Titanic: corsa contro il tempo, il Titan ancora non si trova

di Emanuele Lo Giudice
5 Min.

È una corsa contro il tempo quella che i ricercatori stanno vivendo in queste ore al largo dell’Oceano Atlantico. Diretto verso i relitti del Titanic, il Titan si è smarrito e non si riesce più a rintracciare.

Erano le 23:40 di domenica 14 aprile 1912, quando l’RMS Titanic si scontrò con un iceberg al largo di Terranova. Il Titanic era salpato da Southampton solo 4 giorni prima. Nel naufragio del Titanic persero la vita circa 1500 persone, gran parte della quale passeggeri di terza classe e membri dell’equipaggio. Nonostante i salvagente fossero abbastanza, le lance di salvataggio avevano una capienza di poco più di 1700 persone, molte meno di quelle presenti sulla nave.

La nave calò a picco alle 2.20 della mattina successiva, portando a 3800 metri di profondità numerosi segreti e diverse domande. Dal naufragio in poi le storie sul Titanic si sono moltiplicate, la storia è stata raccontata sul grande schermo e le vicende sono state romanzate e cambiate nel corso del tempo. Ad oggi, con la tecnologia che abbiamo, è ormai possibile visitarlo di persona, grazie a tour privati che permettono di essere calati in esplorazione assieme ad uno storico del caso.

Ironia della sorte, la “maledizione” che tante volte è stata legata alle vicende del Titanic, è rimbalzata sui notiziari proprie in queste ultime ore. Un sommergibile è infatti scomparso un’ora e mezza dopo essersi immerso in direzione del Titanic e ai passeggeri rimangono poco meno di 50 ore di ossigeno. È una corsa contro il tempo quella dei ricercatori a lavoro.

La tragedia del Titanic

Nessuno si sarebbe mai aspettato che “L’inaffondabile” sarebbe finita sul fondo dell’Oceano atlantico ancora prima di concludere il suo primo viaggio. Eppure fu così.

A nulla servirono gli avvisi delle navi passate precedentemente nella stessa area, nella quale studi avevano già previsto la presenza di iceberg ma in misura “prevedibile” e “non eccezionale”, l’iceberg avvistato alle 23.35 di quel 14 aprile era ormai troppo vicino perché si potesse evitare.

Intorno alle 23.40, infatti, la nave colpì l’iceberg, creando uno squarcio di circa 90 metri sulla parte anteriore destra. Fu l’inizio della fine, perché solo tre ore dopo, il Titanic era ormai un doloroso ricordo.

La nave affondò prima dalla parte posteriore, poi si spezzò in due dopo essersi inclinata di 45 gradi, infine si inabissò completamente divisa in due tronconi. Con lei, 1495 persone.

Looking for Titan(ic)

Perché ci è tornato in mente il Titanic oggi? Purtroppo ad esso si lega una delle ultime, sperando non drammatiche, notizie. Dal 2021 la OceanGate Expeditions ha iniziato ad offrire tour a 4000 metri di profondità per osservare il Titanic da vicino. Sono 5 le persone che possono accedere, con 96 ore di ossigeno totali. La spedizione di 8 giorni prevede più immersioni, la cui durata è di 8 ore ciascuna.

Al prezzo di 250mila dollari, non è un tour accessibile a tutti, ma il mistero che aleggia intorno al Titanic e la possibilità di poterlo ammirare personalmente ha attirato diverse personalità facoltose. Purtroppo, però, nell’ultima immersione qualcosa è andato diversamente dal normale. Ad un’ora e quarantacinque dall’immersione, il batiscafo ha fatto perdere le sue tracce a 600km dalla costa. Per ora, purtroppo, le ricerche non hanno portato ad alcun risultato.

È una corsa contro il tempo, essendo rimaste meno di 41 ore di ossigeno, problematica alla quale si aggiungerebbero, nel caso venisse ritrovato, le modalità di salvataggio dei 5 passeggeri presenti. La guarda costiera statunitense e le autorità canadesi stanno lavora strenuamente, sperando di riuscire a salvare i passeggeri prima dello scadere del tempo.

Fonti: ANSA, Cnn, APnews, OceanGate Inc, Geopop, National Geographic, Al Jazeera

Scritto da Emanuele Lo Giudice


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