Abbassare l'IVA al 5% sui prodotti di igiene femminile e dell'infanzia, con una firma si può

Abbassare l'IVA sulle ostriche? Dalla proposta di legge del Min. Lollobrigida parliamo dell'imposta sui prodotti di igiene femminile e della prima infanzia. Sei d'accordo anche tu sull'abbassarla? firma la petizione.

Mentre si parla delle dichiarazioni del Ministro Lollobrigida, che ritiene che si debba abbassare l’IVA sulle ostriche, c’è un gruppo di giovani che ha depositato in Cassazione una proposta di legge che richiede di diminuire l’IVA al 5% su alcuni prodotti di prima necessità per donne e bambini. 

La proposta di legge

Attualmente, l’IVA sui beni essenziali come assorbenti, coppette mestruali, pannolini e altri prodotti per la prima infanzia è fissata al 10%, mentre quella dei seggiolini, garanti della sicurezza dei bambini nei mezzi di trasporto, è al 22%.

Sono questi i dati da cui sono partiti i dodici proponenti che hanno pensato alla proposta di legge: 

 “Tra i problemi del vivere quotidiano c'è anche quello per le famiglie di arrivare alla fine del mese, perché la situazione economica a livello nazionale non è così facile e le piccole grandi spese che dobbiamo fare ogni giorno per il vivere quotidiano hanno il loro impatto sul bilancio familiare. Fra questi prodotti di prima necessità, ci sono anche quelli dell'igiene femminile e della prima infanzia.”

A parlare è Luca Frescura, presidente dell’associazione Giovani & Futuro, che da due anni si è messo all’ascolto delle esigenze dei cittadini del territorio dove opera, tra Belluno e il Cadore, in Veneto, per cercare di creare un ponte tra le richieste della popolazione e le istituzioni. 

La proposta di legge si sviluppa su due articoli. Nel primo articolo, alla tabella A allegata del decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972 numero 633, vengono apportate delle modifiche, elencando i diversi beni di prima necessità per cui viene chiesto l’abbassamento dell’IVA. Come si può notare, oltre agli assorbenti ai tamponi e alle coppette mestruali per l’igiene femminile, sono numerosi i prodotti per la prima infanzia coinvolti nell’iniziativa. 

“Una proposta di questo tipo, che avrebbe un costo stimato per la sua attuazione di 180 milioni di euro annui, aiuterebbe molte famiglie italiane, alleviando la loro spesa, almeno per quanto riguarda i prodotti per la prima infanzia, che sono più facili da stimare, di circa €200 a figlio.” commenta Frescura.

Da dove prendere i soldi?

Nel secondo articolo si parla della copertura finanziaria. Gli oneri derivanti dall'attuazione di questa proposta di legge si attestano sui 180 milioni, che sarebbero recuperati dal taglio delle dotazioni annue previste per la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. Dotazioni che superano il miliardo di euro: infatti ben 943.160.000 euro è la dotazione per la Camera e 505.360.500 euro quella del Senato.

Una proposta che parte dai giovani

Questo disegno di legge è giovanissimo: è stato presentato infatti da un gruppo di dodici proponenti con un’età media di 23 anni. Stanno ora girando per tutta Italia per cercare di raccogliere il maggior numero di firme. La raccolta, iniziata venerdì 21 febbraio, dovrà raggiungere 50.000 firme entro sei mesi dall’inizio delle sottoscrizioni. 

Secondo i primi dati, nei primi 15 giorni di raccolta firme, per la precisione nel periodo che va dal 21/02 all’ 08/03, si è dimostrato come si siano maggiormente mobilitati i giovani e soprattutto le giovani donne per sostenere l’iniziativa. Ma non basta e Luca Frescura fa un invito aperto a tutti e a tutte:

“È un'iniziativa che parte dai giovani per dare una risposta concreta ad un costo della vita sempre più alto e che viviamo giornalmente sulla nostra pelle. Questa situazione, ovviamente, incide anche sull’acquisto di beni essenziali come i prodotti per l’igiene femminile e la prima infanzia. Chiediamo solo che l’Italia si allinei agli altri Paesi europei: con la nostra proposta di legge una famiglia italiana potrebbe risparmiare più di 250 euro all’anno. Ci tengo a sottolineare che non è una semplice raccolta firme: raggiunte le 50.000 sottoscrizioni, il testo arriva direttamente in Parlamento.

È quindi fondamentale l’aiuto di tutti: firmare e far firmare amici e parenti!”


Qui puoi trovare la pagina Instagram dell’iniziativa e il video che spiega come firmare online. 

Questo è invece il link per firmare

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