Tutto sul Ramadan: Significato, Tradizioni, e Pratiche Spirituali

di Dudnic Radu
7 Min.

Il mese del Ramadan quest’anno ha preso il via l’11 marzo, portando con sé un’atmosfera di spiritualità e devozione per miliardi di musulmani in tutto il mondo.

Il Ramadan è considerato uno dei 5 pilastri dell’Islam, insieme alla testimonianza di fede, alle preghiere rituali, all’elemosina ai bisognosi e al pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita.

Questo periodo sacro non è solo un digiuno nelle ore diurne, ma un viaggio interiore che porta alla riflessione, alla solidarietà e alla connessione con il divino.

Il Ramadan

Questo mese sacro è il nono del calendario lunare islamico e ha radici profonde nella storia e nelle tradizioni dell’Islam. Il Ramadan è diventato una festa importante per gli islamici in quanto commemora la prima rivelazione del Corano a Maometto, il profeta dell’Islam.

In base all’avvistamento della prima falce della luna crescente, il Ramadan quest’anno è iniziato l’11 marzo 2024 e terminerà il 9 aprile 2024.

Il periodo di digiuno del Ramadan serve come un modo per purificare il corpo e l’anima, e rafforzare il proprio rapporto con Allah. Si ritiene che durante questo periodo, le porte del cielo sono aperte e le preghiere sono accettate con maggiore facilità. L’inviato di Dio disse:

“La prima notte del Ramadan vengono aperte le porte del cielo, e non verranno chiuse fino all’ultima notte”

I musulmani sono incoraggiati a impegnarsi in atti di carità e gentilezza, empatia e a cercare il perdono per i loro peccati passati.

La storia

uomo in giacca nera che si siede sul pavimentoSecondo la tradizione islamica, nel 610 d.C, l’angelo Gabriele apparve al profeta Maometto durante il mese di Ramadan, rivelando a lui le prime parole del Corano, il testo sacro dell’Islam. Questo evento è conosciuto come “Laylat Al Qadr“, o “La Notte del Destino“, e si ritiene che sia avvenuto in una delle ultime dieci notti del mese di Ramadan, anche se la data esatta non è nota.

Il Ramadan non cade sempre nello stesso periodo del nostro calendario gregoriano, poiché il calendario islamico è lunare e circa 11 giorni più corto dell’anno solare. Questo significa che ogni anno il Ramadan si sposta progressivamente attraverso le stagioni, offrendo esperienze diverse in termini di lunghezza del digiuno a seconda del periodo dell’anno e della posizione geografica.

Linee guida per seguire il Ramadan

Ci sono alcune linee guida e restrizioni che i fedeli musulmani seguono rigorosamente durante il Ramadan. La più importante è l’astinenza da cibo e bevande, acqua compresa, dall’alba al tramonto. Durante questo periodo, i fedeli si dedicano al digiuno dall’alba al tramonto, astenendosi dal cibo, dalle bevande e da altri piaceri terreni considerati peccaminosi. 

Questo periodo di digiuno è obbligatorio per tutti i musulmani adulti sani, con eccezioni per le donne incinte, le madri che allattano, i viaggiatori, gli anziani e i malati cronici.

Il pasto prima dell’alba – il Suhoor – viene consumato prima dell’inizio del periodo di digiuno, che solitamente inizia all’alba, dopo la preghiera del fajr, e termina al tramonto, con la preghiera del maghrib.

Durante le ore di luce, i fedeli devono astenersi da cibo, bevande, fumo e rapporti sessuali. Oltre alle cinque preghiere giornaliere, durante il Ramadan si aggiunge la preghiera notturna chiamata Taraweeh.
Infine il digiuno è rotto con l’Iftar, che tradizionalmente inizia con datteri o acqua, seguito da un pasto abbondante.

Oltre al digiuno, i musulmani sono incoraggiati a impegnarsi in maggiori atti di culto, come recitare il Corano, frequentare la moschea per le preghiere notturne chiamate Taraweeh e compiere atti volontari di carità. 

Cosa si mangia e cosa non si può mangiare?

Gli alimenti consumati durante il Ramadan variano da cultura a regione. L’attenzione è spesso posto sulla preparazione di pasti nutrienti e sani che forniscono energia sostenuta per tutto il giorno. Una pratica tradizionale associata al Profeta “Muhammad” di digiuno, consiste nel consumare datteri e acqua per rompere il digiuno serale.

Se il digiuno viene interrotto involontariamente, non ci sono sanzioni, a condizione che si riprenda subito dopo aver realizzato l’interruzione. Se però l’interruzione è consapevole, è necessario rimediare offrendo pasti a sessanta musulmani bisognosi o donando l’equivalente in denaro. In mancanza di ciò, è richiesto un digiuno continuativo di sessanta giorni come forma di espiazione.

una ciotola di vetro piena di noci sopra un tavolo

Quante persone praticano il rito?

Il Ramadan è praticato da miliardi di musulmani in tutto il mondo. Se è vero che Mohammed il nome più diffuso al mondo è altrettanto intuibile che la pratica che unisce i fedeli islamici raggiunge molti individui. I numeri esatti possono variare, ma si stima che circa 1,8 miliardi di musulmani in tutto il mondo osservino il Ramadan ogni anno. Questo culto riunisce la comunità musulmana globale, il 23%, in un’esperienza condivisa di digiuno, coesione e riflessione spirituale.

Punto di riferimento della Kaaba La Mecca

Si parla un periodo di auto-riflessione, di autodisciplina e di spiritualità. Attraverso il digiuno e la preghiera, i musulmani cercano di rafforzare la loro connessione con Allah e promuovere un senso di unità all’interno della comunità musulmana. L’osservanza del Ramadan serve a ricordare i valori del sacrificio, dell’empatia e della compassione e promuove una comprensione più profonda della fede islamica.

Il Ramadan non è solo un capitolo annuale di sacrificio e auto-disciplina, ma piuttosto un’epopea che solleva l’anima verso vette spirituali ineguagliabili. È un viaggio che attraversa le profondità dell’autoriflessione e dell’empatia, trasformando la pratica del digiuno in un atto di devozione e una dimostrazione di fede per chi pratica il rito.


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