la Salis vorrebbero morti. Ma noi ci siamo ancora e invitiamo tutti a Torino. Da CasaPound, a Roma a Torino, siamo la stessa cosa


Ma la domanda centrale è questa per rispondere all'affermazione di Schlein


É possibile sciogliere CasaPound?

Nella nostra Costituzione, dodicesima disposizione finale, si legge:

E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.


Ma non solo, a rafforzare ed ampliare il suo significato con la legge del 23 giugno 1952 è la cosiddetta legge Scelba che contiene le norme di attuazione della disposizione finale in questione. Recita:

Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalita' antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle liberta' garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attivita' alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d'Italia, a tal proposito, ha dichiarato:


Se ci fossero organizzazioni pericolose o neofasciste il potere giudiziario potrebbe chiuderle. Non voglio vivere in una nazione in cui la politica sceglie quali organizzazioni si possono chiudere o aprire: non sarebbe democratico. L’Italia è uno Stato di diritto e c’è la separazione dei poteri: se ci fosse un giudice che ravvisasse dei pericoli, sarebbe lui la persona titolata a muoversi in questo senso.


È in linea generale vero che questo tipo di decisioni spettano alla Magistratura. Ma nei casi straordinari, urgenza o necessità, è proprio la legge Scelba ha mettere la valutazione nelle mani del Governo.

Quindi, sì, il Governo può disciogliere un movimento o un partito che rappresenti in sé la riorganizzazione del partito fascista. Ma questa opzione presuppone, logicamente, una presa di posizione politica.


A tal proposito, Ugo Adamo, professore di Diritto costituzionale presso l'Università della Calabria, intervistato da Pagella Politica, dichiara: «Lo scioglimento è una sanzione fortissima e il governo deve ritenere che ci sia effettivamente l’urgenza di sciogliere il partito in questione e che, soprattutto, ricorrano effettivamente i requisiti fissati dalla “legge Scelba” per lo scioglimento».







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