Utilizzo degli smartphone: aumenta la dipendenza, in calo l’età media

di Christian Sangaletti
4 Min.

Sono dati preoccupanti quelli resi noti da Save The Children in relazione all’utilizzo degli smartphone.

In Italia, il 78,3% dei bambini di età compresa tra gli 11 e i 13 anni utilizza Internet tutti i giorni, molto spesso mediante l’utilizzo di uno smartphone.

Il 40,7% dei preadolescenti (di età compresa tra gli 11 e i 13 anni) è presente sui social. La presenza può essere legata ad un profilo aperto indicando un’età maggiore o utilizzando il profilo social di un genitore.

È aumentata significativamente la percentuale di bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni che utilizzano il cellulare tutti i giorni, passando dal 18,4% del biennio 2018-2019 al 30,2% del biennio 2021-2022.

Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save The Children, si è espressa così:

«La rete internet non è stata pensata per l’infanzia. Le sue regole, i suoi algoritmi, i suoi business non sono disegnati per accogliere i tanti bambini e adolescenti che oggi la popolano. È sotto gli occhi di tutti l’urgenza di ridisegnare gli ambienti digitali per farli diventare spazi sicuri. […] Occorre sciogliere i nodi tecnici per verificare l’effettiva età di chi si iscrive ai social, rafforzare il contrasto alla produzione, diffusione e fruizione di immagini pedopornografiche, alla diffusione di immagini private senza consenso, del cyberbullismo, dei discorsi di odio e di tutto ciò che rende oggi violento e distruttivo l’impatto con la rete per i giovani naviganti. […] Senza sottovalutare, infine, la necessità di responsabilizzazione degli adulti, a partire dai genitori. Per rafforzare la loro consapevolezza, ad esempio, le aziende produttrici dovrebbero inserire tra le avvertenze di utilizzo di tutti i dispositivi digitali informazioni chiare e scientificamente validate circa il rischio di danni che l’esposizione precoce e prolungata può procurare ai bambini nei primi anni di vita».

Raffaela Milano

Tra gli adolescenti, invece, è cresciuto il tempo passato online: il 47% dei 3400 intervistati in occasione del Safer Internet Day ha dichiarato di passare più di 5 ore online (nel 2020 il dato era del 30%).

L’uso diffuso, però, non va di pari passo con le competenze digitali acquisite: infatti, la quota di giovanissimi che presenta una competenza digitale scarsa o nulla è pari al 42% (la media europea è del 31%).

Quando possiamo parlare di “dipendenza” da smartphone?

Secondo la Fondazione Umberto Veronesi, si può parlare di “dipendenza” da smartphone quando se ne fa un uso compulsivo, indipendente dalla volontà: quello di connettersi e guardare il telefono è un impulso incontrollabile. Quando i ragazzi non hanno accesso allo smartphone, presentano sintomi simili all’astinenza da alcune sostanze stupefacenti: ansia, insonnia, inappetenza, agitazione fisica e irritabilità. Un altro effetto molto negativo è l’insonnia.

Gli adolescenti sono così soggetti all’utilizzo dello smartphone per molteplici fattori: costruzione ad hoc di applicazioni con contenuti colorati, psicostimolanti ed eccitanti. Per questo, tutti sono a rischio di dipendenza anche se non presentano problematiche pregresse.


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