3 imputati dell’9/11 potrebbero evitare la pena di morte

I procedimenti legali contro Khalid Sheikh Mohammed e i suoi coimputati sono stati gravemente complicati dall'inammissibilità delle prove ottenute tramite tortura

11/09

In una saga legale che si è estesa per oltre due decenni, tre uomini coinvolti nell'organizzazione degli attentati dell'11 settembre 2001 avrebbero raggiunto un accordo per evitare la pena di morte, secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa USA. Khalid Sheikh Mohammed, Walid bin Attash e Mustafa Ahmad al-Hawsawi si dichiarerebbero colpevoli, evitando così la pena capitale. Un negoziato lungo da elaborare, con il percorso irto di complessità giuridiche, politiche e procedurali.

L'accordo pre-processuale

Dopo anni di attese e rinvii, il 31 luglio 2024, è stata annunciata l'ipotetica decisione di accettare un accordo di patteggiamento tra il Ministero della Difesa USA e gli imputati del WTC 9/11. L'intesa tra le controparti prevede il riconoscimento di colpevolezza in cambio dell'ergastolo dei responsabili dell’organizzazione dell’attentato dell’9/11. Il patteggiamento ha suscitato indignazione e disappunto tra i familiari delle vittime e sollevato interrogativi su un processo legale e penale che ha faticato a portare avanti giustizia.

«In cambio dell’abolizione della pena di morte come possibile punizione, i tre imputati hanno accettato di dichiararsi colpevoli dei reati loro sono contestati, incluso l’omicidio di 2.976 persone», si legge nella lettera firmata dal contrammiraglio Aaron C. Rugh, procuratore per le commissioni militari, e da tre avvocati del suo team.

Si prevede che Khalid Sheikh Mohammed e i suoi complici, presenteranno le loro dichiarazioni di colpevolezza presso la commissione militare di Guantanamo Bay, a Cuba, già la prossima settimana. Tuttavia, i funzionari del Pentagono hanno rifiutato di divulgare i termini completi del patteggiamento.

I dettagli del patteggiamento

Nel mese di Marzo 2022, i leader dei Bureau(*) hanno comunicato di aver avviato i negoziati con gli avvocati difensori per quanto riguarda un possibile accordo pre-processsuale. «Dopo 27 mesi di negoziati, questa lettera è inviata per informare che le trattative hanno raggiunto una risoluzione, con tre degli accusati che hanno accettato di dichiararsi colpevoli», prosegue la nota firmata. Gli accordi di patteggiamento erano in discussione da tempo, ma a settembre hanno incontrato un grande ostacolo. La Casa Bianca aveva rifiutato di approvare le condizioni richieste dai avvocati difensori dell’attentato dell’11/09. Ad oggi, come parte dell'accordo preliminare riguardante il processo finale, che con grandi probabilità si terrà nei prossimi due anni, gli imputati hanno anche accettato un processo per rispondere alle domande presentate dai VFM (Family Victim Members) riguardo ai loro ruoli e ai motivi per aver portato avanti gli attacchi dell'11 settembre. Le domande potranno essere presentate entro il 14 di settembre, riferisce la nota.

(*)L'Ufficio del Procuratore, il Direttore dell'Ufficio del Programma di Assistenza alle Vittime e Testimoni delle Commissioni Militari (VWAP)




Il processo e gli imputati

Quattro uomini sono accusati dal tribunale militare degli Stati Uniti a Guantánamo per aver aiutato i 19 uomini che hanno dirottato gli aerei civili e li hanno fatti schiantare contro il World Trade Center, il Pentagono e un campo della Pennsylvania l’11 settembre, 2001. Tre di loro sono sotto processo, mentre il quarto condannato è stato separato dal caso perché giudicato mentalmente incapace di affrontare il processo.


Khalid Sheikh Mohammed, spesso descritto come l'architetto degli attentati, ha giocato un ruolo cruciale nel concepire l'idea di dirottare aerei per colpire obiettivi simbolici degli Stati Uniti. La sua cattura nel 2003, in Pakistan, e il successivo trasferimento a Guantanamo Bay hanno segnato l'inizio di un lungo e complicato processo legale, caratterizzato da ritardi e controversie legate all'uso di tecniche di interrogatorio prevalentemente fisiche, tra cui la tortura. Alcune informazioni ricavate includono il concepimento del piano presentato a Osama Bin Laden, già nel 1996.

Mustafa Ahmad al-Hawsawi, presunto coordinatore degli attacchi, ha avuto un ruolo cruciale nella logistica e nella comunicazione tra i dirottatori e al-Qaida. Arrestato nel 2002, ha subito interrogatori intensivi. Walid bin Attash, invece, è stato coinvolto nella preparazione e addestramento dei dirottatori, è stato arrestato nel 2003 e ha anch'egli subito torture e interrogatori forzati.


I procedimenti legali contro Khalid Sheikh Mohammed e i suoi coimputati sono stati gravemente complicati dall'inammissibilità delle prove ottenute tramite tortura. Anche la scelta di tenere il processo a Guantanamo ha ulteriormente complicato la situazione, rendendo difficile per i legali e per le famiglie delle vittime seguire il caso.

Un processo legale interminabile

Molti familiari delle vittime hanno espresso il loro disappunto, sottolineando che questo accordo ha privato loro della possibilità di un processo pubblico e della giustizia che speravano di ottenere. Jim Smith, un familiare di una delle vittime, ha dichiarato che "hanno preso via l'opportunità di avere il nostro giorno in tribunale". Questo sentimento di impotenza è amplificato dalla percezione che, dopo oltre vent'anni, i responsabili degli attentati possano evitare la pena capitale e ottenere una vita in carcere, un esito che molti considerano inadeguato rispetto alla gravità dei crimini commessi.Le reazioni variano, ma il sentimento generale è di una giustizia che, sebbene finalmente in movimento, lascia molte domande senza risposta.

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