Boysober e paura delle relazioni: tra tendenza e timore generazionale
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Data di pubblicazione: 20/08/2024
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Un tempo per innamorarsi c’era bisogno di una buona dose di fortuna, casualità e romanticismo. Bisognava trovarsi nel luogo adatto al momento giusto e incrociare lo sguardo della persona che ti avrebbe cambiato la vita. Oggi il “caso” che ha legato intere generazioni viene sostituito da un algoritmo studiato ad hoc, le lunghe lettere d’amore scritte a mano lasciano il posto a messaggi vocali (di 10 minuti!) e i lunghi corteggiamenti alle tanto temute situationship.
Tra i genzer spopola il trend dei Boysober
La risposta della Gen Z a questo cambio di rotta è il “boysober”, perché “single per scelta” faceva troppo anni ‘90. Questa nuova tendenza è nata da un video della comica Brooklyn Hope Woodard (link del video) stanca delle dating app e del conseguente senso di superficialità che si instilla negli utenti che la utilizzano.
Le regole sono piuttosto semplici: per un anno bisogna evitare ogni conoscenza e situazione di tipo sentimentale e sessuale. Un periodo volto unicamente a sé stessi e lontani dalle relazioni tossiche e prive di senso. Un addio alla spasmodica ricerca di un partner e di situazioni deleterie, le cosiddette situationship, quei rapporti in cui non si ha una reale direzione.
L’era dei social media ha un peso rilevante in tutta questa storia. Una delle conseguenze dell’abbandono delle dating app da parte delle nuove generazioni è dovuto soprattutto al desiderio di autenticità e realtà. Internet rende accessibile la comunicazione con chiunque in modo immediato e senza barriere, ma al contempo allontana dal mondo reale e dai contatti più umani ed empatici.
Dunque, citando Woodard, “ridefinire le proprie priorità e non cercare alcuna approvazione maschile” è il senso di questa tendenza. Molte sono le ragazze - e i ragazzi - che decidono di aderire a questo stile di vita con l’hashtag boysober che, nel giro di poco, ha raggiunto milioni di visualizzazioni su TikTok.
Se questo non fosse solo un trend?
Dietro questa protesta verso il mondo del dating potrebbe celarsi un motivo ben più profondo. Non è un mistero che la Gen Z soffra per la paura del futuro. In una società disillusa e in costante competizione anche la ricerca di un partner ideale è monito di preoccupazione. La paura dell’abbandono gioca un ruolo fondamentale in questa partita tra self-love e drunk-love (la costante ricerca di relazioni che dà il nome al suo opposto, il boysober). Stando alle statistiche di EduBirdie, il 22% dei genzer ha paura di non riuscire a trovare l’amore.
Questa fobia nasce dal confronto tra nuova e vecchia generazione e ha trovato terreno fertile dopo la pandemia, l’escalation delle guerre e la derivante crisi del mondo lavorativo.
I genzer sentono il peso del fallimento imposto dai canoni elevati della società e della famiglia questo spinge ad una ricerca di amore e approvazione. Un modo per affrontare la questione è rivolgersi ad uno psicologo che possa aiutare a far fronte a questo senso di disagio.
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