Bias di ancoraggio: perché la prima informazione influenza la decisione?

Scopri cos'è il bias di ancoraggio in Factfulness Monday Ep.3. L’istinto che manovra le tue scelte con le prime informazioni che emergono.

Ammettilo, ci sei cascato anche tu almeno una volta. Diciamocelo. Il menù Crispy McBacon di McDonald’s a 3€ invece di 9€, quel Black Friday in cui hai comprato quella TV a 499€, convinto che fosse un affare solo perché il prezzo originale diceva “899€”, o forse la prima proposta in una trattativa che sembrava voler essere accettata quasi intenzionalmente. Di cosa stiamo parlando? Ancora niente? Ci arriviamo subito. Oggi all'appello il famigerato bias di ancoraggio. Mai sentito? Abbiamo visto come, nell'episodio precedente di “Factfulness Monday", il sovraccarico cognitivo e il bias di negatività possono compromettere la nostra capacità di comprendere correttamente le notizie globali scelte dai media. Ma cosa per quanto riguarda il bias di ancoraggio?

Il bias di ancoraggio

Il bias di ancoraggio, invece, è l’errore cognitivo che sfrutta la nostra tendenza a dare un peso sproporzionato alla prima informazione che riceviamo: la cosiddetta “ancora”. Ma nello specifico? Che cos’è il bias di ancoraggio? É l’effetto psicologico per cui facciamo affidamento sulla prima informazione ricevuta, che diventa il nostro riferimento principale per tutte le valutazioni successive. Questa "ancora" può essere una cifra, un dato o persino un'idea se non addirittura un’intuizione. Anche se può essere potenzialmente arbitraria, questo istinto tende a manipolare il nostro giudizio. Inconsapevolmente, quindi, il cervello stabilisce un punto di riferimento su cui si basa tutto il resto della gamma dei prodotti.

Esperimento bias di ancoraggio

Prendiamo come esempio un grande esperimento per aprire la strada alla comprensione del bias di ancoraggio, condotto da Daniel Kahneman e Amos Tversky. I partecipanti, divisi in due gruppi, dovevano stimare la percentuale di nazioni africane presenti alle Nazioni Unite. Prima di rispondere alla stima veniva loro chiesto di eseguire un semplice compito, apparentemente irrilevante: girare una ruota della fortuna truccata che si fermava su numeri scelti intenzionalmente, come 10 65 – ma loro questo ovviamente non lo sapevano. Nonostante quindi la totale arbitrarietà della ruota che presenta numeri da 0 a 100, le risposte si aggiravano sorprendentemente vicino ai numeri della ruota: 

  • Chi vedeva un 10 dava stime più basse, legate al 10 di partenza (intorno al 25%); 
  • Chi invece vedeva il 65 rispondeva con valori più alti(intorno al 45%)

Esperimento giudici Bias ancoraggio

Nell’esperimento, ai giudici veniva chiesto di determinare la pena per un caso ipotetico di furto. Prima di decidere, veniva presentata una richiesta iniziale di pena da parte dell'accusa (ad esempio, 6 mesi o 3 anni di carcere). Nonostante la richiesta fosse chiaramente arbitraria e i giudici esperti avessero accesso a tutte le informazioni rilevanti per il caso, il numero iniziale influenzava significativamente le loro decisioni finali. 

  • Se l'accusa chiedeva una pena severa (es. 3 anni), i giudici tendevano a proporre pene più elevate;
  •  Se l'accusa suggeriva una pena leggera (es. 6 mesi), le pene finali erano notevolmente inferiori.

Il Bias di ancoraggio & priming: quanto ne sai sucome decidi?

La nostra mente cerca sempre il risparmio di energie. Pensare costa fatica e, di fronte a un'ancora iniziale, possiamo usarla come riferimento. Questo fenomeno può associarsi anche al priming, fenomeno psicologico in cui si risponde a stimoli successivi a seconda delle aree cerebrali in cuii si attivano, spesso in modo inconscio. Sembra più complicato di quel che non è.

L'esempio, tra i più evidenti, che spiegano il priming è quando viene chiesto alla persona in questione di pensare alla parola "giallo" e successivamente viene richiesto di pensare a un frutto. Molti individui mostrano come il colore “giallo”, viene associato subito, e con grandi probabilità, a una banana. 

Altri esempi 

Pensa anche a quante volte hai deciso che “1500€ per un nuovo MacBook Pro è un ottimo prezzo” solo perché il modello di fascia alta costa 2400€? E quante volte hai scelto la pizza da 12€ nel menu, scartando inconsciamente quella da 18€ perché sembrava troppo cara? Dipende dal contesto qualcuno dirà, ma per rifarci alle parole del pioniere della narrativa dei bia, Daniel Kahnemann:

 “L’effetto ancoraggio si verifica quando le persone, dovendo assegnare un valore a una quantità ignota, partono, per farlo, da un determinato valore disponibile. Le stime si mantengono vicine al numero da cui i soggetti erano partiti, ed è per questo che si è evocata l’immagine dell’ancora.” – Daniel Kahneman –

Conclusione 

La leggenda del secondo vino “meno caro” potrà ormai sembrare obsoleta. ((((eppure possiamo constatare insieme che quanto un post digitale con 10.000 like sembri automaticamente più interessante di uno con 50, a prescindere dal contenuto. ))))) Quindi anche le prime impressioni valgono più dei fatti? A volte può essere vero se si parla di bias di ancoraggio. Non è sempre facile capirne la portata di questi piccoli sentieri tracciati nella nostra rete neurale. Andare contro gli istinti e contro il bias di ancoraggio richiede il coraggio di decostruire, di rallentare quando tutto ci spinge a correre. Quindi? È la scelta consapevole di sottrarsi alla fretta del giudizio, di mettere in dubbio ciò che appare certo a facilitare il processo decisionale dietro il bias di ancoraggio. 

Significa dare spazio ai fatti, ascoltare più versioni, costruire decisioni su fondamenta solide invece che su istinti fragili. È così che si migliora la comprensione del mondo: un passo alla volta, step by step. Anche Hans Rosling, autore di Factfulness, spiega come la nostra percezione di temi globali (come povertà, natalità o salute) sia spesso distorta da vecchi dati o informazioni incomplete, che fungono da "ancore" mentali e ci fanno sbagliare. Apriamo gli occhi davanti alla vastità e complessità del mondo, e di come questo, sotto molti aspetti, stia andando meglio di quanto pensi.

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