The Rainmaker (1997) di Francis Ford Coppola | recensione

di Emanuele Fornito
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 4 Min.

Per la rubrica cinematografica della domenica, oggi parlaremo di un film che, seppur non molto discusso, rappresenta un’importante testimonianza e critica sulla società statunitense e sulle proprie contraddizioni che, a distanza di anni, continuano ad influenzare le vite dei cittadini. Stiamo parlando di The Rainmaker, diretto da Francis Ford Coppola e tratto dall’omonimo romanzo di John Grisham.

Farsi strada in un mondo corrotto

La storia segue il punto di vista di Rudy, un giovane aspirante avvocato, interpretato da Matt Damon al suo primo ruolo di rilievo, che cerca di farsi strada in un mondo corrotto e antimeritocratico che è quello avvocatizio. Accettando un contratto per nulla vantaggioso, Rudy finisce per occuparsi delle cause più difficili che attraversano lo studio legale per il quale lavora, affiancato da Deck (Danny DeVito), forte di una lunga esperienza nel settore seppur non abilitato ad esercitare la professione. Ben presto Rudy si trova dinanzi tutto ciò che di marcio c’è nella società americana, partendo proprio dal proprietario dello studio legale per il quale lavora che, poco dopo la sua assunzione, scappa dai federali e libera la strada a Rudy e Deck per aprire un proprio studio.

Quando i soldi contano più della vita

Il primo caso affrontato da Rudy è quello di un ragazzo morto a causa della leucemia, il quale si è visto negare i fondi per sostenere le cure da parte della compagnia di assicurazioni che lo copriva. Rudy è così scaraventato per la prima volta in un’aula di tribunale, chiamato a dimostrare la verità contro una schiera di avvocati esperti pronti a difendere un colosso finanziario.

Matt Damon in The Rainmaker
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Il film pone particolare attenzione sul cinismo che caratterizza il capitalismo americano, pronto ad insabbiare la verità a qualsiasi costo pur di tutelare i propri interessi economici che, troppo spesso, scadono nella completa disumanità e immoralità. The Rainmaker, infatti, utilizza una storia tanto comune quanto tragica per condannare fermamente il sistema assicurativo statunitense che, più che salvaguardare la vita, protegge, ancora una volta, il tornaconto economico.

The Rainmaker: il trionfo della giustizia

La storia scelta da Francis Ford Coppola segue una narrazione a lieto fine classica e ripone fiducia nella giustizia che, tra alti e bassi, porta l’agenzia assicurativa al fallimento. Seppur in un’ottica forse troppo ottimistica, il film rappresenta sicuramente una minuziosa critica al sistema, promulgata attraverso lo stile narrativo tipico del cinema statunitense di fine anni ’90.

frame tratto da The Rainmaker
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Nonostante Coppola si sia distinto, soprattutto negli anni ’70, con film decisamente più significativi ed importanti (dal punto di vista tecnico e cinematografico) rispetto a questo preso in esamina, The Rainmaker è una piacevole visione da recuperare, forte di un messaggio che ci porta a riflettere su quanto lavoro ci sia ancora da fare per ottenere davvero giustizia, equalità e umanità nel mondo in cui viviamo.

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